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Cortese dell'Alto Monferrato Doc - Modificazione del disciplinare di produzione - 1992

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Cortese dell'Alto Monferrato

Il disciplinare di produzione della doc Cortese dell'Alto Monferrato,  approvato con decreto del Presidente della Repubblica 20 luglio 1979, e' sostituito per intero con il seguente testo

 

MINISTERO DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE
DECRETO 26 giugno 1992  

Modificazione del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata del vino "Cortese dell'Alto Monferrato".

(GU n.160 del 9-7-1992)
 
 

IL MINISTRO
DELL'AGRICOLTURA E DELLE FORESTE
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 luglio 1963, n.
930, contenente norme per la tutela delle denominazioni di origine
dei vini;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 luglio 1979 con
il quale e' stata riconosciuta la denominazione di origine
controllata del vino "Cortese dell'Alto Monferrato" ed e' stato
approvato il relativo disciplinare di produzione;
Vista la domanda presentata dagli interessati intesa ad ottenere la
modifica del disciplinare di produzione sopra citato;
Visti il parere favorevole del comitato nazionale per la tutela
delle denominazioni di origine dei vini sulla citata istanza e la
proposta di modificazione del disciplinare di produzione del vino
"Cortese dell'Alto Monferrato" formulata dal comitato stesso e
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 236 dell'8 ottobre 1991;
Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante nuova disciplina
delle denominazioni di origine dei vini;
Considerato che gli artt. 8 e 10 della predetta legge, concernenti
modalita' procedurali, prevedono che i disciplinari di produzione
vengano approvati o modificati con decreto del Ministro
dell'agricoltura e delle foreste;
Visto l'art. 32 della citata legge concernente disposizioni
transitorie;


Decreta:


Il disciplinare di produzione della denominazione di origine
controllata del vino "Cortese dell'Alto Monferrato", approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 20 luglio 1979, e' sostituito
per intero con il seguente testo:


Disciplinare di produzione del vino a denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato"


Art. 1. - La denominazione di origine controllata "Cortese
dell'Alto Monferrato" e' riservata al vino che risponde alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente disciplinare di
produzione.


Art. 2. - Il vino a denominazione di origine controllata "Cortese
dell'Alto Monferrato" deve essere ottenuto dalle uve del vitigno
"Cortese".
E' ammessa la presenza di altri vitigni ad uve bianche, escluse
quelle aromatiche, fino ad un massimo del 15%.


Art. 3. - Le uve destinate alla produzione del vino a denominazione
di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" devono essere
prodotte nell'intero territorio amministrativo dei comuni appresso
descritti:
Provincia di Asti: Bubbio, Canelli, Castelnuovo Belbo, Fontanille,
Incisa Scapaccino, Mombaruzzo, Monastero Bormida, Montabone, Nizza
Monferrato, Rocca Verano, Vesime, Bruno, Maranzana, Cortigliole,
Quaranti, Castelletto Molina, Castel Rocchero, Calamandrana,
Rocchetta Palafea, Rocchetta Tanaro, Castel Boglione, Cassinasco,
Sessame, Loazzolo, Cessole, S. Giorgio Scarampi, Olmo Gentile,
Mombaldone, Serole, S. Marzano O., Vinchio, Vaglio Serra,
Mombercelli, Belveglio e Castelnuovo Calcea.
Provincia di Alessandria: Acqui Terme, Alice Belcolle, Basaluzzo,
Belforte Monferrato, Bistagna, Carpeneto, Carosio, Casaleggio Borio,
Cassine, Cassinelle, Castelletto d'Erro, Castelletto d'Orba,
Castelnuovo Bormida, Cavatore, Cremolino, Denice, Gamalero,
Grognardo, Lerma, Malvicino, Predosa, Melazzo, Merana, Molare,
Montaldeo, Montaldo Bormida, Montechiaro d'Acqui, Morbello, Mornese,
Morsacco, Orsara B., Ovada, Pareto, Ponti, Ponzone, Prasco,
Ricaldone, Rivalta Bormida, Rocca Grimalda, Silvano d'Orba, Spigno
Monferrato, Strevi, Tagliolo Monferrato, Terzo d'Acqui, Trisobbio e
Visone ed, in parte, nel territorio amministrativo dei comuni di:
Capriata d'Orba, Francavilla Bisio, Novi Ligure, Pasturana e
Sezzadio.
Tale zona della provincia di Alessandria e' cosi' delimitata:
partendo dal punto d'incrocio nel comune di Merana dei confini
provinciali Asti, Savona, Alessandria, il limite segue, in direzione
est, il confine provinciale di Alessandria sino a raggiungere la
quota 821 (C. Fontanassi) al punto d'incrocio del confine del comune
di Tagliolo Monferrato e, su questi, proseguire in direzione nord-est
fino ad incontrare il confine di Casaleggio Boiro che segue in
direzione est e poi nord sino al confine di Mornese, prosegue lungo
questi in direzione sud (R. di Moncalero) e poi nord sino ad
incrociare la strada per Parodi Ligure (B. Ciarrata).
Prosegue verso nord-ovest su tale strada in direzione di Montaldero
ed, all'altezza della localita' S. Gottardo, segue il confine del
comune di Montaldeo verso nord e successivamente quello di
Castelletto d'Orba sino ad incrociare la strada per Capriata d'Orba
in prossimita' di C.na Bellavista.
Prosegue lungo tale strada in direzione di Capriata d'Orba e,
superata C.na Gazolo, segue la strada per Francavilla Bisio e,
raggiunto il limite del centro abitato, risale verso nord per la
strada che conduce a Pasturana fino a raggiungere il torrente Biasco
(l'osteria).
Prosegue in direzione sud-est lungo questo corso d'acqua fino ad
incrociare la strada Tessarolo-Novi Ligure (quota 205); percorsa la
strada in direzione nord fino a raggiungere il centro abitato di Novi
Ligure, lo costeggia per la circonvallazione ovest fino a raggiungere
la strada Novi Ligure-Basaluzzo che segue fino ad incontrare il con-
fine di quest'ultimo comune (prossimita' di Cascina Ingrata); segue
tale confine in direzione nord e poi ovest sino a raggiungere quello
del comune di Predosa sul torrente Orba; prosegue verso nord lungo
tale confine e quindi, in direzione ovest, raggiunge quello del
comune di Sezzadio lungo il quale prosegue sempre verso ovest fino a
raggiungere quello di Camalero che segue lungo il tracciato
settentrionale sino ad incrociare il confine della provincia di
Alessandria; lungo questi ridiscende in direzione sud sino ad
incontrare il confine della provincia di Savona da dove e' iniziata
la delimitazione.


Art. 4. - Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti
destinati alla produzione del vino a denominazione di origine
controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" devono essere quelle
tradizionali della zona e, comunque, atte a conferire alle uve ed al
vino derivato le specifiche caratteristiche.
Sono, pertanto, da considerarsi idonei i vigneti collinari di
giacitura ed orientamento adatti ed i cui terreni siano
preminentemente argilloso-calcarei, anche a fondo tufaceo o marnoso,
con l'esclusione di quelli di fondo valle e di quelli ubicati nei
rilievi preappenninici e appenninici.
I sesti d'impianto, le forme di allevamento ed i sistemi di
potatura devono essere quelli generalmente usati o comunque atti a
non modificare le caratteristiche peculiari dell'uva.
E' esclusa ogni pratica di forzatura ed in particolare l'incisione
anulare.
La resa massima di uva ammessa per la produzione del vino a
denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato"
non deve essere superiore a q.li 100 per ettaro in coltura
specializzata.
A detto limite, anche in annate eccezionalmente favorevoli, la resa
dovra' essere riportata attraverso una accurata cernita delle uve,
purche' la produzione totale per ettaro non superi il 20% il limite
sopra indicato.
La regione Piemonte, sentite le organizzazioni di categoria
interessate, di anno in anno, prima della vendemmia, puo' stabilire
un limite massimo di produzione e/o di utilizzazione di uve per
ettaro per la produzione del vino a denominazione di origine
controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" inferiore a quello fissato
dal presente disciplinare di produzione, dandone immediata
comunicazione al Ministero dell'agricoltura e delle foreste ed al
comitato nazionale per la tutela delle denominazioni di origine dei
vini.
Le uve destinate alla vinificazione devono assicurare al vino a
denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto Monferrato"
un titolo alcolometrico volumico naturale minimo del 9,5%.


Art. 5. - Le operazioni di vinificazione e di spumantizzazione
devono essere effettuate nell'interno della zona di produzione
delimitata dall'art. 3.
Tuttavia, tenuto conto delle situazioni tradizionali e commerciali
della zona, e' consentito che tali operazioni siano effettuate anche
nei seguenti territori: province di Alessandria, Asti, Cuneo e
Torino.
Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche enologiche,
leali e costanti atte a conferire al vino le sue peculiari
caratteristiche.
La resa massima di uva in vino non deve essere superiore al 70%.
Qualora la resa massima uva-vino superi detto limite l'eccedenza
non avra' diritto alla denominazione di origine controllata.


Art. 6. - Il vino a denominazione di origine controllata "Cortese
dell'Alto Monferrato" all'atto dell'immissione al consumo deve
rispondere alle seguenti caratteristiche:
colore: paglierino chiaro, talvolta tendente al verdolino;
odore: caratteristico, delicato, molto tenue ma persistente;
sapore: asciutto, armonico, sapido, gradevolmente amaro;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 10%;
acidita' totale minima: 6 per mille;
estratto secco netto minimo: 15 per mille.
E' facolta' del Ministro dell'agricoltura e delle foreste di
mofificare, con proprio decreto, i limiti minimi sopra indicati per
l'acidita' totale e l'estratto secco.
La denominazione di origine controllata "Cortese dell'Alto
Monferrato" puo' essere utilizzata per designare il vino spumante o
frizzante naturale ottenuto con mosti o vini che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare di
produzione in ottemperanza alle norme vigenti.
I titoli "spumante" e "frizzante" debbono presentarsi limpidi al
consumo.


Art. 7. - Alla denominazione di cui all'art. 1 e' vietata
l'aggiunta di qualsiasi qualificazione aggiuntiva diversa da quelle
previste dal presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli
aggettivi "extra", "fine", "scelto", "selezionato" e simili.
E' consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi,
ragioni sociali, marchi privati non aventi significato laudativo e
non idonei a trarre in inganno l'acquirente.
Le indicazioni tendenti a specificare l'attivita' agricola
dell'imbottigliatore quali "viticoltore", "fattoria", "tenuta",
"podere", cascina" ed altri termini similari sono consentite in
osservanza delle disposizioni CEE in materia.
E' consentito altresi' l'uso di indicazioni geografiche e
toponomastiche aggiuntive che facciano riferimento a unita'
amministrative, frazioni, aree, fattorie e localita' dalle quali
effettivamente provengono le uve da cui il vino cosi' qualificato e'
stato ottenuto, alle condizioni previste dal decreto ministeriale 22
aprile 1992.


Art. 8. - Chiunque produce, vende, pone in vendita, o comunque
distribuisce per il consumo con la denominazione di origine
controllata "Cortese dell'Alto Monferrato" vini che non rispondono
alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare
di produzione e' punito a norma degli artt. 28, 29, 30 e 31 della
legge 10 febbraio 1992, n. 164.


Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 26 giugno 1992
Il Ministro: GORIA

 

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