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Terre dell'Alta Val d'Agri Doc

Pubblicato da disciplinare

Terre dell'Alta Val D'Agri Rosso e Rosso Riserva: Merlot: minimo 50%; Cabernet Sauvignon:
minimo 30%;
Terre dell'Alta Val D'Agri Rosato: Merlot: minimo 50%; Cabernet Sauvignon: minimo 20%;
Malvasia di Basilicata: minimo 10%;
Le uve destinate alla produzione dei vini Doc «Terre dell'Alta Val D'Agri» di cui al precedente art. 2, devono provenire dai vigneti ubicati nella provincia di Potenza ed inclusi nei territori dei comuni di Viggiano - Grumento Nova Moliterno.
2. La zona di produzione del vino Doc «Terre dell'Alta Val D'Agri» Rosso, Rosso Riserva, Rosato, comprende gli interi territori comunali di Viggiano, Grumento Nova e Moliterno. Le uve potranno essere prodotte in vigneti coltivati fino alla quota massima di 800 mt s.l.m.

La zona di produzione fa parte del comprensorio dell’Alta Val d’Agri, una vallata intrappenninica
risalente al Pleistocene e di origine fluvio-lacustre, costituita da depositi lacustri dello stesso
periodo, ricoperta da alluvioni recenti che hanno dato origine a terreni di varia consistenza e natura.
Posta ad un’altitudine media di circa 600 metri sul livello del mare è circondata da una serie di
rilievi montuosi alti fino oltre i 1.800 mt. s.l.m. I terreni dell’area sono di natura alluvionale, non
calcarei, fertili, freschi e profondi soprattutto nelle propaggini più pianeggianti della vallata, e
contraddistinti da una granulometria limoso–sabbiosa e/o limo-argillosa con presenza cospicua di
scheletro; tali caratteristiche rappresentano il presupposto di fertilità dei terreni dell’area.
La quota altimetrica più bassa dell’area è di 546 mt s.l.m., e coincide coi terreni di fondo valle in
prossimità del fiume Agri, la più alta è rappresentata dal monte di Viaggiano con i suoi 1.723 mt
s.l.m..; l’altitudine dei terreni coltivati a vite è compresa tra i 600 e gli 800 m s.l.m. con pendenza variabile ed esposizione generale verso sud e sud-est.
Nell’area di produzione i vigneti sono ubicati in maniera prevalente sulle pendici collinari degradanti verso la pianura, dove occupano superfici più ampie e trovano la loro maggiore specializzazione produttiva; in ogni caso sono esclusi dalla coltivazione della vite i terreni di fondo
valle eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati e adiacenti ai corsi d’acqua.
Il clima è quello tipico delle aree interne della Basilicata caratterizzato da inverni lunghi e rigidi ed estati brevi e siccitose, le medie termiche di 23 – 24 °C sono leggermente inferiori a quelle
riscontrabili in altri analoghi comprensori del Mezzogiorno d’Italia.
Le precipitazioni medie dell’area, superiori ai 750 mm annui, sono concentrate prevalentemente nel periodo autunno – invernale.
L’area è caratterizzata da forti escursioni termiche soprattutto nel periodo di fine estate e inizio
autunno, questa caratteristica risulta favorevole per la maturazione delle uve in quanto favorisce la formazione di sostanze aromatiche e coloranti conferendo ai vini particolari caratteristiche di
pregio.


2) Fattori umani rilevanti per il legame
Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata
tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino “Terre dell’Alta Val d’Agri”.
Le prime testimonianze riferibili alla produzione ed al consumo di vino nell’area dell’Alta Val d’Agri, risalenti al IV sec. a. C., sono costituite da vasi per il vino, cratere e skyphos, e da un grappolo d'uva miniaturistico in terracotta rinvenuti nella tomba di un guerriero.
La tradizione vinicola di epoca romana trova conferma nella citazione delle fonti antiche dei “Lagarina vina” prodotti in agro grumentino tali vini venivano elogiati dagli storici latini Strabone 
e Plinio per la loro dolcezza oltre che per le virtù terapeutiche.
La necessità di produrre un’uva di ottima qualità si sposava perfettamente con un territorio omogeneo orograficamente e che richiedeva abbondante manodopera, ma che ha caratterizzato
anche una notevole tradizione viticola che, nel tempo, è divenuta un vero e proprio “marchio
d’area’. La tradizione della vigna che diventa un vero e proprio “giardino” fa sì che il paesaggio
venga fortemente caratterizzato da vigneti ordinati e ben tenuti e coltivati, ma anche l’uva si
avvantaggia di pratiche colturali che consentono la migliore esposizione e la migliore maturazione
dei tannini.
In ogni comune dell’area di produzione è possibile individuare un’area ben definita, particolarmente vocata alla coltivazione della vite, che topograficamente viene indicata col termine di “Località Vigne”.
L’incidenza dei fattori umani, nel corso della storia, è in particolare riferita alla puntuale definizione dei seguenti aspetti tecnico produttivi che costituiscono parte integrante del vigente disciplinare di produzione:
- base ampelografica dei vigneti: i vitigni idonei alla produzione del vino in questione sono Merlot e Cabernet S. tradizionalmente coltivati nell’area di produzione.
- le forme di allevamento, i sesti d’impianto e i sistemi di potatura che, anche per i nuovi impianti, sono quelli tradizionali e tali da perseguire la migliore e razionale disposizione sulla superficie delle viti, sia per agevolare l’esecuzione delle operazioni colturali, sia per consentire la razionale gestione della chioma, permettendo di ottenere una adeguata superficie fogliare ben esposta e di contenere le rese di produzione di vino entro i limiti fissati dal disciplinare (12 tonn.te/ha). Il bisogno di contenere una produzione media per ceppo, comporta un limite minimo di 3.000 piante per ettaro.
- le pratiche relative all’elaborazione dei vini sono quelle tradizionalmente consolidate in zona per
la vinificazione in rosso di vini tranquilli ma strutturati.


B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o esclusivamente attribuibili all'ambiente geografico.
La DOC “Terre dell’Alta Val d’Agri” è riferita alle 3 tipologie di cui all’art. 1 che dal punto di vista
analitico ed organolettico presentano caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all’articolo 6 del disciplinare, che ne permettono una chiara individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
In particolare tutti i vini presentano una buona acidità e un colore è rosso rubino. In tutte le
tipologie si riscontrano aromi prevalentemente fruttati (bacche e drupe), tipici del vitigno.
Al sapore i vini presentano un’acidità normale, ed una possibile residua astringenza tipica del
vitigno, ma, soprattutto, un’ottima struttura che contribuisce al loro equilibrio gustativo e ad
evidenziare una grande longevità del prodotto.


C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla lettera B).
L’orografia dell’areale di produzione e l’esposizione prevalente ad est sud est concorrono a
determinare un ambiente adeguatamente ventilato, luminoso particolarmente vocato per la
coltivazione dei vigneti. Da tale area sono peraltro esclusi i terreni ubicati nel fondovalle
eccessivamente umidi o insufficientemente soleggiati e adiacenti ai corsi d’acqua Anche la
tessitura, la struttura chimico-fisica dei terreni, interagiscono in maniera determinante con la coltura della vite, contribuendo all’ottenimento delle peculiari caratteristiche fisico chimiche ed
organolettiche del vino “Terre dell’Alta Val d’Agri”
In particolare, i terreni freschi e con presenza più o meno abbondante di scheletro, sono caratterizzati da strati attivi abbastanza profondi che permettono risultati produttivi più che
soddisfacenti, sono, infatti, terre che, di norma, si rinvengono a quote altimetriche situate tra i 600 e gli 800 m s.l.m..
Anche il clima dell’areale di produzione, caratterizzato da precipitazioni abbondanti nel periodo
autunno-primaverile con scarse piogge estive, elevate temperature nei mesi di luglio e agosto, forti escursioni termiche, consente alle uve di maturare lentamente e completamente contribuendo in maniera significativa alle particolari caratteristiche organolettiche del vino "Terre dell’Alta Val d’Agri ".
La millenaria storia vitivinicola riferita al territorio della Valle dell’Agri, dai primi insediamenti del
IV sec. a.C., ai contatti successivi coi coloni della Magna Grecia, al medioevo, fino ai giorni nostri,
attestata da numerosi documenti, è la fondamentale prova della stretta connessione esistente tra i fattori umani e la qualità e le peculiari caratteristiche del vino “Terre dell’Alta Val d’Agri”
Ovvero è la testimonianza di come l’intervento dell’uomo nel particolare territorio abbia, nel corso
dei secoli, tramandato le tradizionali tecniche di coltivazione della vite ed enologiche, le quali
nell’epoca moderna e contemporanea sono state migliorate ed affinate, grazie all’indiscusso
progresso scientifico e tecnologico, fino ad ottenere gli attuali rinomati vini.
In particolare la presenza della viticoltura nell’area della Valle dell’Agri è attestata da numerosi
reperti archeologici come vasi, coppe, attingitoi ritrovati nel sito di Grumentum, che documentano l’uso quotidiano del vino e contribuiscono a definire il panorama culturale in cui avvenne la sintesi tra la tradizione greca e quella indigena appulo-lucana.
La coltivazione della vite in epoca medievale nell’agro di Grumento e nell’Alta Val d’Agri è
provata da una ricca documentazione storica relativi testamenti, atti di vendita di poderi con vigna e lasciti ereditari delle famiglie nobili a favore della Badia di Cava (XII secolo).
La documentazione storica, nota come gli Statuti di Montemurro (XIII-XIV secolo), contempla le
sanzioni e gli indennizzi relativi ai danni arrecati ai vigneti dagli uomini e dal loro bestiame, inoltre stabilisce regole sule modalità di vendita del vino e sui ricavi ottenuti.
Tra il XV e il XVII secolo la coltura della vite e la produzione del vino sono ben rappresentate nei
catasti onciari dei comuni dell’area di produzione, la vigna rappresenta un elemento fondamentale nelle descrizioni del paesaggio e dell’ambiente socio-economico rappresentato dagli storici.
La "Statistica murattiana" del 1811 illustra le produzioni viticole dell’area e loda le caratteristiche
dei vini prodotti; notizie ancora più precise sull’estensione delle vigne, sull’entità delle produzioni e metodologie utilizzate ci vengono fornite dai dati della Mostra Enologica di Potenza del 1887.
La DOC “Terre dell’Alta Val d’Agri” è stata riconosciuta con Decreto Ministeriale del 4 settembre
2003 e successivamente modificata sempre con Decreto del Ministero del 13 luglio 2011.

VITIGNI

CABERNET SAUVIGNON N. (MAIN)
* MERLOT N. (MAIN)
** Malvasia Bianca di Basilicata B (OIV)

VITIGNI SECONDARI

* Aglianico del Vulture N (OIV)
* Aglianico N (OIV)
* Aglianicone N (OIV)
* ALEATICO N. (MAIN)
** Asprinio Bianco B (OIV)
* BARBERA N. (MAIN)
** BOMBINO BIANCO B. (MAIN)
** Bombino Nero N (OIV)
* CABERNET FRANC N. (MAIN)
* Chardonnay B (OIV)
** CILIEGIOLO N. (MAIN)
* CORTESE B. (MAIN)
** FALANGHINA B. (MAIN)
** FIANO B. (MAIN)
* FREISA N. (MAIN)
* GARGANEGA B. (MAIN)
** Greco Bianco (MAIN)
** Malvasia Nera di Basilicata N (OIV)
** MANZONI BIANCO B. (MAIN)
* MONTEPULCIANO N. (MAIN)
* MOSCATO BIANCO B. (MAIN)
** MULLER THURGAU B. (MAIN)
* NEBBIOLO N. (MAIN)
* PINOT BIANCO B. (MAIN)
* PINOT GRIGIO G. (MAIN)
* PINOT NERO N. (MAIN)
* PRIMITIVO N. (MAIN)
** REFOSCO DAL PEDUNCOLO ROSSO N. (MAIN)
* SANGIOVESE N. (MAIN)
* SAUVIGNON B. (MAIN)
* SYRAH N. (MAIN)
* Teroldego N (OIV)
** TRAMINER AROMATICO Rs. (MAIN)
** Trebbiano Toscano B (OIV)
* Verdeca B (OIV)

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