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DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DELLA DOP “FONTINA”


ART.1 (Denominazione)
1. Il presente disciplinare regolamenta la produzione, la stagionatura e la porzionatura del formaggio a Denominazione di Origine Protetta “Fontina”.
2. La Fontina è un formaggio grasso a pasta semicotta, fabbricato con latte intero di vacca, proveniente da una sola mungitura.


ART.2 (Zona di produzione)
3. La zona di produzione, stagionatura e porzionatura del formaggio Fontina è l’intero territorio della Valle d’Aosta.


ART.3 (Materia prima)
1. Il latte destinato alla trasformazione in Fontina deve essere prodotto in Valle d’Aosta e avere i seguenti requisiti: - crudo, - intero, - proveniente da una sola mungitura, - di bovina appartenente alla razza valdostana (Pezzata rossa, pezzata nera, castana), alimentata secondo le disposizioni dell’ART.4.


ART.4 (Alimentazione)
1. L’alimentazione delle lattifere dev’essere costituita da fieno ed erba verde prodotti in Valle d’Aosta.
2. E’ possibile l’utilizzo dei mangimi concentrati conformi alla normativa vigente.
3. E’ consentito l’uso degli alimenti di seguito elencati nei limiti delle quantità a fianco di ognuno indicate espresse in percentuale sul totale della formulazione del concentrato di cui fanno parte: - farina di girasole di qualità superiore, ovvero con un contenuto in proteine oltre il 30% e in fibra <28% sul tal quale, in ragione non superiore al 10%; - pannelli di lino, di mais e di soia certificato Biologico (in ragione non superiore al 10%; se in abbinamento alla soia integrale, la loro somma deve essere inferiore al 10%); - semola glutinata di mais, in ragione non superiore al 10%; - soja integrale, in ragione non superiore al 5%; se in abbinamento al pannello di soia certificato biologico, la loro somma dev’essere inferiore al 10%; - buccette di soia, in ragione non superiore al 10%; - polpe di bietola, in ragione non superiore al 10% purché in forma di fettucce vergini; - pisello proteico, in ragione non superiore al 10%; - carbonato di calcio < 2%.
4. Sono proibiti i foraggi insilati o fermentati e gli alimenti di seguito riportati:
PANNELLI Pannelli diversi da quelli indicati al punto
2. FARINE DI ESTRAZIONE E PROTEICHE DI ORIGINE ANIMALE Farine di estrazione: arachide, colza, ravizzone, cotone, pomodoro, papavero, palmisto, olive, mandorle, noci. Farine proteiche animali: pesce, carne, sangue, sottoprodotti macellazione.
FARINE E OLI DI ORIGINE ANIMALE E VEGETALE Farina di ossa, grasso di ossa, oli vegetali (ad esclusione dei preparati vitaminici in veicolo oleoso), sanse.
SEMI Cotone, veccia, fieno greco, lupino, colza, ravizzone, ricino, fagioli, lenticchie, pomodori, papavero, tabacco.
RADICI, ORTAGGI E FRUTTA Carrube, manioca, tapioca, rutabaga, navone, patata, barbabietola fresca e sottoprodotti freschi (foglie e colletti), olive e sottoprodotti (sanse, pastazzi), ortaggi in genere (cavoli, porri, insalate), rape, pomodori freschi e sottoprodotti (piante, buccette), frutta fresca o essiccata di qualsiasi origine e natura (mele, pere, pesche, uva, agrumi). SOTTOPRODOTTI INDUSTRIALI Industria saccarifera e dolciaria: saccarosio, glucosio, residui di fermentazione (marchi, lieviti), melasso (permesso come legante dei pellets in misura inferiore al 3%). Industria del riso: riso e sottoprodotti (pula, pula vergine, farinaccio, lolla, risina, granaverde e gemma di riso). Industria enologica, della birra e della distillazione: vinacce, vinaccioli, fecce, borlande. Sono altresì vietati tutti i sottoprodotti delle industrie alimentari, della macellazione e lattierocasearia. FONTI AZOTATE Urea, sali ammonio, concentrato proteico di bietole (CPB), borlande di ogni tipo. ALTRO Antibiotici, ormoni e/o stimolanti, terreni di fermentazione, silice, paglia trattata chimicamente, pane secco o fresco.


ART.5 (Trasformazione)
1. Prima della coagulazione il latte non deve aver subito riscaldamento a temperatura superiore ai 36°C. Al latte possono essere aggiunte colture di batteri lattici autoctoni (denominati fermenti); conservati sotto la responsabilità del Consorzio Produttori e Tutela dalla DOP Fontina, che li rilascia liberamente a tutti i produttori di Fontina DOP.
3 La coagulazione del latte avviene in caldaie in rame o in acciaio, mediante l’aggiunta di caglio di vitello. Il procedimento deve avvenire ad una temperatura compresa tra i 34°C e i 36°C e deve durare almeno 40 minuti.
2. Deve essere poi eseguita la rottura del coagulo fino a ottenere granuli di cagliata dalle dimensioni paragonabili al chicco di mais.
3. Successivamente deve avvenire la fase di spinatura su fuoco che deve raggiungere una temperatura compresa tra 46°C e 48°C.
4. La spinatura va completata fuori fuoco fino al momento in cui il casaro decide che i granuli di cagliata sono sufficientemente spurgati.
5. Dopo una fase di riposo, comunque non inferiore ai 10 minuti, avviene l’estrazione e l’infagottamento, ossia l’avvolgimento in tele di tessuto della massa caseosa che deve essere posta nelle tipiche fascere a scalzo concavo che vengono impilate e poste sotto pressa.
6. Al primo rivoltamento deve essere applicata una placchetta di caseina, le cui caratteristiche sono indicate nell’art.10, recante un codice identificativo della forma e l’elemento grafico identificativo del prodotto.
7. Prima dell’ultima fase di pressatura deve essere applicata la placchetta di identificazione, così come previsto dall’articolo 10, recante il numero del produttore attribuito dal Consorzio incaricato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.
8. La fase di pressatura si protrae fino alla lavorazione successiva. Durante questo intervallo le forme devono essere rivoltate per favorire lo spurgo della massa caseosa.
9. Al termine della fase di pressatura, entro 24 ore e per un periodo non superiore a 12 ore, le forme possono essere sottoposte all’operazione di salamoia mediante l’immissione in vasconi contenenti una soluzione di acqua e sale.


ART.6 (Rivoltamento, salatura e strofinatura delle forme durante la stagionatura)
1. Il rivoltamento, la salatura e la strofinatura delle singole forme vengono eseguite nel modo seguente. La forma viene estratta dallo scaffale e rivoltata per la salatura della faccia che appoggiava sul ripiano, attraverso la distribuzione a spaglio di un leggero strato di sale.
Dopo tale operazione la forma viene posizionata nuovamente sul ripiano dello scaffale.
Verificato lo scioglimento del sale, la forma viene estratta per essere strofinata sul lato precedentemente salato e sullo scalzo a mezzo di spazzole e di una soluzione di acqua e sale; quindi viene riposta nello scaffale nella sua posizione originaria.
Questa sequenza di operazioni, che avviene nei magazzini di stagionatura, permette di trattare entrambe le facce della forma, favorendo il corretto sviluppo della crosta: l’addetto alle suddette operazioni valuta la necessità di compiere l’una o l’altra operazione in base alle caratteristiche delle singole forme da trattare.


ART.7 (Magazzini di stagionatura)
1. La maturazione deve svolgersi in magazzini con le seguenti caratteristiche: - umidità almeno 90%; - temperatura compresa tra 5 e 12 °C.
2. Le condizioni di umidità e temperatura di cui al punto precedente si possono ritrovare sia in magazzini che utilizzano tecnologie di condizionamento sia nelle grotte tradizionalmente usate per la maturazione dei formaggi.


ART.8 (Caratteristiche del prodotto)
1. Il prodotto Fontina deve possedere le caratteristiche chimiche, fisiche microbiologiche ed organolettiche descritte ai commi successivi.
2. Caratteristiche fisiche:
Forma a) cilindrica tipicamente appiattita b) facce piane c) scalzo in origine concavo, non sempre rilevabile a maturazione
Dimensione
a) diametro compreso tra 35 e 45 cm
b) altezza variabile compresa tra 7 e10 cm
c) peso variabile e compreso tra 7,5 e 12 Kg
Crosta
a) compatta di colore marrone da chiaro a scuro a seconda delle condizioni di maturazione e della durata di stagionatura.
b) Morbida o semidura con il protrarsi della stagionatura
c) sottile
Pasta
a) elastica e morbida in relazione al periodo di produzione
b) occhiatura caratteristica e dispersa nella forma
c) colore variabile dall’avorio al giallo paglierino più o meno intenso
3. Caratteristiche chimiche: la percentuale di grasso deve essere minimo il 45% sulla sostanza secca.
4. Caratteristiche microbiologiche: elevato contenuto in fermenti lattici vivi.
5. Caratteristiche organolettiche: la pasta fondente in bocca ha caratteristico sapore dolce e delicato, più intenso con il procedere della maturazione.


ART.9 (Legame)
1. I fattori naturali sono connessi con il tipico ambiente montano della Regione, determinante qualità peculiari della materia prima che si riflettono direttamente nelle caratteristiche del formaggio.
2. Per quanto riguarda i fattori umani, si segnala il tradizionale allevamento della razza autoctona nonché la continuità della tecnica di trasformazione del latte con diffusione del prodotto sui mercati di consumo, prevalentemente del nord Italia.


ART.10 (Identificazione del prodotto)
1. Gli elementi di tracciabilità presenti sulla forma sono: la placchetta in caseina, l’identificativo “Consorzio Tutela Fontina” (con acronimo “CTF”) e il marchio.
1. 1 La placchetta in caseina riporta un codice alfanumerico identificativo della forma e si trova sullo scalzo della forma.
1. 2 Gli stampi degli identificativi “Consorzio Tutela Fontina” (con acronimo CTF), riportano anche un codice numerico identificativo del produttore. Gli stampi sono in materiale plastico e di forma rettangolare (10 x 7,5 cm) e vengono applicati su una delle facce piane della forma in fase di pressatura, terminata la quale vengono rimossi. Gli stampi sopra descritti vengono distribuiti dal Consorzio a tutti i soggetti che operano rispettando il disciplinare di produzione della Fontina D.O.P.
1. 3 Il marchio viene impresso sulle forme aventi le caratteristiche di cui all’articolo 8 ed almeno 80 giorni di maturazione a partire dal giorno di produzione dopo il controllo con esito positivo effettuato dalla struttura di controllo.


ART.11 (Condizionamento e etichettatura)
1. La Fontina è porzionata nella sola zona di produzione, come definita dall’articolo 2 al fine di garantire il mantenimento delle caratteristiche del prodotto al consumatore finale. La Fontina presenta una crosta umida e un tenore di umidità della pasta tali per cui l’immagazzinamento, lo stoccaggio e le modalità di confezionamento risultano fasi estremamente delicate, da effettuarsi in tempi rapidi, mantenendo le condizioni ambientali ideali (temperatura e umidità) e dedicando particolare cura nel trattamento delle forme da parte degli operatori. La rapidità nelle diverse fasi permette di ridurre al minimo il rischio di sviluppo di muffe sulla crosta e all’interno della pasta. Infatti, lo sviluppo di muffe, oltre a produrre colorazioni anomale della crosta causate dallo sviluppo di miceli fungini, compromette facilmente l’integrità della sottile crosta, provocando una conseguente alterazione delle proprietà della pasta, ovvero una colorazione anomala e un sapore forte e sgradevole, caratteristiche non gradite al consumatore finale.
2. L’etichetta del prodotto porzionato deve riportare: - il marchio distintivo della DOP individuato nell’Art. 13. - logo comunitario - la dicitura “Prodotto di montagna” e “Produit de montagne”.


ART.12 (Organismo di controllo)
1. Il controllo per l’applicazione delle disposizioni del seguente disciplinare è svolto da un organismo autorizzato, conformemente a quanto stabilito dall’art.11 del regolamento (CE) N. 510 del 20 marzo 2006. Tale struttura è l’Organismo di controllo CSQA Certificazioni Via S. Gaetano, 74, THIENE (VI) 36016, Tel.+39.0445.313011-Fax.+39.0445.313070, email: csqa@csqa.it.


ART.13 (Caratteristiche del marchio

fontina dop

 

Tutte le novità sui prodotti italiani tutelati

 
Disciplinari : Novità

 

MOSTRE FIERE EVENTI DEL VINO

 

Modifiche temporanee

06.08.2020

Modifiche temporanee :Franciacorta DOCG, Chianti Classico DOCG, Morellino di Scansano DOCG, Barolo DOCG, Barbaresco DOCG

Olio Lucano

02.08.2020

Disciplinare di produzione di Olio Lucano Igp. Protezione transitoria accordata a livello nazionale alla denominazione «Olio Lucano» per la quale e' stata inviata istanza alla Commissione europea per la registrazione come indicazione geografica protetta.

Radicchio di Chioggia

27.07.2020

Modifica minore del disciplinare di produzione della denominazione «Radicchio di Chioggia» registrata in qualita' di indicazione geografica protetta in forza al regolamento (CE) n. 1025 del 17 ottobre 2008.

Provolone del Monaco Dop

22.07.2020

Il «Provolone del Monaco» ha un profondo legame con l'ambiente che si evidenzia in tutta la filiera del prodotto. L'allevamento dei bovini, infatti, nei Monti Lattari - Penisola Sorrentina risale al 264 a.C., epoca in cui i Picentini, i primi abitanti di questi monti, furono deportati dalle Marche dai vincenti Romani. I Picentini spostando dal territorio di origine i loro armenti e le loro masserizie trasformarono lo spazio sottratto ai boschi in terreno coltivabile, incominciando l'attività agricola e di allevamento di animali domestici, specialmente di bovini ad attitudine lattifera, al punto che per le eccezionali produzioni e qualità del latte i monti furono denominati «Lactaria Montes».

Piacentinu Ennese Dop

21.07.2020

Il “Piacentinu Ennese” è un formaggio a pasta compatta pressata ottenuto con latte ovino intero, crudo ad acidità naturale di fermentazione, prodotto dalle razze ovine autoctone siciliane Comisana, Pinzirita, Valle del Belice e loro meticci. La caratteristica peculiare del Piacentinu ennese consiste nell’aggiunta di zafferano al latte durante il processo di caseificazione. E' prodotto nell’intero territorio dei Comuni di Enna, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera, Villarosa della provincia amministrativa di Enna.

Pecorino Siciliano Dop

21.07.2020

Il Pecorino Siciliano DOP è un formaggio di forma cilindrica a facce piane o leggermente concava quella superiore, a latte crudo e a pasta semicotta e viene immesso al consumo nelle tipologie Fresco, Semistagionato e Stagionato. Viene prodotto nell’ambito del territorio della Regione Sicilia.

Vino Nobile di Montepulciano

18.07.2020

È previsto l’inserimento dell’obbligo di riportare in etichetta il termine geografico più ampio «Toscana», in aggiunta alla denominazione di origine protetta «Vino Nobile di Montepulciano». La modifica consente di fornire una informazione precisa sulla provenienza geografica dei vini. La modifica riguarda il documento unico alla sezione 9 ed il disciplinare all’articolo 7.

Pecorino del Monte Poro Dop

17.07.2020

Il Pecorino del Monte Poro DOP è un formaggio di latte ovino prodotto in alcuni comuni della zona del Monte Poro in provincia di Vibo Valentia. E' stato iscritto nel registro europeo delle dop e igp con provvedimento del 7 luglio 2020

Mozzarella di bufala campana Dop

13.07.2020

Ecco da dove deriva il termine mozzarella : I primi riferimenti storici si hanno a partire dal XII secolo, quando i monaci del Monastero di San Lorenzo in Capua (Caserta) offrivano ai pellegrini una “mozza” o “provatura” accompagnata con un pezzo di pane. Il termine mozzarella deriva da ‘mozzare’ ed indica l’operazione che il casaro compie ancora oggi

Mele del Trentino IGP

06.07.2020

Il nome «Mele del Trentino» (IGP) è registrato.

Cose curiose

03.07.2020

“Primitivo”. Cosi lo chiamò, per la precocità della maturazione delle sue uve, colui che l'aveva selezionato, nel settecento, in un vigneto di proprietà della Canonica di Gioia del Colle: il primicerio don Francesco Filippo Indellicati.

Nuovi vitigni

28.06.2020

Modifiche ed integrazioni al registro nazionale delle varieta' di vite con DECRETO 9 giugno 2020 

Piacentinu Ennese

24.06.2020

DM 7684 del 18/06/2020 Designazione del “Consorzio Ricerca Filiera Lattiero-Casearia - CoRFiLaC” quale autorità pubblica incaricata ad effettuare i controlli per la denominazione di origine “Piacentinu Ennese”, registrata in ambito Unione europea.

Legge-12-12-2016 n 238

21.06.2020

Legislazione del vino in Italia ed in Europa : LEGGE 12 dicembre 2016, n. 238 Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino.

Regolamento ue 251-2014

21.06.2020

Legislazione del vino : REGOLAMENTO (UE) N. 251/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l’etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e che abroga il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio

Finocchiona 12-06-2020

15.06.2020

Modifica del disciplinare di produzione della IGP Finocchiona

Amatriciana Tradizionale

14.06.2020

La denominazione «Amatriciana Tradizionale» (STG) è registrata con comunicazione di Bruxelles, il 6 marzo 2020

Formaggi

14.06.2020

Elenco aggiornato di tutti i formaggi italiani Dop/Igp con disciplinari di produzione

Veronelli 2020

17.10.2019

Guida Oro I Vini di Veronelli 2020

Gambero rosso 2020

06.10.2019

Elenco completo de I Tre Bicchieri della guida Vini d’Italia 2020 del Gambero Rosso

 

Parole importanti

STG 

Visita le cantine Docg della Val Vibrata

 

Ultimi aggiornamenti:

10.08.2020

Chianti Classico Docg

 

Contiene "Decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della  denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Chianti Classico”. DM 30/07/2020 - La zona di produzione della DOP ”Chianti Classico”si estende per 71.800 ettari, è situata al centro della Regione Toscana e comprende parte del territorio delle province di Firenze (30.400 ettari) e Siena (41.400). In particolare fanno interamente parte della zona i Comuni di Greve in Chianti, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti. Vi rientrano invece parzialmente i Comuni di San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi.Tale zona è delimitata con decreto interministeriale 31 luglio 1932, confermata e regolata autonomamente dall’articolo 6 del Decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61.

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10.08.2020

Franciacorta Docg

 

Contiene " Decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Morellino di Scansano”.
La zona di produzione delle uve, destinate alla elaborazione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Franciacorta”, ricade nella provincia di Brescia e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto il territorio dei comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Cortefranca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d’Iseo, Cellatica e Gussago, nonché la parte del territorio dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato e Cazzago S. Martino che si trova a nord delle ex strade statali n. 573 e n. 11 e parte del territorio del comune di Brescia.

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10.08.2020

Morellino di Scansano Docg

 

Contiene le modifiche di Luglio 2020 - La zona di produzione delle uve rientra nella Regione Toscana e comprende integralmente il comune di Scansano e parte dei comuni di Campagnatico, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna, Semproniano, tutti ricadente in provincia di Grosseto.

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28.07.2020

delle Venezie Doc - Beneških okolišev

 

 

La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a denominazione d'origine controllata “delle Venezie” comprende la Provincia autonoma di Trento e le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.
L’elemento unificante nella storia vitivinicola delle Venezie è stata la presenza della Repubblica di Venezia le cui attività agricole si estendevano dalle terre d’Istria al Trentino. L’immagine del Leone infatti campeggia ancora sulle vecchie porte d’ingresso delle città “dominate dai commerci” dalla Serenissima o negli affreschi sui palazzi più importanti.

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18.07.2020

Riesi Doc

 

La zona di produzione ricade nella Regione Sicilia e comprende, in provincia di Caltanissetta, l’intero territorio amministrativo dei comuni di Butera, Riesi e Mazzarino.

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18.07.2020

Reno Doc

 

I terreni vocati alla qualità comprendono interamente o in parte i territori dei comuni di Imola, Dozza, Castel S. Pietro Terme, Castelguelfo, Medicina, Ozzano Emilia, Castenaso, Budrio, Granarolo Emilia, Bologna, S. Lazzaro di Savena, Bentivoglio, S. Giorgio di Piano, S. Pietro in Casale, Pieve di Cento, Castelmaggiore, Argelato, Castello d’Argile, Casalecchio di Reno, Calderara di Reno, Sala Bolognese, Zola Predosa, Crespellano, Anzola Emilia, S. Giovanni in Persiceto, S. Agata Bolognese, Crevalcore e Bazzano, ricadenti in provincia di Bologna e Ravarino, Nonantola, Castelfranco E., S. Cesario S.P., Savignano S.P. , ricadenti in provincia di Modena.

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18.07.2020

Reggiano Doc

 

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con la denominazione di origine “Reggiano” ricade nella regione Emilia-Romagna e comprende parte del territorio della provincia di Reggio Emilia. I vini “Reggiano” Lambrusco (nelle diverse versioni frizzante, spumante, ecc.), possono essere prodotti su un vasto territorio che comprende 35 comuni della provincia. I vini “Reggiano” Lambrusco Salamino (nelle diverse versioni), “Reggiano” Rosso (nelle diverse versioni) e “Reggiano” Bianco spumante possono essere prodotti solo in particolari zone del territorio provinciale, più ristrette, che comprendono un numero più limitato di comuni.

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18.07.2020

Prosecco Doc

 

L’area di produzione dei vini della denominazione "Prosecco" comprende i territori delle seguenti province: Vicenza, Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste.

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18.07.2020

Primitivo di Manduria Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione del vino “Primitivo di Manduria” ricade nelle provincie di Taranto e Brindisi.
In provincia di Taranto: Manduria, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico,San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano, Sava, Torricella, Maruggio, Avetrana, e quello della frazione di Talsano e delle isole amministrative del comune di Taranto, intercluse nei territori dei comuni di Fragagnano e Lizzano. In provincia di Brindisi i territori dei comuni di Erchie, Oria e Torre S.Susanna.

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09.07.2020

Pornassio o Ormeasco di Pornassio Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Pornassio» od «Ormeasco di Pornassio» ricade nella provincia di Imperia. Comprende i terreni vitati dei comuni Aquila d'Arroscia, Armo, Borghetto d'Arroscia, Montegrosso Pian Latte, Ranzo, Rezzo, Pieve di Teco, Vessalico e, per il solo versante tirrenico, comuni di Mendatica, Cosio d'Arroscia e Pornassio in Valle Arroscia; comune di Molini di Triora in Valle Argentina e versante orograficamente ricadente in Valle Arroscia del comune di Cesio.

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09.07.2020

Pomino Doc

 

La zona di produzione delle uve è situata in Toscana, in provincia di Firenze e specificatamente in parte del territorio del comune di Rufina che si trova ad est della città. I vigneti devono avere giacitura collinare, idoneo orientamento ed un’altitudine non superiore a m. 650 per il rosso e a m. 800 per il bianco.

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09.07.2020

Pinot nero dell'Oltrepo' Pavese Doc

 

La zona di produzione comprende i comuni di Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Bosnasco, Calvignano, Canevino, Canneto Pavese, Castana, Cecima, Godiasco, Golferenzo, Lirio, Montalto Pavese, Montecalvo Versiggia, Montescano, Montù Beccaria, Mornico Losana, Oliva Gessi, Pietra de Giorgi, Rocca de Giorgi, Rocca Susella, Rovescala, Ruino, San Damiano al Colle, Santa Maria della Versa, Torrazza Coste, Volpara, Zenevredo e per parte dei territori di questi altri comuni: Broni, Casteggio, Cigognola, Codevilla, Corvino San Quirico, Fortunago, Montebello della Battaglia, Montesegale, Ponte Nizza, Redavalle, Retorbido, Rivanazzano, Santa Giuletta, Stradella, Torricella Verzate.

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I disciplinari dei vini italiani e degli alimenti tutelati

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