Categoria NEWS

A seguito della delibera dell’Assemblea ordinaria dei Soci del Consorzio DOC Delle Venezie dello scorso maggio, le Amministrazioni regionali (Regione del Veneto, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento) hanno approvato le misure di gestione delle produzioni, ai sensi della legge 12 dicembre 2016, n. 238, c.d Testo unico del vino, da applicare al prodotto che sarà ottenuto nella stagione produttiva 2025/2026. Come negli anni precedenti, sarà quindi attuato un pacchetto di interventi studiato ad hoc per garantire continuità al lavoro di stabilizzazione e valorizzazione della DOC Delle Venezie, oggi punto di riferimento del sistema Pinot Grigio nazionale.
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L’iniziativa è nata nel contesto della modifica temporanea del disciplinare, introdotta per far fronte a mutate condizioni climatiche per la vendemmia 2024, e si è configurata come un’opportunità per rinnovare e valorizzare l’identità della Denominazione Orvieto Doc. Non si tratta più solo di una sperimentazione tecnica: i primi due vini a bassa gradazione (annata 2024) – 10 e 10,5 gradi – sono stati prodotti da due aziende consorziate e sono attualmente sul mercato.
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Riduzione della resa massima di uva per ettaro e di vino classificabile e, stoccaggio della produzione (uve, mosti e vini), da vigneti idonei alla rivendicazione DOC ‘delle Venezie’ Pinot grigio, per la vendemmia 2025.
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Il Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale ha ottenuto nel 1998 il riconoscimento di IGP, Indicazione Geografica Protetta, ed è stato il primo marchio di qualità per le carni bovine fresche approvato dall’Unione Europea per l’Italia. Questa IGP certifica la carne prodotta dalle razze bovine tipiche dei territori dell’Appennino centrale (Chianina, Marchigiana e Romagnola), nate e allevate nelle aziende sottoposte alle verifiche sul rispetto del disciplinare di produzione, rientranti nell’area tipica e venduta esclusivamente nei punti vendita autorizzati. La filiera è interamente controllata a garanzia del consumatore.
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Due eccellenze italiane, Prosecco DOC e Grana Padano DOP, saranno tra i protagonisti dell’imperdibile appuntamento enogastronomico Taste of London 2025, in programma dal 18 al 22 giugno prossimi. Dopo aver conquistato i visitatori nelle edizioni precedenti, i due Consorzi di Tutela tornano per offrire al pubblico un’esperienza unica all’insegna del gusto e della qualità.
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Per la campagna di pesca 2025, la ripartizione del contingente nazionale di cattura del tonno rosso non utilizzato nel 2024, pari a 296,830 tonnellate, è ripartita in ragione delle seguenti modalità:
a) l’ulteriore quantitativo di 118,830 tonnellate è attribuito alla “Quota non divisa (UNCL)” in aggiunta a quello già assegnato con decreto direttoriale n. 0146304 del 31 marzo 2025 che, pertanto, è pari a complessive 272,460 tonnellate;
b) Il quantitativo di 25,000 tonnellate è attribuito al segmento della “Piccola pesca costiera (SSCF)” in aggiunta a quello già assegnato con decreto direttoriale n. 0146304 del 31 marzo 2025, che, pertanto, è pari a complessive 352,500 tonnellate;
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Il termine Giandujotto deriva dalla maschera torinese (Gianduja) e la sua forma, che ricorda uno spicchio o uno scafo rovesciato di una barchetta, richiama la forma irregolare del cappello della maschera carnascialesca. Il «Giandujotto di Torino», storicamente, si realizza con la pasta «Gianduja» che si ritiene sia nata durante il blocco continentale operato nel 1806 da Napoleone che aveva ridotto le quantita' di cacao importate e, quindi, favorito la miscela tra pasta di nocciole e massa di cacao. Nella seconda meta' del XIX secolo, Michele Prochet produceva un cioccolatino di nome Givu, ottenuto da pasta di cioccolato e nocciole, che presumibilmente, in occasione della Fiera fantastica del 1867, venne messo in commercio con il nome di «Gianduja», poi popolarmente chiamato giandujotto.
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E' riconosciuta, ai fini del regolamento (UE) n. 1379/2013, art. 14 e del regolamento (UE) n. 1419/2013, nonche' a tutti gli effetti eventuali e conseguenti a norma di legge, l'organizzazione di produttori del settore dell'acquacoltura denominata «Organizzazione di produttori dei mitili dell'Emilia-Romagna e delle Marche», con sede a Cattolica (RN) - via E. Toti, 2 - 47841 (C.F./P.IVA 04775990403), per la specie di allevamento: Cozza o mitilo (Mytilus galloprovincialis)
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Il termine di validita' dell'ordinanza del Commissario straordinario alla peste suina africana n. 5/2024, gia' prorogato con l'ordinanza n. 6/2025, e' ulteriormente prorogato fino al 15 giugno 2025.
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In uno scenario di mercato sempre più complesso e in rapida evoluzione, il Consorzio Tutela Formaggio Asiago introduce il Piano di crescita programmata - in vigore fino al 31 dicembre 2026 - che, basandosi su scelte innovative, punta a garantire l’equilibrio tra domanda e offerta premiando la qualità con un nuovo modello di valorizzazione del prodotto e favorendo l’esplorazione di nuove nicchie e nuovi mercati.
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