Rosso Piceno o Piceno Doc

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I vini Doc Rosso Piceno o Piceno devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale: Montepulciano: dal 35 al 85 %;
Sangiovese: dal 15 al 50%.
I vini Doc Rosso Piceno o Piceno nella tipologia Sangiovese devono essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi, nell'ambito aziendale, la seguente composizione varietale: Sangiovese: minimo 85%.
L'area geografica interessata alla delimitazione del vino DOP Rosso Piceno o Piceno è la parte di territorio della Regione Marche che ha come confine nord il limite amministrativo tra le provincie di Pesaro Urbino e Ancona e sud il fiume Tronto. Le province interessate sono Ancona con esclusione dei territori appartenenti alla zona di produzione del vino DOP Rosso Conero, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno.
La zona di produzione del Rosso Piceno o Piceno Superiore è limitata solo a parte dei comuni della provincia di Ascoli Piceno compresi tra il confine Nord di Grottammare sino a Porto d'Ascoli e Proseguendo verso l'interno, sino al comune di Ascoli Piceno.

L’area geografica interessata alla delimitazione della DOC Rosso Piceno è la parte del territorio
della Regione Marche che ha come confine nord il decorso del fiume Metauro, per le province di
Pesaro ed Ancona, ed a sud il fiume Tronto che è confine con la regione Abruzzo.
Detta area è interessata dal decorso di dieci fiumi longitudinali alla linea di costa e compresi tra
l’Appennino umbro marchigiano e il mare Adriatico con decorso breve.
L’orografia di questo territorio è prevalentemente collinare (media ed alta collina), l’altimetria è
compresa tra i 300 e i 600 slm, le quote variano in realtà tra 100 e 1000 m. Le pendenze medie dei versanti (25%) identificano bene questa area di collina a discreta energia del rilievo; in detta area si posso distinguere almeno 3 sottoambiti:
Bacino marchigiano interno Camerino Fabriano
L’alta collina ad est della dorsale marchigiana
Colline interne del Montefeltro e il medio alto corso del METAURO.
Sul piano geologico prevalgono rocce calcareo nitiche-pelitiche e quelle marnose e marnoso
calcaree.
Sono tuttavia presenti substrati conglomeratici arenitici ed anche depositi appartenenti ai terrazzi
pleistocenici.
I suoli che si originano in questi ambienti sono molto vari e sottolineano la diversa dinamica dei
versanti e l’uso del suolo agricolo o naturale.
La parte valliva, condizionata dal decorso dei fiumi, varia in funzione della granulometria dei
materiali, ma sono quasi sempre calcarei e pietrosi, talvolta è anche presente il carattere fluvico.
L’area collinare appartiene per intero al piano fitoclimatico “alto collinare” che è caratterizzato da
piovosità media superiore ai 700 –800 mm annui e temperature medie annue di 14°C circa.
Ne consegue il ridotto effetto mitigante del mare Adriatico, mare interno poco profondo e freddo.
La fascia costiera, le zone pianeggianti dei bacini fluviali e le prime propaggini delle colline, sono
influenzate dal mare.
Il clima di detta fascia è caratterizzato estati calde ed inverni freddi e discretamente piovosi.
Il mesoclima della fascia collinare è favorito dalle formazioni di brezza di monte-valle, esso è anche condizionato dalla variabilità delle giaciture, dalle pendenze e dalle esposizioni dei versanti che determinano la distribuzione della vegetazione spontanea e coltivata, con conseguenti effetti
microclimatici dei quali si avvantaggia la viticoltura.


2. fattori umani rilevanti per il legame
A partire dal X sec A.C. si hanno tracce sicure di viticoltura e di vinificazione nell’area del Rosso
Piceno DOC, importate dai coloni greci ai quali si deve la fondazione della città di Ancona.
Nello stesso periodo anche l’azione degli Etruschi fu molto importante per la trasmissione delle
prime nozioni tecniche della coltivazione della vite e delle tecniche enologiche, che si diffusero,
data la vicinanza, nel territorio marchigiano dove erano istallati i Piceni.
Il dominio dei Romani con la loro relativa legislazione fu presente nelle Marche a partire dal 295
A.C.
Plinio descrive oltre ai traffici marittimi di tutto il Piceno le varietà di viti coltivate a suo tempo e i
relativi vini che se ne ricavavano.
Altri autori romani come Apicio trattano della viticoltura nel territorio.
Nel Medioevo, venne reintrodotta la vite e si registra l’avvio della coltivazione in vigneti
specializzati da parte dei monaci presenti nelle tante abbazie; sebbene una rinascita dell’attività
agricola intesa non più come ricerca di una pura sussistenza, bensì come conduzione economica del bene della terra, in cui sono comprese la gestione delle vigne e la preparazione del vino
Nell’età dei Comuni anche nell’area del Rosso Piceno, il miglioramento delle condizioni di vita
coinvolge tutti gli strati sociali, ed il vino non è più solo bevanda liturgica ma se ne diffonde l’uso
in diverse comunità di persone.
Nel sec. XIX l’arrivo di malattie e dei parassiti della vite (Oidio, Peronospora e Fillossera) misero
in seria difficoltà i viticoltori che, vedevano le loro coltivazioni distrutte. I rimedi finalmente trovati per le stesse e la diffusione della conduzione mezzadrile, che univa in un contratto il capitale ed il  lavoro permisero la ricostruzione della vitivinicoltura nelle Marche, attraverso la coltura promiscua, che manteneva in vita una certa attività enologica nell’azienda.
L’intervento comunitario negli anni 60- 70 consentì la ristrutturazione vitivinicola dell’area fino ai
nostri giorni Il Rosso Piceno è stato riconosciuto DOC con DPR 11 Agosto 1969.
L’incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, per quanto riguarda il Rosso Piceno, è riferita,
alla definizione della base ampelografica, alle forme di allevamento, ai sesti d’impianto, ai sistemi
di potatura ed alle pratiche enologiche, che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare.
I vitigni idonei alla produzione del Rosso Piceno sono il Sangiovese e il Montepulciano, in
percentuali tra di loro variabili, che sono quelli storicamente coltivati nella zona; le forme di
allevamento sono quelle tradizionali a spalliera, Cordone Speronato e Guyot e i sesti d’impianto
prevedono almeno 2200 ceppi per ettaro, in grado di assicurare alle viti un equilibrio vegeto
produttivo adeguato ad ottenere prodotti di elevata qualità nel rispetto delle rese imposte dal
disciplinare.
Le pratiche enologiche sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per la vinificazione in
rosso, differenziate per la tipologia superiore, la cui elaborazione comporta un periodo
d’invecchiamento ed affinamento obbligatori


B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico
Il Rosso Piceno DOC è riferito a quattro tipologie di vino rosso (Rosso Piceno, Rosso Piceno
novello, Rosso Piceno Sangiovese, Rosso Piceno Superiore), che dal punto di vista chimico e
organolettico presentano caratteristiche peculiari, descritte nell’articolo 6 del disciplinare, che ne
permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
In particolare i vini Rosso Piceno presentano un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei,
all’odore si riscontrano note di frutti rossi, al gusto risultano armonici ed equilibrati, con un
retrogusto abbastanza persistente.
I vini Rosso Piceno novello hanno colore rosso rubino intenso, profumi floreali con sfumature di
frutta rossa, sapore fresco e armonico.
I vini Rosso Piceno sangiovese hanno colore rosso rubino intenso con sfumature violacee, profumi
di frutta rossa riconducibili alle more al ribes, al gusto sono equilibrati minerali con un retrogusto
abbastanza persistente.
I vini Rosso Piceno Superiore, provengono da un’area molto ristretta della parte sud delle Marche, zona ad altissima vocazionalità viticola, presentano colore rosso rubino con riflessi granato aranciati, perché sono vini invecchiati almeno un anno; al profumo si riscontrano aromi di frutti rossi, con note di liquirizia e cacao, al gusto sono corposi, armonici, intensi e sono molto persistenti.


C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera a) e quelli di cui alla lettera b)
L’interazione tra l’orografia prettamente collinare dell’area di coltivazione del Rosso Piceno, le
esposizioni dei vigneti prevalentemente sud sud – est, il clima e le caratteristiche delle terre
concorre a determinare un ambiente vocato alla coltivazione dei vitigni Sangiovese e
Montepulciano, uvaggi base dei vini rosso Piceno.
I terreni, avendo tessitura prevalentemente argillosa, conferiscono al vino colori rosso rubino
particolarissimi e caratteristiche di corposità e lunghezza unici Inoltre queste terre sono abbastanza profonde, con un buon contenuto di AWC che assicurano un buon contenuto di umidità al suolo; l’acqua in eccesso è rapidamente drenata, sia per effetto delle pendenze sia per effetto della buona permeabilità del suolo.
Il clima dell’area è caratterizzato da una piovosità media di 750 mm , da inverni freddi ed estati
calde .
L’interazione di tutti questi fattori fa si che i vitigni Montepulciano e Sangiovese trovino il loro
ideale areale di coltivazione in questa area, e forniscono ai vini un bouquet particolare unico e non riproducibile altrove.
In questa area Andrea Bacci nel 1596, archiatra pontificio ha pubblicò l’opera che lo rende
interessante ai nostri giorni” DE NATUALIS VINORUM IN HISTORIA” trattato in 7 libri nei
quali si occupa della storia, delle caratteristiche delle varietà, degli usi e delle virtù dei vini allora
conosciuti.
Nel V libro DE VINIS ITALIAE Bacci introduce “IN PICENIS”. Dopo aver tracciato un profilo
storico della regione e citate le testimonianze storiche di Plinio “GENEROSI” e Santambrogio
“PREZIOSI” inizia il percorso enologico della regione partendo da Ascoli Piceno e dalla valle del
Tronto, dove si producono vini assai potenti, specialmente nelle zone dove giunge l’area del mare.
Il percorso interessa tutte le località marchigiane fino a Pesaro.
Il richiamo costante è allo stretto legame che c’è tra vino e territorio e tra vino ed ambiente inteso in tutte le sue componenti di uomini, storia tradizioni, cultura, lo rendono antesignano della denominazione di origine che viene ottenuta nel 1968.
La storia recente è caratterizzata dall’impianto di nuovi vigneti, dalla nascita di nuove aziende e
dall’accresciuta professionalità degli operatori professionali della zona, che hanno portato ad un
innalzamento qualitativo notevole dei vini, che riscuotono sempre maggiori apprezzamenti sia a
livello italiano che internazionale.

VITIGNI

* MONTEPULCIANO N. (MAIN)
* SANGIOVESE N. (MAIN)

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