Domo Rosada Sardegna - Appartamenti turistici e camere per affitti breviDomo Rosada Sardegna - Appartamenti turistici e camere per affitti brevi

Siete qui : Home » articolo » Marroni del Monfenera Igp - Proposta di modifica del disciplinare di produzione 2016

Marroni del Monfenera Igp - Proposta di modifica del disciplinare di produzione 2016

Pubblicato da disciplinare
Marroni del Monfenera Igp

Proposta di modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta Marroni del Monfenera Igp .

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
COMUNICATO 

Proposta di modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta «Marroni  del Monfenera» (16A07715)

(GU n.256 del 2-11-2016)
 
 



Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha
ricevuto, nel quadro della procedura prevista dal regolamento (UE) n.
1151/2012 del Parlamento europeo e del consiglio, l'istanza intesa ad
ottenere la modifica del disciplinare di produzione della indicazione
geografica protetta «Marroni del Monfenera», registrata con
regolamento (CE) n. 1132/2009 della Commissione del 24 novembre 2009.
Considerato che la modifica e' stata presentata dall'Associazione
produttori marroni della Marca trevigiana - Piazza Case Rosse, 14 -
31040 Onigo di Pederobba (TV) - soggetto non riconosciuto ai sensi
dell'art. 14 della legge n. 526/99.
Considerato che il decreto ministeriale n. 12511 del 14 ottobre
2013, recante la procedura a livello nazionale per l'attuazione del
regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 21 novembre 2012 sui regimi di qualita' dei prodotti agricoli e
alimentari in materia di DOP, IGP e STG, prevede all'art. 13 che la
richiesta di modifica di un disciplinare di produzione di una DOP o
IGP possa essere presentata dal relativo Consorzio di tutela
riconosciuto ai sensi della citata normativa o, in assenza, da
soggetti immessi nel sistema di controllo della denominazione che
rappresentino almeno il 51% della produzione controllata dell'ultimo
anno solare/campagna produttiva, nonche' una percentuale pari almeno
al 30% delle imprese inserite nel sistema di controllo e dai
riscontri effettuati dal Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali e dalla Regione Veneto e' risultato che la
richiesta presentata dall'Associazione produttori marroni della Marca
trevigiana soddisfi tale condizione.
Considerato altresi', che l'art. 53 del regolamento (UE) n.
1151/2012 prevede la possibilita' da parte degli Stati membri, di
chiedere la modifica ai disciplinari di produzione delle
denominazioni registrate.
Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
acquisito il parere della Regione Veneto, circa la richiesta di
modifica, ritiene di dover procedere alla pubblicazione del
disciplinare di produzione della I.G.P «Marroni del Monfenera», cosi'
come modificato.
Le eventuali osservazioni, adeguatamente motivate, relative alla
presente proposta, dovranno essere presentate, al Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali - Dipartimento delle
politiche competitive della qualita' agroalimentare, ippiche e della
pesca - Direzione generale per la promozione della qualita'
agroalimentare e dell'ippica - Divisione PQAI IV, Via XX Settembre n.
20 - 00187 Roma - entro trenta giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente
proposta, dai soggetti interessati e costituiranno oggetto di
opportuna valutazione da parte del predetto Ministero, prima della
trasmissione della suddetta proposta di modifica alla Commissione
europea.
Decorso tale termine, in assenza delle suddette osservazioni o
dopo la loro valutazione ai sensi dell'art. 49, paragrafo 3 del
regolamento (UE) n. 1151/2012, ove pervenute, la predetta proposta
sara' notificata, per l'approvazione ai competenti organi comunitari.

Allegato

Disciplinare di produzione Marroni del Monfenera IGP


Art. 1.


Denominazione

L'indicazione geografica protetta (IGP) «Marroni del Monfenera»
e' riservata esclusivamente ai frutti allo stato fresco proveniente
dall'ecotipo locale di piante della specie Castanea sativa Mill., e
che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente
disciplinare.

Art. 2.


Descrizione del prodotto

All'atto dell'immissione al consumo i marroni della I.G.P.
«Marroni del Monfenera» devono possedere le seguenti caratteristiche:


=====================================================================
|  N. di semi |  Max 1 per frutto |
+===============================+===================================+
| | Assenza di frammentazioni o |
| | divisioni, superficie esterna dei |
| |cotiledoni tendenzialmente liscia o|
| | leggermente rugosa. E' ammessa la |
| | presenza di frutti settati in |
| Caratteristiche del seme | misura non superiore al 25% |
+-------------------------------+-----------------------------------+
| | Colore nocciola molto chiaro |
| | tendente al giallo paglierino, |
| | uniforme, struttura omogenea e |
| | compatta, consistenza |
| | pastosa/farinosa, sapore dolce e |
| Caratteristiche della polpa | gradevole |
+-------------------------------+-----------------------------------+
| | Colore nocciola, struttura |
| | pellicolare fibrosa e resistente, |
| |scarsamente compenetrato nel seme e|
| Episperma | facilmente asportabile |
+-------------------------------+-----------------------------------+
| | Colore marrone brillante, piu' o |
| | meno uniforme, eventualmente con |
| | striature piu' scure che si |
| | sviluppano in senso meridiano, |
| | struttura coriacea e resistente, |
| | che si separa facilmente |
| | dall'episperma. Superficie |
| | tomentosa con residui stilari |
| Pericarpo | tomentosi (torcia) |
+-------------------------------+-----------------------------------+
| | Forma tendenzialmente ovoidale, |
| | colore piu' chiaro del pericarpo |
| |con raggi piu' o meno evidenti che |
| | si sviluppano dal centro verso il |
| | bordo. Il bordo e' netto e non |
| Cicatrice ilare | deborda sulle facce laterali |
+-------------------------------+-----------------------------------+
| |Forma prevalentemente ovoidale, con|
| | apice poco rilevato. Presenta una |
| | faccia laterale tendenzialmente |
| | piana e l'altra marcatamente |
| | convessa. numero di frutti per kg |
| Frutto | minore o uguale a 120 |
+-------------------------------+-----------------------------------+
| Riccio | Contiene al massimo n. 3 frutti |
+-------------------------------+-----------------------------------+

Possono ottenere la IGP i frutti appartenenti alle categorie
extra (calibro del frutto superiore a 3 cm, massimo 4% in peso di
frutti con endocarpo colpito da insetti, massimo 3% in peso di frutti
presentanti rosura del pericarpo), alla categoria I (calibro del
frutto compreso tra 2,8 e 3 cm, massimo 6% in peso di frutti con
endocarpo colpito da insetti, massimo 5% in peso di frutti
presentanti rosura del pericarpo) e alla categoria II (calibro
compreso tra 2,6 e 2,8 mm massimo del 6% in peso di frutti con
endocarpo colpito da insetti, massimo 5% in peso di frutti
presentanti rosura del pericarpo).

Art. 3.


Zona di produzione

I «Marroni del Monfenera», indicazione geografica protetta (IGP)
devono essere coltivati nel territorio dei seguenti comuni della
Provincia di Treviso: Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno
del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba, Pederobba, San Zenone degli
Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser, Castelcucco, Monfumo, Cornuda,
Montebelluna, Caerano di San Marco, Crocetta del Montello, Volpago
del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia.

Art. 4.


Prova dell'origine (tracciabilita')

Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando
per ognuna gli input e gli output. In questo modo, e attraverso
l'iscrizione in appositi elenchi, gestiti dalla struttura di
controllo, delle particelle catastali su cui avviene la coltivazione,
dei coltivatori, dei produttori, dei condizionatori, nonche'
attraverso la denuncia alla struttura di controllo dei quantitativi
prodotti, e' garantita la tracciabilita' del prodotto. Tutte le
persone, fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, sono
assoggettate al controllo da parte della struttura di controllo,
secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo
piano di controllo.

Art. 5.


Metodo di ottenimento

Densita' di impianto.
Il numero delle piante ad ettaro non deve superare le 140 unita'
nei vecchi impianti ed arrivare ad un massimo di 180 esemplari nei
nuovi impianti.
Le concimazioni possono avvenire sia nei vecchi castagneti che
nei nuovi impianti, con concimi sia organici sia organo-minerali; in
quest'ultimo caso i rapporti N-P-K variano da 2:1:1 ad 1,6:1:1.
Le letamazioni possono essere eseguite da marzo a luglio, con
cadenza biennale utilizzando al massimo 400 q.li ad ettaro di letame
maturo.
Propagazione.
La propagazione dei «Marroni del Monfenera» deve avvenire
esclusivamente per via agamica, utilizzando la tecnica dell'innesto.
Gli innesti sono effettuati sia su portainnesti provenienti da cedui
sia su piante prodotte da seme. Le marze utilizzate per l'innesto
vengono prelevate, durante l'esecuzione della potatura, da piante di
«Marroni del Monfenera». Vengono raccolti solo i rami di un anno di
eta', in buono stato sanitario, con gemme senza ferite e senza
costolature. Le marze al momento della raccolta devono avere una
lunghezza massima pari a 30 cm. Le marze vengono poi raggruppate in
fasci, inserite in sacchetti di polietilene e conservate in celle
frigorifere a temperature variabili tra i 2 e 4 °C fino al momento
dell'innesto. Per gli innesti vengono utilizzate solo le parti
centrali delle marze dove e' presente la gemma.
Gli innesti sul ceduo.
Il ceduo utilizzato per l'innesto deve essere ben conformato,
sano, esente da attacchi di cancro, di eta' non inferiore a due anni
e con diametro variabile tra 1 e 3 cm.
I tipi di innesto, che si eseguono su tali diametri, sono lo
spacco inglese semplice, il doppio spacco inglese, lo spacco pieno e
lo zufolo.
Sono ammessi cedui di eta' superiore ai 5 anni, e quindi con
polloni di diametro compreso tra i 4 e 15 cm. I tipi di innesto che
si eseguono su tali diametri sono lo spacco diametrale e l'innesto a
corona.
Gli innesti su piante provenienti da seme.
Il castagneto da frutto viene realizzato procedendo con la semina
delle castagne ed il successivo innesto.
Questa tipologia prevede le seguenti fasi operative. La castagna
viene prelevata dal riccio: se all'interno del riccio vi sono tre
frutti, la scelta delle castagne per la semina deve escludere quelle
al centro del riccio. Le castagne devono essere disposte a strati su
letti di torba acida all'interno di cassoni di legno dove avviene la
germinazione. I letti di torba vengono nebulizzati con acqua per
mantenere un livello di umidita' non inferiore al 70% di U.R., al
fine di evitare il disseccamento delle castagne. Durante il periodo
invernale i cassoni devono essere tenuti in cantine fresche. La
primavera successiva, le castagne, dopo l'emissione della radichetta,
vengono poste in buche delle dimensioni di cm 40×40×40, e concimate
con deposizione sul fondo di letame maturo. Durante il primo anno
devono essere effettuate le cure colturali, tra le quali il
posizionamento di schelters (reti metalliche) per evitare che le
cortecce vengano rosicchiate da caprioli e lepri, l'eliminazione
delle erbe che andrebbero a soffocare la giovane pianta, la
pacciamatura manuale, con l'accortezza di liberare dalle eventuali
erbe infestanti la zona del colletto onde evitare attacchi fungini.
Potatura.
La potatura viene effettuata da novembre a marzo e deve
interessare tutta la chioma, andando ad eliminare i rami
soprannumerari, seccaginosi, mal conformati, con caratteristiche di
dominanza nonche' tutte quelle parti che evidenziano attacchi da
parte del patogeno fungino agente del cancro corticale (Cryphonectria
parasitica).
La potatura viene eseguita con la tecnica del tree-climbing,
escludendo l'utilizzo di piattaforme, anche in quelle zone dove
l'orografia del terreno lo permette, in quanto la chioma deve essere
sottoposta ad interventi di taglio anche nelle branche piu' interne.
Gli interventi devono portare a forme di chioma espansa al massimo
per permettere l'utilizzo piu' efficiente di tutto il biospazio
epigeo. I tagli devono essere eseguiti in modo da permettere una
pronta cicatrizzazione da parte delle zone cambiali. Durante il
periodo della potatura si provvede anche a mantenere pulito il
castagneto eliminando tutte le piante selvatiche invasive.
Raccolta.
La raccolta avviene manualmente dal 15 settembre al 15 novembre,
esclusivamente dopo la caduta del prodotto a terra. E' ammesso
l'utilizzo di macchine aspiratrici e raccoglitrici.
Cernita, pulizia e calibratura.
L'operazione di cernita viene effettuata manualmente. La pulizia
e la calibratura vengono effettuate successivamente, utilizzando
appositi macchinari.
Curatura.
II prodotto che non viene immesso sul mercato entro le 48 ore
dalla raccolta subisce il trattamento di curatura. Tale operazione
consiste nell'immergere i «Marroni del Monfenera» nell'acqua a
temperatura ambiente, per un massimo di 9 giorni. Successivamente i
«Marroni del Monfenera» vengono tolti dall'acqua e asciugati
nell'apposita macchina. Tale fase consente la conservazione del
prodotto allo stato fresco per un massimo di 3 mesi. L'operazione di
curatura deve essere svolta entro poche ore dalla raccolta per
impedire l'innesco di processi fermentativi, in particolare nelle
annate in cui la raccolta avviene in periodi piovosi o in condizioni
di temperatura ancora elevate e quindi va svolta all'interno
dell'areale di produzione.
Le operazioni di raccolta, cernita, pulizia, calibratura e
curatura devono avvenire nella zona geografica delimitata.

Art. 6.


Legame con l'ambiente

I terreni della Pedemontana sono moderatamente profondi ed
appartenenti alle tipologie dei Rendzina, dei Rendzina bruni e dei
suoli bruni acidi. Il castagno trova il suo habitat principale nei
Rendzina bruni e nei suoli bruni acidi. I primi si trovano
localizzati negli impluvi e nei depositi colluviali e sono
caratterizzati da una profondita' utile alle radici variabile dai 40
ai 60 cm e reazione da subacida in superficie a neutra in
profondita'. I suoli bruni acidi sono invece caratterizzati da una
reazione da acida a molto acida e presentano bassa saturazione in
basi. In superficie e' presente una lettiera formata da foglie e da
rametti, in uno stato piu' o meno evoluto di
decomposizione/umificazione. Lungo tutto il profilo del terreno vi e'
dello scheletro costituito da frammenti calcarei medi e grossolani,
inalterati. I terreni del Montello sono derivati dalle rocce
conglomeratiche poligenetiche del substrato e caratterizzate da
fenomeni di carsismo. Nel complesso il suolo del Montello e'
costituito da terreno acido, tendenzialmente argilloso, povero in
elementi nutritivi e con un elevato tasso di mineralizzazione della
sostanza organica. Sotto l'aspetto climatico e meteorologico, il
territorio della Pedemontana del Grappa risulta caratterizzato da un
clima subalpino inferiore - iperumido inferiore. Il Montello rientra
nel clima montano inferiore ed umido superiore, che risultano essere
climi ideali per la diffusione del castagno. Le masse di aria
provenienti dalla pianura risalgono lungo i versanti delle Prealpi,
caratterizzando il territorio da abbondanti precipitazioni (le medie
annuali superano i 1400 mm). L'esposizione a sud dei versanti
prealpini limita l'influenza delle gelate primaverili alle quali il
castagno e' sensibile, inoltre le pendenze elevate favoriscono lo
sgrondo delle acque meteoriche limitando il ristagno idrico.
La coltivazione del castagno e' sempre stata un'attivita' di
rilevante importanza sotto l'aspetto energetico, alimentare e per la
costruzione di manufatti utili all'attivita' agricola. Si ricorda
l'uso del legno per pali, botti, carbone, canali per i mulini,
travature per le case, e per le roste lungo i torrenti per frenare
l'impeto delle piene autunnali; l'uso della corteccia e degli amenti
nella medicina popolare; l'utilizzo del riccio come combustibile e
delle foglie come lettiera per gli animali. Il modo tradizionale per
conservare i marroni era la ricciaia: le castagne venivano lasciate
dentro ai ricci, questi venivano raggruppati in un ammasso coperto
dallo stesso fogliame di castagno per conservarne l'umidita'. A piu'
riprese venivano prelevate le castagne fino al periodo natalizio. Il
marrone del Monfenera veniva utilizzato come integrazione alimentare
e prodotto di scambio per le famiglie residenti nell'area di
coltivazione. Dal punto di vista culinario i marroni e le castagne
sono utilizzati sotto varie forme: secche, bollite, arroste e come
farina; vengono inoltre utilizzate per la preparazione del risotto,
di varie minestre, abbinati ai fagioli, oppure per la preparazione di
creme dolci, della polenta, e di biscotti. Inoltre i fiori di
castagno sono molto appetibili alle api, che producono un miele dal
caratteristico sapore e colore ambrato. La coltivazione dei marroni
del Monfenera risale al periodo medievale, documentata da un atto del
1351 che ne regolava la raccolta tra i capifamiglia. Gran parte del
prodotto veniva trasportato al mercato di Treviso e da questo, lungo
il Sile, raggiungeva Venezia. La tutela dei castagneti nell'area dei
«Marroni del Monfenera» e' confermata nelle fonti notarili dei secoli
successivi, che denunciano alle autorita' competenti i tagli abusivi
dei castagneti o la presenza di animali da pascolo fuori stagione che
compromettono la raccolta delle castagne.
Nel corso dei secoli si sono verificati dei periodi di abbandono
dei castagneti alternati a delle fasi di assiduo utilizzo del bosco
come risorsa per il rifornimento di legna da ardere, per la
produzione di frutti per l'alimentazione umana e animale e per
ricavare legno per usi industriali. Una maggior attenzione alla
castanicoltura si ha nella prima meta' dell'800 sotto l'Impero
Asburgico, dove vengono messi in evidenza, attraverso gli Atti del
catasto, la qualita' e la classe delle castagne, a seconda
dell'ubicazione dei castagneti. Anche con il Regno d'Italia continua
la cura e l'attenzione alla castanicoltura. Nel 1884 risultavano nei
distretti di Asolo e Montebelluna (la zona interessata ai «Marroni
del Monfenera») coltivati a castagno 1668 ettari di bosco con 9.977
quintali di prodotto. Da un'indagine svolta all'inizio degli anni 80,
risulta che nel comune di Pederobba erano presenti 45 produttori di
marroni e castagne che praticavano la coltivazione con un impegno di
un certo numero di giornate all'anno, continuo, e con tecniche
innovative ed appropriate soprattutto nella cura delle malattie e
nella potatura finalizzata al recupero degli esemplari malati. Dalla
meta' degli anni 80, la coltura del castagno risulta in ripresa su
tutto il territorio della Pedemontana del Grappa e del Montello,
grazie soprattutto al sorgere di numerose manifestazioni, tra le
quali la mostra mercato dei Marroni del Monfenera inaugurata nel
1970, finalizzate alla promozione del castagno come pianta capace di
migliorare l'ambiente ed i boschi, ma soprattutto per valorizzarne i
frutti ed i numerosi derivati.

Art. 7.


Controlli

La verifica del rispetto del disciplinare e' svolta conformemente
a quanto stabilito dall'art. 37 del reg. (UE) n. 1151/2012.
L'organismo di controllo preposto alla verifica del disciplinare di
produzione e' CSQA, Via S. Gaetano, 74 - 36016 Thiene (VI), tel. +39
0445 313011, fax +39 0445-313070, e-mail csqa@csqa.it

Art. 8.


Etichettatura

Condizionamento.
II prodotto deve essere condizionato in appositi sacchetti di
rete per alimenti o in contenitori idonei per alimenti di dimensioni
e materiali diversi. Tutte le tipologie di confezioni vanno sigillate
in modo da impedire l'estrazione dei frutti senza la rottura del
sigillo.
Ogni confezione deve contenere prodotto omogeneo per categoria.
Le confezioni possono essere da 0.5, 1, 2, 3, 5 e 10 e 25 Kg.
La commercializzazione non puo' avvenire antecedentemente al 15
settembre di ogni anno.
Etichettatura.
La confezione reca obbligatoriamente sulla etichetta a caratteri
di stampa chiari e leggibili, oltre al simbolo grafico comunitario e
relative menzioni e alle informazioni corrispondenti ai requisiti di
legge le seguenti ulteriori indicazioni:
«Marroni del Monfenera» seguita dall'acronimo IGP (Indicazione
Geografica Protetta), di dimensioni superiori rispetto a tutte le
altre indicazioni che compongono l'etichetta;
il nome, la ragione sociale, l'indirizzo dell'azienda
confezionatrice;
la categoria commerciale di appartenenza extra, I, II;
peso lordo all'origine;
logo.
E' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non
espressamente prevista. E' tuttavia ammesso l'utilizzo di indicazioni
che facciano riferimento a marchi privati, purche' questi non abbiano
significato laudativo o siano tali da trarre in inganno il
consumatore, dell'indicazione del nome dell'azienda dai cui
appezzamenti il prodotto deriva, nonche' di altri riferimenti
veritieri e documentabili che siano consentiti dalla normativa
vigente e non siano in contrasto con le finalita' e i contenuti del
presente disciplinare. La designazione «Marroni del Monfenera» deve
figurare in lingua italiana.
Logo.
Nel logo sono rappresentati due ovali scostati uno dall'altro in
maniera concentrica. Ambedue sono di colore marrone scuro (pantone
412PC e C66 M85 Y97 K73). All'interno di essi sono rappresentate le
colline della Pedemontana del Grappa formate da quattro strati di
tonalita' di verde differente: la prima piu' piccola si intravede
prima della separazione netta tra le due sponde, e prende il colore
verde acceso (pantone 584PC e C12 MO Y79 K6), le altre partendo
dall'alto verso il basso prendono delle gradazioni sfumate. La piu'
grande collina (ovvero la numero uno a partire dall'alto verso il
basso) inizia con un verde chiaro (pantone 7488PC e C43 MO Y60 KO),
fino ad arrivare ad un verde piu' scuro (pantone 7490PC e C45 MO Y80
K35). La seconda collina (ovvero quella di mezzo) inizia con la
stessa tipologia dell'altra solo che al contrario partendo cioe' da
un colore piu' scuro (pantone 350PC e C82 M51 Y99 K8) verso un verde
piu' chiaro (pantone 7490PC e C45 MO Y80 K35). La terza e ultima
collina (quella che tocca la pianura) varia la sua gradazione da un
verde scuro (pantone 574PC e C82 M43 Y91 K7) a uno leggermente piu'
chiaro (pantone 7490PC e C79 M31 Y90 K2). La pianura che si estende
e' divisa dal fiume Piave che scende al centro e taglia il logo in
due parti asimmetriche. Anch'essa ha una sfumatura di colore che
parte dal verde piu' acido (pantone 388PC e C14 MO Y79 KO) fino ad
arrivare ad un verde meno vivace (pantone 7495PC e C25 MO Y80 K30).
Il fiume Piave sgorga dall'unione delle due colline e risulta avere a
monte il colore bianco per prendere poi, tramite sfumatura, un
azzurro molto chiaro (pantone 522PC e CI5 MO YO K9). Due castagni,
posti uno alla destra e uno alla sinistra del letto del fiume,
risultano essere colmi di castagne. Il loro tronco e' marrone chiaro
(pantone 504PC e C65 M100 Y100 K35), le foglie sono omogeneizzate da
un verde brillante (pantone 574PC e C34 MO Y81 K71), e le castagne
invece sono giallognole (pantone 389PC e CI7 M2 Y87 KO) e verdi
(pantone 375PC e C41MO Y78 KO). In primo piano troviamo dei marroni
che escono dai ricci, che sono adagiati su due foglie di castagno. I
ricci sono due e di color marrone chiaro (pantone 181PC e CO M74 Y100
K47), le castagne sono dieci in tutto e risultano marrone medio scuro
(pantone 504PC e C65 M100 Y100 K35), il cuore delle castagne e' color
giallo ocra (pantone 1215PC e CO M9 Y45 KO), mentre l'interno concavo
del riccio e' giallo (pantone 728PC e CO M21 Y48 K10). Le foglie che
avvolgono il quadro autunnale sono verde scuro (pantone 350PC e C79
MO Y100 K75). Il tutto fuoriesce leggermente dal contorno ovale con
direzione verso sinistra.
La scritta «Marroni del Monfenera» I.G.P. su fondo bianco
sovrasta il logo e ne ripercorre la forma geometrica, e' scritta col
font Times grassetto colore nero.

Marroni del Monfenera

Ricerca rapida : Cerca con le categorie Dop Igp Stg o con i tag Marroni del Monfenera Igp, Marroni del Monfenera, disciplinare, marrone, castagna



Nella stessa categoria