Riviera Ligure di Ponente Doc

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I vini Doc Riviera Ligure di Ponente sono :
“Riviera Ligure di Ponente” Granaccia (Alicante), anche nelle tipologie superiore e passito:  Granaccia (Alicante) minimo il 90%;
“Riviera Ligure di Ponente” Moscato, anche nelle tipologie frizzante, vendemmia tardiva e passito:  Moscato bianco per il 100%.
“Riviera Ligure di Ponente” Pigato, anche nelle tipologie superiore e passito: Pigato minimo il 95%;
“Riviera Ligure di Ponente” Rossese, anche nella tipologia passito: Rossese minimo il 90%;
“Riviera Ligure di Ponente” Vermentino, anche nelle tipologie superiore e passito: Vermentino minimo il 95%;
Zona di produzione : Terreni vitati della Provincia di Imperia.
Terreni vitati della Provincia di Savona
Provincia di Genova: nei Comuni di Arenano e Cogoleto.

Fattori naturali rilevanti per il legame.
La zona geografica riferita al territorio della Denominazione di Origine Riviera Ligure di Ponente
ricade nella parte orientale della Regione Liguria, in 3 Province (Genova, Savona e Imperia); per
tale estensione il panorama viticolo è molto differenziato con vigneti situati per la maggior parte in bassa - media collina anche nelle zone più interne, per la gran parte su versanti terrazzati anche acclivi.
Il prodotto deve le sua caratteristiche alle particolari condizioni pedoclimatiche. La Riviera di
Ponente è una fascia di terra collinare affacciata sul Mediterraneo e protetta a nord dalle ultime
propaggini delle Alpi, sono valli strette e ripidi pendii. Inoltre le cultivar di vite specifiche
interessate a questa denominazione, Pigato, Rossese e Granaccia che sono presenti quasi
esclusivamente in questa zona, legittimano la rivendicazione di tale denominazione e non si
ritrovano in altre aree vitate.

Aspetti pedologici:
I substrati litologici dei rilievi collinari tirrenici del ponente ligure genovese e savonese sono
rappresentati da conglomerati, calcari e quarziti. La tessitura è franco – grossolana.
La reazione del suolo è acida – subacida nel caso dei conglomerati e delle quarziti, mentre alcalina – subalcalina nel caso di substrati calcarei.
I rilievi collinari del ponente ligure albenganese sono rappresentati da una parte da torbiditi a
composizione calcareo marnosa e argillosa con tessitura franco fine e reazione da neutra a
subalcalina, dall’altra da torbiditi a composizione arenacea e da calcari con tessitura franco
grossolana e reazione da acida e subacida.
I rilievi collinari del ponente ligure imperiese sono rappresentati maggiormente da torbiditi a
composizione arenacea e da conglomerati con tessitura franco grossolana e reazione da subacida ad alcalina, in minor misura da torbiditi a composizione argillosa e calcareo marnosa con tessitura franco fine e reazione da neutra a subalcalina.


Aspetti topografici:
L’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra lo 0 e i 800 m s.l.m. con quota prevalente
compresa tra 200 e 300 m, pendenza tra il 35 e il 50%, esposizione prevalente orientata verso est – sud-est e distanza dal mare compresa tra 0 e 35 Km.


Aspetti climatici:
La temperatura media dell’area interessata è pari a circa 14°C.
L'indice bioclimatico di Huglin (IH) che descrive l'andamento fenologico e della maturazione è pari
a circa 1970°C con valori compresi tra 1820 e 2100 a seconda delle annate. La somma delle
temperature attive (STA) che dà indicazioni sulle disponibilità termiche della zona è pari a circa
1700°C con valori compresi tra 1470 e 1920. La sommatoria delle escursioni termiche (SET), altro indice bioclimatico utile per la caratterizzazione di un territorio viticolo, è pari a circa 520°C con valori compresi tra 450 e 570.
Il massimo della piovosità si verifica nel mese di aprile con una media di circa 200 mm, il minimo
di piovosità nel mese di luglio con 12 mm medi.
Le precipitazioni medie annue risultano essere di circa 930 mm; i giorni con pioggia tra aprile e
ottobre sono mediamente 55 con un massimo di 12 giorni ad aprile ed un minimo di 4 giorni a
luglio.


Fattori umani rilevanti per il legame
L’introduzione e la diffusione della vite è storicamente attribuita ai marinai e ai commercianti che
dall’alto medioevo hanno introdotto le cultivar da altri territori, che si sono poi localmente
selezionate ed adattate, e migliorarono le tecniche di coltivazione insegnando l’utilizzo dei
terrazzamenti con la costruzione dei muretti a secco. Il commercio del vino della riviera ligure è
certificato dai documenti relativi alla Repubblica di Genova al commercio via mare con Nizza e
Roma in merito all’amministrazione ed al vettovagliamento delle città. Documenti del XVII secolo
confermano forniture di vino della Riviera ligure per esempio al Ducato di Milano, al Principe di
Savoia.
La vocazione viticola ligure si consolida poi nel XVIII secolo e prosegue con un fiorente
commercio locale soprattutto verso le città in rapido sviluppo. Alla fine dell’ottocento sopravanza la coltura dell'olivo e dell’olio ligure e la coltura viticola perde di importanza e superfici. E’ a questo periodo che risale la denominazione “Riviera”, epoca in cui la Liguria è passata sotto la
dominazione della casa Savoia ed in cui la riviera di Genova è divenuta Riviera Ligure, acquisendo
le menzioni “ponente” e “levante” che ricordano la posizione centrale occupata da Genova. E’
subito dopo l’unificazione d’Italia, quando la Liguria ha acquisito l’estensione geografica che ha
attualmente, senza la zona di Nizza, che il termine “Riviera” si è imposto quale denominazione
corrente della produzione agricola della regione.
La base ampelografica dei vigneti è caratteristica e riguarda vitigni presenti solo nel territorio
delimitato come Rossese e Granaccia (rossi) e Pigato (bianco) che ne evidenziano originalità e
legame con la tradizione. Le forme di allevamento sono tradizionali e nel tempo non si sono mai
discostate da quelle tradizionalmente utilizzate in passato.
Recentemente le tecniche enologiche, a vent’anni dal riconoscimento DOC nazionale, hanno
portato gli operatori a selezionare maggiormente le caratteristiche peculiari che il fattore ambiente esalta e a migliorare in cantina un prodotto che, già dalla vigna e dalle caratteristiche delle uve, ha le note del territorio. Si tratta in prevalenza di limitata vinificazione in rosso per i rossi e in bianco per i bianchi adeguatamente differenziate per le tipologie superiore e passito.


B) Informazioni qualità e caratteristiche prodotto esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico
La DO “Riviera Ligure di Ponente” fa riferimento a varie tipologie di vino (art. 1) che, dal punto di
vista chimico e organolettico, presentano caratteristiche che permettono una chiara individuazione della sua tipicità e del legame col territorio. 
Le peculiarità dei vitigni utilizzati per le varie tipologie, grazie all’influenza dell’ambiente
geografico in cui sono coltivati (clima e pratiche di elaborazione dei vini consolidate in zona e
adeguatamente differenziate per ciascuna delle tipologie), danno luogo a vini con caratteristiche
molto riconoscibili.
In particolare i vini si distinguono per il fatto di possedere buone acidità, colori intensi e vivaci,
profumi fini ma intensi in prevalenza fruttati, retrogusto amarognolo.
I fattori ambientali legati alla particolare scioltezza dei terreni per la maggior parte drenanti e
sabbiosi danno ai vini caratteristiche di freschezza e di sapidità, infatti si tratta di vini che non sono particolarmente destinati all’invec-chiamento, ad eccezione della Granaccia e delle tipologie
superiori, in quanto il territorio dona al vino i sapori degli aromi mediterranei, dei sentori di mare e di genuinità. I sapori sia freschi, secchi ma morbidi nei bianchi, caldi e di buon corpo nei rossi e il fondo leggermente amarognolo e leggermente acidulo, sono le caratteristiche che legano questi
prodotti alle aree da cui sono ottenuti. Il prodotto che si ottiene per la denominazione ha per lo  più una buona ed equilibrata struttura


C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B).
Nelle province di Imperia e Savona i vitigni Pigato, Rossese, Vermentino, Moscato e Granaccia si
coltivano da secoli cadenzandone la storia di quei territori con numerosi riferimenti e testimonianze che di fatto ne certificano l’importanza ed il valore. Le più recenti ricerche scientifiche basate sulla conoscenza e comparazione tra i genomi conferma come il Rossese a bacca nera (ma anche quelli a bacca bianca) è vero vitigno autoctono non riscontrato in altre zone di coltivazione italiane ed europee; tale peculiarità in relazione al fatto che ben pochi sono i vitigni a bacca rossa affermatisi nelle regioni di costa fanno del vino Rossese una esclusività unica del territorio del Ponente ligure dove trova il suo epicentro.
I vitigni Pigato e Vermentino sono acclimatazioni di vitigni a bacca bianca importati secoli fa e
differenziatisi in presenza di condizioni climatiche particolari e specifiche.
I vitigni Granaccia e Moscato sono omologabili ai vitigni presenti in altre zone.
Il clima inoltre aggiunge al prodotto di quell’uva particolarità interessanti immediatamente
riscontrabili, ad esempio, nella potenzialità alcolica del vino che, quando espressa ai suoi livelli più elevati, consente addirittura raggiungimenti qualitativi eccelsi evidenziabili dalla menzione
“superiore” appunto.
Il risultato del connubio fra gli elementi ambientali ed umani sono l’alta qualità che i prodotti hanno ottenuto nel corso degli anni, anche con riconoscimenti prestigiosi nei concorsi enologici. La limitata quantità di produzione porta questi vini ad essere consumati per lo più nel territorio di
produzione, solo alcune realtà aziendali più grandi riescono a commercializzare il prodotto fuori
dai confini regionali. La denominazione premia gli operatori che hanno creduto in questi vitigni.
Infatti nel territorio delimitato quasi non esistono vitigni internazionali a dimostrazione che la storia e la tradizione vitivinicola del Ponente è strettamente legata ai vitigni originari e si intende
continuare a produrre nel rispetto della tradizione e delle consuetudini locali.


D) Descrizione dell’interazione causale fra gli elementi ambientali e umani e le tipologie del prodotto
Il legame fra la tradizione enologica e vitivinicola e le tipologia di vino descritte nel disciplinare
hanno un valore storico e di consuetudine. Infatti ogni operatore, ancora prima del riconoscimento DOC avvenuto nel 1988, aveva fra le sue caratteristiche produttive la tendenza ad offrire vini prodotti per un consumo fresco e di breve durata Pigato, Rossese, Moscato e Vermentino e vini ottenuti da particolari selezioni di uve, che vengono denominati “superiori”, o che vengono posti in appassimento su graticci fino al tardo autunno per ottenere vini passiti sia bianchi che rossi. Non esiste tradizione di vini rosati.

VITIGNI

Alicante N (OIV)
** Pigato B (OIV)
Vermentino
Rossese
Moscato (ammessa solo per vini spumanti e vini spumanti di qualità)
Alicante

VITIGNI SECONDARI
** Albarola B (OIV)
* Albarossa N (OIV)
* ALICANTE N. (MAIN)
** Barsaglina N (OIV)
** Bianchetta Genovese B (OIV)
* Bosco B (OIV)
* CABERNET FRANC N. (MAIN)
* CABERNET SAUVIGNON N. (MAIN)
** Canaiolo Nero N (OIV)
** CILIEGIOLO N. (MAIN)
* DOLCETTO N. (MAIN)
** Greco Nero (MAIN)
** Lumassina B (OIV)
** MALVASIA BIANCA LUNGA B. (MAIN)
* MERLOT N. (MAIN)
* Moscato Bianco B (OIV)
** Pollera Nera N (OIV)
** Rollo B (OIV)
** Rossese Bianco B (OIV)
* Rossese N (OIV)
* Sangiovese N (OIV)
* Sauvignon B (OIV)
** Scimicià B (OIV)
* SYRAH N. (MAIN)
** Trebbiano abruzzese (MAIN)
** Trebbiano Toscano B (OIV)
* Vermentino B (OIV)
Albana
Barbera Bianca

 

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