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Asparago verde di Canino Igp - Disciplinare di produzione

Pubblicato da disciplinare
Asparago verde di Canino

L'igp Asparago verde di Canino e' riservata ai turioni di asparago appartenenti alla famiglia delle Liliaceae, varieta' Asparagus officinalis L., tipologia verde, riconducibili alle seguenti cultivar: Atlas,  Grande, UC157, Vegalim, Starlim, Italo, Atticus, Verdus prodotti nel territorio amministrativo dei comuni di Canino, Cellere, Montalto di Castro, Tarquinia, Tuscania, Tessennano, Arlena di Castro.

MINISTERO DELL'AGRICOLTURA, DELLA SOVRANITA' ALIMENTARE E DELLE FORESTE
PROVVEDIMENTO 23 novembre 2023  

Iscrizione del nome «Asparago verde di Canino» (IGP) nel registro delle denominazioni di origine  protette e delle indicazioni geografiche protette ai sensi del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualita' dei prodotti  agricoli e alimentari. (23A06612)

(GU n.287 del 9-12-2023)


IL DIRIGENTE DELLA PQA IV
della Direzione generale per la promozione
della qualita' agroalimentare

Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modifiche ed integrazioni, recante «Norme generali sull'ordinamento
del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni» ed in
particolare l'art. 4, comma 2 e gli artt. 14, 16 e 17;
Visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 21 novembre 2012 sui regimi di qualita' dei prodotti
agricoli e alimentari;
Considerato che, nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L del
13 novembre 2023 e' stato pubblicato il regolamento di esecuzione
(UE) 2023/2483 della Commissione del 6 novembre 2023 recante
iscrizione di un nome nel registro delle denominazioni di origine
protette e delle indicazioni geografiche protette «Asparago verde di
Canino» (IGP).
Ritenuto che sussista l'esigenza di pubblicare nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana il relativo disciplinare di
produzione affinche' le disposizioni contenute nel predetto documento
siano accessibili per informazione erga omnes sul territorio
nazionale;

Provvede:

alla pubblicazione dell'allegato disciplinare di produzione dell'«Asparago verde di Canino» (IGP)  nella stesura risultante a seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea L  214/94 IT del 31 agosto 2023 del regolamento di esecuzione (UE) 2023/1671 della  Commissione del 24 agosto 2023. I produttori che intendono porre in commercio l' «Asparago  verde di Canino» (IGP) sono tenuti al rispetto dell'allegato disciplinare di produzione e di tutte le  condizioni previste dalla normativa vigente in materia.
Roma, 23 novembre 2023

Il dirigente: Cafiero

Allegato

Disciplinare di produzione per l'indicazione geografica protetta Asparago Verde di Canino

Art. 1.
Denominazione

L'indicazione geografica protetta (I.G.P.) «Asparago verde di
Canino» e' riservata all'asparago (Asparagus officinalis L.) che
risponde alle condizioni e ai requisiti stabiliti dal presente
disciplinare di produzione.

Art. 2.
Caratteristiche del prodotto

2.1. L'indicazione geografica protetta «Asparago verde di Canino»
e' riservata ai turioni di asparago appartenenti alla famiglia delle
Liliaceae, varieta' Asparagus officinalis L., tipologia verde,
riconducibili alle seguenti cultivar: Atlas, Grande, UC157, Vegalim,
Starlim, Italo, Atticus, Verdus.
L'«Asparago verde di Canino» IGP, all'atto dell'immissione al
consumo deve avere le seguenti caratteristiche morfologiche,
merceologiche, organolettiche e chimico-fisiche:
2.2. Caratteristiche morfologiche:
colore verde brillante su tutto il gambo, con sfumature
violacee all'apice;
intero, con portamento eretto e apice stretto e chiuso;
consistenza soda, non flaccida;
pulito, privo di terra o di qualsiasi altra impurita';
2.3. Caratteristiche merceologiche:
categoria extra: diametro del turione > di 16 mm;
categoria I: diametro del turione tra 10,1 e 16 mm;
categoria II (detta asparagina): diametro del turione tra 8 -
10 mm.
E' ammessa una tolleranza del +/- 10% in peso di turioni non
rispondenti al diametro indicato all'interno della stessa confezioni.
2.3. Caratteristiche organolettiche:
odore: da delicato a intenso, privo di note anomale;
sapore: dolce, con retrogusto erbaceo;
2.4. Caratteristiche chimico-fisiche:
ferro: maggiore di 1 mg/100 g;
magnesio: maggiore di 10 mg/100 g.
L'«Asparago verde di Canino» I.G.P., deve inoltre avere turioni
pieni (non vuoti) e privi di spaccature. Per l'uniformita' di tutta
la parte edule e per l'assenza di scarto, viene definito
«mangiatutto».
Per il prodotto destinato alla trasformazione, possono essere
utilizzati anche i turioni che rispettano tutti i requisiti richiesti
dal disciplinare di produzione, ad eccezione dei requisiti di calibro
e forma.
Sono altresi' ammesse lievi alterazioni superficiali del turione
purche' tali alterazioni non pregiudichino la qualita' e la
conservabilita' dei turioni. Tali turioni possono fregiarsi della
I.G.P «Asparago verde di Canino» ma non possono essere destinati al
consumatore finale come prodotto fresco non trasformato.
Il prodotto e' immesso al consumo allo stato fresco o surgelato o
congelato (III gamma).

Art. 3.
Zona di produzione

L'area di produzione dell'«Asparago verde di Canino» IGP ricade
nel territorio amministrativo dei comuni di Canino, Cellere, Montalto
di Castro, Tarquinia, Tuscania, Tessennano, Arlena di Castro.

Art. 4.
Prova dell'origine

Ogni fase del processo produttivo viene monitorata documentando
per ognuna gli input e gli output.
In questo modo e attraverso l'iscrizione in appositi elenchi
gestiti dall'organismo di controllo, dei coltivatori, delle
particelle catastali sulle quali avviene la coltivazione, dei
trasformatori e dei confezionatori, nonche' attraverso la
dichiarazione tempestiva alla struttura di controllo delle quantita'
prodotte, e' garantita la tracciabilita' e la rintracciabilita' del
prodotto. Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte nei
relativi elenchi, saranno assoggettate al controllo da parte
dell'organismo di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare
di produzione e dal relativo piano di controllo.

Art. 5.
Metodo di ottenimento

5.1. Tecniche di coltivazione
La tecnica di coltivazione dell'«Asparago verde di Canino» si
basa sulle pratiche tradizionalmente seguite nella zona delimitata
all'art. 3 del presente disciplinare. La coltivazione deve essere
effettuata in pieno campo o in coltura protetta, utilizzando piantine
o zampe. L'Asparagiaia ha una durata massima di quindici anni.
Non e' ammesso l'impiego di varieta' geneticamente modificate.
5.2. Preparazione del terreno nuovo impianto.
I lavori preparatori hanno lo scopo di creare un buon «letto di
trapianto» per consentire un adeguato sviluppo dei turioni nonche'
uno sgrondo regolare delle acque in eccesso.
Nel periodo di agosto-ottobre deve essere effettuata un'aratura
profonda di almeno 50 cm, che permette agli agenti atmosferici
invernali di agire disgregando le zolle piu' grosse ottenendo una
tessitura piu' idonea per l'impianto.
Seguono le lavorazioni di affinamento del terreno (erpicature) da
effettuare da ottobre ad aprile, che servono a predisporre l'apertura
di solchi dove andranno a dimora le piante.
5.3. Trapianto
L'epoca per il trapianto delle zampe e' compresa tra il mese di
febbraio ed il mese di giugno, mentre quella per le piantine e' tra
aprile e giugno.
L'investimento massimo d'impianto per ettaro e' di 34.000 zampe o
piantine.
La messa a dimora avviene tramite solchi profondi tra 25 e 45 cm
in modo da consentire alle radici di svilupparsi alla giusta
profondita'.
Nel caso delle «zampe» i solchi vengono subito ricoperti con la
terra; mentre con il trapianto delle piantine il solco rimane aperto
e chiuso man mano che la pianta cresce.
5.4. Irrigazione
Sono ammesse le seguenti tecniche di irrigazione: aspersione o
irrigazione a goccia e la subirrigazione.
5.5. Concimazione, Difesa fitosanitaria e Diserbo
Devono essere effettuate applicando quanto disposto dalle norme
contenute nei disciplinari emanati dalla Regione Lazio in materia di
produzione integrata.
5.6. Operazioni colturali su impianti esistenti
Da novembre a febbraio, dopo il naturale e fisiologico
disseccamento delle fronde, al termine del ciclo vegetativo, la parte
aerea della pianta viene trinciata cosi' da permettere la pulizia del
campo da residui della vegetazione precedente e far si' che essi
apportino sostanza organica al terreno, migliorandone anche la
struttura e facilitando la rigenerazione dei turioni per la nuova
campagna produttiva.
5.7. Operazioni colturali ammesse: geotermia
In coltura protetta e' ammesso il ricorso alla geotermia con
l'impiego di acqua calda naturale proveniente da falde affioranti
presenti nella zona di cui all'art. 3.
La parte edule dei turioni viene protetta in tunnel di
polietilene e le radici vengono riscaldate attraverso tubi interrati
in cui scorre acqua calda.
In questo modo si crea un microclima caldo, ideale per
l'«Asparago verde di Canino» IGP, che permette una raccolta a partire
dal mese di gennaio.
5.8. Avvicendamento colturale
Il reimpianto dell'«Asparago verde di Canino» I.G.P. e'
consentito sui terreni non prima di cinque anni dall'espianto della
vecchia asparagiaia.
Sono vietate precessioni e successioni colturali di carota,
barbabietola, erba medica, trifoglio e patata.
5.9. Raccolta
La raccolta avviene nel periodo gennaio/giugno e
settembre/ottobre a mano con l'ausilio di un coltello provvisto di
lama/paletta terminale in modo da tagliare il turione leggermente
sotto la superficie del terreno.
La produzione annua massima e' di 12 t/ha.
5.10. Lavorazioni post-raccolta
L'«Asparago verde di Canino» IGP deve essere consegnato in mazzi
o alla rinfusa al centro di lavorazione. Qui viene sottoposto a
pulitura, cernita, lavaggio, calibrazione, taglio, ammazzettamento e
suddivisione in base alla categoria merceologica. Gli asparagi
vengono poi pareggiati alla base mediante taglio manuale o meccanico
e confezionati.
Il prodotto puo' essere direttamente commercializzato tal quale o
conservato in celle frigorifere a riparo dalla luce e alla
temperatura di 2°/8°C.
5.11. Processo di III gamma
I turioni di «Asparago verde di Canino» IGP sono sottoposti al
processo di lavaggio e di cernita. Il prodotto viene sottoposto al
processo di taglio o prosegue la lavorazione come turione intero. E'
ammessa la scottatura del prodotto, anche detta blenciatura,
trattamento termico in acqua o vapore da 70°C a 105°C per un tempo
che va da 3 minuti a 5 minuti variabile a seconda della dimensione e
del calibro del turione. In seguito le operazioni prevedono la
sgrondatura, la seconda cernita, il preraffreddamento e surgelazione.
Il prodotto viene poi vagliato, pesato e confezionato.

Art. 6.
Legame con la zona geografica

La richiesta di riconoscimento dell'«Asparago verde di Canino» si
basa sia sulla reputazione che sulla qualita' distintiva del
prodotto, data dal colore verde brillante, dalla consistenza, dal
sapore e dall'assenza di scarto che gli e' valso il soprannome di
«mangiatutto». E' ricco di Sali minerali come il ferro e il magnesio.
Il colore verde brillante e' tipico dell'«Asparago Verde di
Canino» e' dovuto alle particolari condizioni pedoclimatiche del
territorio, ai suoli vulcanici, ricchi di potassio e di sali
minerali, soprattutto ferro e magnesio, che influenzano in maniera
visibile e caratterizzante il colore. Il concetto di «mangiatutto» e'
legato alla scarsa fibrosita' del prodotto ed al fatto che viene
raccolto tagliando il turione sopra il livello del terreno e quindi
non viene asportata la parte piu' bianca, fibrosa e dura, difficile
da consumare: questa peculiarita' agronomica e tecnica permette al
consumatore di utilizzarlo completamente e riconoscerlo come
«mangiatutto».
Queste caratteristiche sono determinate, a prescindere dalla
genetica, dalle favorevoli condizioni agro-pedoclimatiche e dalle
tecniche di coltivazione messe in atto degli agricoltori locali della
zona di cui al punto 4. Il terreno gioca un ruolo fondamentale: le
caratteristiche pedologiche della zona di coltivazione ben si
prestano all'asparagicoltura. Il comprensorio presenta
prevalentemente suoli a tessitura da franco a franco
sabbioso-argillosa. I suoli si impostano per lo piu' su superfici
terrazzate calcaree e depositi vulcanici, con buona fertilita'
chimica e facilitano l'emergenza del turione dell'Asparago verde di
Canino IGP. Le caratteristiche idrologiche dei suoli scongiurando
ristagni idrici nei periodi piovosi. In particolare i terreni
risultano avere alti livelli di calcio, potassio ma soprattutto di
ferro e magnesio tanto da caratterizzare qualitativamente l'Asparago
verde di Canino IGP proprio nel contenuto in ferro e magnesio. Le
condizioni climatiche della zona sono particolarmente favorevoli
grazie alla presenza di un microclima adeguato a tale orticola,
generato anche dalla relativa vicinanza del mare. Gli inverni miti e
le primavere dolci permettono un risveglio precoce delle zampe, le
quali iniziano normalmente gia' i primi di gennaio a emettere turioni
adatti per la raccolta.
Estati non troppo umide e piovose favoriscono l'Asparago verde di
Canino IGP, che non ama affondare le radici nell'umidita' ristagnante
e non apprezza neanche bagnature della chioma, che possono
procurargli malattie fungine. Le temperature annuali risultano essere
piuttosto uniforme con valori medi mensili prossimi ai 16°C; i valori
medi minimi e massimi sono pari rispettivamente a circa 11°C e circa
22°C con i mesi piu' freddi rilevati tra gennaio e febbraio con
temperature minime che difficilmente raggiunto valori assoluti al di
sotto degli 0°C; i mesi piu' caldi sono luglio e agosto con
temperature massime che hanno raggiunto anche valori assoluti di
circa 32°C. Anche il regime pluviometrico della zona risulta
estremamente omogeneo e caratterizzato, negli ultimi anni, da una
quantita' di pioggia cumulata/anno media di poco piu' di circa 472
mm. Le precipitazioni sono concentrate nel periodo autunno inverno,
con il periodo di aridita' nei mesi di estivi. Particolare
riferimento va fatto anche al ricorso alla tecnica della geotermia
per la produzione in coltura protetta. Le radici vengono riscaldate
attraverso manichette interrate in cui passa acqua calda proveniente
da falde affioranti. Nel periodo invernale la parte edule viene
protetta in tunnel di polietilene: in questo modo si mantiene un
microclima caldo, ideale per l'asparago.
L'«Asparago verde di Canino» ha una storia relativamente recente
ma prestigiosa. Il successo commerciale e il legame con il territorio
risalgono agli inizi degli anni '80 del '900. Le prime competenze
sulla conduzione di asparagiaie moderne si sono sviluppate in questo
periodo. La prima asparagiaia risale infatti al 1980 per una
superficie coltivata ad asparagi verdi di 9 ettari.
La nuova coltivazione ha stimolato la costruzione di strumenti
adatti allo scalzo dell'asparago verde e un'attenzione particolare ai
metodi di raccolta manuale, in quanto fu subito compresa l'importanza
di questa fase, «non solo per la qualita' dei turioni ma anche per le
produzioni future.
[...] Per ottenere turioni teneri e con bratte ben serrate,
occorre[va] effettuare raccolte ravvicinate che [dovevano] essere
giornaliere per tutti il periodo di piena produzione e non superiori
ai due giorni nelle fasi di inizio e fine raccolta» (Saccardo F.,
Temperini O., Asparago: tecnica agronomica e scelta varietale, in
Arsial (a cura di), Esperienze sulla coltivazione dell'asparago nel
Lazio, 2004, p. 17).
Successivamente, per ampliare la stagione produttiva e i tempi di
permanenza sul mercato, i produttori hanno avviato un'interessante
sperimentazione di coltivazioni forzate con acqua calda, grazie alla
presenza nella piana del Paglieto di sorgenti termali. La favorevole
congiuntura pedoclimatica che rendeva ottimali i parametri colturali
dell'asparago, ha dato vita nel Comune di Canino a una nuova realta'
agricola (in Innovazione e agricoltura, 2, n. 2, 1999, pp. 36-39;
L'Informatore agrario, 50, 2001, p. 45).
Dell'«Asparago verde di Canino» viene apprezzata la consistenza,
il sapore e l'assenza di scarto, motivo per cui e' chiamato
«mangiatutto». La guida del Touring Club Italiano, Frutta e ortaggi
in Italia, lo definisce cosi' e lo inserisce fra le varieta' piu'
apprezzate a livello nazionale (Cabrini L., Malerba F., Frutta e
ortaggi in Italia, TCI, Milano 2005, p. 49). Sempre come
«mangiatutto» e' stato segnalato nel volume 1001 specialita' della
cucina italiana da provare almeno una volta nella vita, dov'e'
elencato tra le eccellenze della regione Lazio (Machado A., Prete C.,
1001 specialita' della cucina italiana da provare almeno una volta
nella vita, Newton Compton, 2015, pp. 297-299).
Questo prodotto e' riconosciuto tra quelli piu' importanti della
Tuscia anche da testate attente al «Food» come la Repubblica
(repubblica.it/cronaca/2013/04/26/), Corriere della Sera
(viaggi.corriere.it/weekend/), Libero, Quotidiano.net
(.quotidiano.net/viaggiesapori/), il Tempo
(tempo.it/i-consigli-di-fuoriporta/2017/04/21/) o magazine del gusto
come Mondo Mangiare (mangiare.moondo.info).
Nel 2006, l'«Asparago verde di Canino» e' stato inserito nel
progetto Leader Puls 2000/2006 - Gal degli Etruschi, tra i prodotti
«che hanno un'alta capacita' di identificazione» con il territorio e
che pur non essendo un prodotto «con una forma di riconoscimento
pubblico (Dop, Igp, Igt ecc) ha un'importanza rilevante per alcuni
comuni dell'area sia dal punto di vista quantitativo che
qualitativo».
Dal 2001 il Comune di Canino e il Comune di Montalto di Castro
organizzano sagre annuali per la promozione e la diffusione
dell'asparago verde. In particolare, la Sagra dell'Asparago verde di
Canino e' rinomata per la preparazione di una «frittata monumentale»
a base di asparagi che e' valsa al comune viterbese il primato della
«frittata piu' grande del mondo». (Gazzetta_25/04/2010;
Messaggero_11/05/2016)

Art. 7.
Controlli

Gli impianti idonei alla produzione dell'«Asparago verde di
Canino» IGP saranno iscritti in un apposito elenco attivato, tenuto e
aggiornato dall'organismo di controllo di cui all'art. 7, comma 1,
punto g, del regolamento (UE) n. 1151/2012. Il produttore e' tenuto a
comunicare all'organismo di controllo l'inizio della raccolta.
L'organismo di controllo e' Bioagricert S.r.l. via Dei Macabraccia,
8/3 4-5- 40033 Casalecchio di Reno (Bologna) Italy; tel: 051-562158 -
Fax 051-564294; mail: info@bioagricert.org

Art. 8.
Confezionamento ed Etichettatura

Confezionamento
Per l'immissione al consumo il confezionamento dell'«Asparago
verde di Canino» I.G.P. deve essere effettuato in una delle seguenti
tipologie di confezioni:
Per il prodotto fresco
Confezionato in mazzi, opportunamente legati e pareggiati alla
base mediante taglio manuale o meccanico secondo le seguenti
tipologie di confezioni:
fazzoletti di materiale per uso alimentare del peso compreso
tra 0.250 e 1000 g;
fascette per uso alimentare del peso compreso tra 0,250 e 1000
g;
vaschette di materiale per uso alimentare del peso compreso tra
0,125 e 1000 g;
scatole-box di materiale per uso alimentare del peso compreso
tra 1 e 6 kg;
cassette di materiale per uso alimentare del peso compreso tra
1 e 12 kg.
E' ammessa la vendita di turioni sciolti in imballaggi di
materiale per uso alimentare del peso massimo di 12 kg; tale
imballaggio deve essere chiuso da una retina o altro materiale idoneo
ai prodotti alimentari, nonche' dalla fascia contenente le
informazioni previste per l'etichettatura «Asparago verde di Canino»
I.G.P. in modo da proteggere il prodotto da eventuali manomissioni.
Per la III gamma:
in buste di materiale per uso alimentare, sigillata, in
atmosfera controllata, da 0,10 kg a 10 kg;
in buste di materiale per uso alimentare sigillata, sottovuoto
da 0,5 kg a 10 kg.
Tutte le confezioni devono essere in materiale idoneo all'uso
alimentare e sigillate in modo tale che il prodotto non possa essere
estratto senza la rottura della confezione stessa.
Etichettatura
La confezione, oltre alle informazioni obbligatorie previste
dalla specifica normativa nazionale ed europea, reca
obbligatoriamente sull'etichetta a caratteri di stampa chiari e
leggibili, oltre al simbolo rafico europeo della IGP e al logo della
IGP piu' avanti descritto, le seguenti ulteriori indicazioni:
«Asparago verde di Canino» seguita dall'acronimo IGP
(Indicazione geografica protetta) o dalla dicitura Indicazione
geografica protetta;
nome o ragione sociale ed indirizzo o sede del produttore
singolo e/o associato e/o del confezionatore;
E' tuttavia consentito l'utilizzo di indicazioni che facciano
riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati purche' non
abbiano significato laudativo o tali da trarre in inganno il
consumatore, nonche' di altri riferimenti veritieri e documentabili
che siano consentiti dalla normativa comunitaria, nazionale o
regionale e che non siano in contrasto con le finalita' e i contenuti
del presente disciplinare.
La dizione «Indicazione geografica protetta» puo' essere ripetuta
in altra parte del contenitore o dell'etichetta anche in forma di
acronimo «I.G.P.».
I turioni destinati alla trasformazione e alle lavorazioni per
l'ottenimento del prodotto di III gamma, possono essere consegnati
anche «alla rinfusa», in imballaggi o contenitori conformi alla
normativa vigente, identificati con apposita etichetta riportante la
dicitura «Asparago verde di Canino IGP destinato alla trasformazione»
o «Asparago verde di Canino IGP destinato alla III gamma», al fine di
poter garantire la corretta identificazione e rintracciabilita' del
prodotto.
E' vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione non
espressamente prevista.

Asparago verde di Canino IGP

Il logo «Asparago verde di Canino» e' costituito da un emblema di
forma circolare contornato per la maggior parte dalla scritta
Asparago verde di Canino di colore verde (pantone 7740 C e font Tw
Cen Met Condensed Extra Bold.
All'interno del cerchio sono raffigurati in modo stilizzato: 5
asparagi di colore verde (pantone 7737 C) e la forma dell'Italia, su
fondo banco. Nella zona corrispondente all'areale di produzione e'
presente un punto grande di colore rosso (pantone 485 C).
Alla base del cerchio e' raffigurata un terreno, quale paesaggio
caratteristico della zona di produzione di origine vulcanica, di
colore marrone (pantone 464 C) che incontra il mare di colore azzurro
(Pantone 279 C).
Sotto il mare e la collina, alla base del cerchio e' riportata in
maiuscolo la scritta IGP di colore rosso (pantano 485 C), font Tw
Cen Met Condensed Extra Bold.
ll logo si potra' adattare proporzionalmente alle varie
declinazioni di utilizzo, rispettando il rapporto 1:1, per un minimo
di 1 cm per lato.

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