Giandujotto di Torino Igp - Domanda di registrazione
Il termine Giandujotto deriva dalla maschera torinese (Gianduja) e la sua forma, che ricorda uno spicchio o uno scafo rovesciato di una barchetta, richiama la forma irregolare del cappello della maschera carnascialesca. Il «Giandujotto di Torino», storicamente, si realizza con la pasta «Gianduja» che si ritiene sia nata durante il blocco continentale operato nel 1806 da Napoleone che aveva ridotto le quantita' di cacao importate e, quindi, favorito la miscela tra pasta di nocciole e massa di cacao. Nella seconda meta' del XIX secolo, Michele Prochet produceva un cioccolatino di nome Givu, ottenuto da pasta di cioccolato e nocciole, che presumibilmente, in occasione della Fiera fantastica del 1867, venne messo in commercio con il nome di «Gianduja», poi popolarmente chiamato giandujotto.