Cavolfiore della Piana del Sele Igp - Controlli da Agroqualità SpA - Autorizzazione 2024

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Cavolfiore della Piana del Sele

Agroqualità SpA è autorizzato ad espletare le funzioni di controllo, previste dagli articoli 38 e 39 del Regolamento (UE) n. 1143/2024, per la IGP Cavolfiore della Piana del Sele registrata in ambito Unione europea Regolamento (UE) 2024/1881 del 2 luglio 2004.

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Cavolfiore della Piana del Sele Igp - Domanda di modifica ordinaria del disciplinare - 2025

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Cavolfiore della Piana del Sele

Il Ministero dell'agricoltura, della sovranita' alimentare e delle foreste, esaminata la domanda intesa ad  ottenere la modifica del disciplinare di produzione della igp Cavolfiore della Piana  del Sele, nel quadro della procedura prevista dal regolamento (UE) 2024/1143, presentata dal Consorzio di tutela del Cavolfiore della Piana del Sele I.G.P., soggetto che possiede i requisiti previsti dall'art. 13, comma 1  del decreto 14 ottobre 2013, n. 12511, provvede come previsto dall'art. 9, comma 1 dello stesso decreto, alla  pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del disciplinare di produzione allegato al presente  comunicato, affinche' ogni persona fisica o giuridica avente un interesse legittimo e residente sul  territorio nazionale possa fare opposizione alla domanda di modifica.

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Cavolfiore della Piana del Sele - Riconoscimento

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Cavolfiore della Piana del Sele

La denominazione Cavolfiore della Piana del Sele designa i corimbi afferenti alle varieta'/ibridi della specie  Brassica oleracea L. var. botrytis, sotto elencate prodotti nei seguenti comuni della Provincia di Salerno :  Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Capaccio Paestum, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano,  Montecorvino Rovella, Pontecagnano Faiano.

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Giandujotto di Torino Igp - Domanda di registrazione

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Giandujotto di Torino

Il termine Giandujotto deriva dalla maschera torinese (Gianduja) e la sua forma, che ricorda uno spicchio o uno scafo rovesciato di una barchetta, richiama la forma irregolare del cappello della maschera carnascialesca. Il  «Giandujotto di Torino», storicamente, si realizza con la pasta «Gianduja» che si ritiene sia nata durante il  blocco continentale operato nel 1806 da Napoleone che  aveva ridotto le quantita' di cacao importate e, quindi,  favorito la miscela tra pasta di nocciole e massa di cacao. Nella seconda meta' del XIX secolo, Michele Prochet  produceva un cioccolatino di nome Givu, ottenuto da pasta di cioccolato e nocciole, che presumibilmente, in  occasione della Fiera fantastica del 1867, venne messo in commercio con il nome di «Gianduja», poi  popolarmente chiamato giandujotto.

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