Il liquore Genepi' della Valle d'Aosta si ottiene tramite l'estrazione dei principi attivi delle piante appartenenti alle specie Artemisia genipi Weber (= A. spicata Wulfen), A. umbelliformis Lam. (=A. mutellina Vill.), A. glacialis L., A. nivalis Br.-Bl., A. petrosa (Baumg) Jan. per macerazione o sospensione delle piante stesse in soluzione idroalcolica, o a partire da preparazioni aromatiche ottenute comunque per estrazione dalle specie vegetali indicate. La produzione deve avvenire interamente nel territorio della Valle d'Aosta.
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Il Génépi des Alpes o Genepì delle Alpi e' un liquore caratterizzato da profumi floreali e vegetali con sapore amaro molto caratteristico e proprio della pianta la cui produzione liquore ed il suo confezionamento sono effettuati nel territorio italiano (Regione Piemonte e Regione Autonoma della Valle d'Aosta) e nel territorio francese (departements des Alpes de Haute-Provence, des Hautes-Alpes, des Alpes Maritimes, de la Drôme de l'Isere, de la Savoie, de la Haute-Savoie).
Le piante di genepi' utilizzate nella preparazione del liquore «Genepi' delle Alpi» o «Genepi des Alpes» appartengono alle specie: Artemisia mutellina o umbelliformis (o genepi' bianco), Artemisia genipi o spicata (o genepi' nero), Artemisia glacialis (o genepi' dei ghiacciai), Artemisia nivalis (o genepi' delle nevi).
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La IG Genziana trentina o Genziana del Trentino e' esclusivamente riservata alla bevanda spiritosa ottenuta distillando il fermentato di radici di genziana prodotte e lavorate nella Provincia Autonoma di Trento, distillata ed imbottigliata in impianti ubicati sul territorio della Provincia Autonoma di Trento.
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La produzione della Grappa del Trentino o Grappa trentina e' per tradizione effettuata mediante distillazione diretta delle vinacce ed e' legata strettamente al territorio di origine. Il metodo di distillazione discontinuo utilizzato e' quello messo a punto dal trentino Tullio Zadra, maestro nella costruzione degli alambicchi, che negli anni cinquanta e sessanta, perfezionò appunto il "metodo bagnomaria discontinuo" che ancora oggi porta il suo nome.
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La IG Grappa di Barolo e' riservata esclusivamente all'acquavite di vinaccia ottenuta dalla distillazione diretta di materie prime provenienti dalla vinificazione delle uve atte a produrre il vino a denominazione d'origine Barolo DOCG nel rispetto del suo disciplinare, elaborata ed imbottigliata in impianti situati nella Regione Piemonte.
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La denominazione Grappa friulana o Grappa del Friuli e' esclusivamente riservata all'acquavite di vinaccia ottenuta da materie prime ricavate da uve prodotte e vinificate in Friuli-Venezia Giulia nonche' distillata e imbottigliata in impianti ubicati nel medesimo territorio.
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La denominazione «Grappa» e' esclusivamente riservata all'acquavite di vinaccia ottenuta da materie prime ricavate da uve prodotte e vinificate in Italia, distillata ed elaborata in impianti ubicati sul territorio nazionale.
Nella presentazione e nella promozione e' consentito l'uso dei termini, «vecchia» o «invecchiata» per la grappa sottoposta ad invecchiamento per un periodo non inferiore a 12 mesi in botti, tini o altri recipienti di legno non verniciati ne' rivestiti, nei magazzini di invecchiamento sotto controllo fiscale. E' consentito, altresi', l'uso dei termini «riserva» o «stravecchia» per la grappa invecchiata almeno 18 mesi
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Le prime testimonianze storiche che riguardano la Grappa lombarda risalgono al XVII secolo. Nel 1617, infatti, Miguel Agusti agronomo ed ecclesiastico catalano, priore del tempio di San Giovanni in Perpignano e cappellano del Sovrano Ordine di Malta, pubblica un'opera in quattro volumi dal titolo «Libre dels secrets d'agricoltura, casa rustica y pastoril» dove descrive compiutamente un alambicco per ottenere acquavite dalla vinaccia.
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La Grappa piemontese o Grappa del Piemonte ha una lunga storia. L'acquavite compare nei tariffari doganali di alcuni comuni piemontesi a partire dalla meta' del 1400, successivamente (nel 1583), un provvedimento legislativo di Carlo Emanuele I di Savoia, relativo al privilegio straordinario di utilizzare un modo particolare «di far bollire ogni sorta di liquori», indica che nello Stato Sabaudo si producevano liquori e acquaviti. Le cronache di quei tempi indicano l'attenzione e l'apprezzamento della Casa reale per tali bevande.
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La produzione della Grappa siciliana o Grappa di Sicilia IG risponde alla rinomata vocazione vitivinicola siciliana ed alla collegata attivita' di distillazione dei sottoprodotti. La «Grappa
siciliana» o «Grappa di Sicilia», cosi' come documentato in testimonianze storiche, e' tradizionalmente ottenuta mediante distillazione diretta delle vinacce ed e' strettamente legata al territorio di origine della Sicilia, la piu' grande isola dell'Italia e del Mediterraneo, e dei suoi arcipelaghi (Eolie, Egadi e Pelagie e dalle isole di Ustica e Pantelleria).
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