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Modifica del Disciplinare di Produzione della Denominazione d’Origine Protetta “Pecorino Siciliano”

 

Art. 1 DENOMINAZIONE
La Denominazione di Origine Protetta (DOP) Pecorino Siciliano è riservata esclusivamente al formaggio che risponde alle condizioni e ai requisiti disposti dal presente disciplinare di produzione.

Art. 2 CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO
2.1. All’atto dell’immissione al consumo, il “Pecorino Siciliano” DOP è un formaggio di forma cilindrica a facce piane o leggermente concava quella superiore, a latte crudo e a pasta semicotta.
2.2. Il formaggio “Pecorino Siciliano” DOP, immesso al consumo nelle tipologie “Fresco”, “Semistagionato” e “Stagionato”, presente le seguenti caratteristiche:
Fresco
-maturazione: da 20 a 30 giorni
-forma: cilindrica, a facce piane o leggermente concava la superiore;
-dimensione: il diametro del piatto deve essere compreso tra 10 e 20 cm e l’altezza dello scalzo tra altezza da 10 a 20 cm;
-peso: compreso tra 3 e 5 kg in relazione alle dimensioni della forma;
-superficie: assenza di crosta, parte esterna edibile di colore bianco o giallo paglierino, recante impressi i segni del canestro nel quale è stata formata;
-pasta: di colore dal bianco al giallo paglierino, con eventuale presenza di bacche di pepe nero in grani, compatta, con limitata occhiatura;
-aroma: caratteristico del formaggio di pecora;
-sapore: sapore: dolce con spiccati aromi di pascolo, leggermente speziato nella tipologia “Pepato”. Assenza di odore di stalla;
-percentuale di grasso: non inferiore al 40% sulla sostanza secca;

Semistagionato
-stagionatura: da 45 a 90 giorni
-forma: cilindrica, a facce piane o leggermente concava la superiore;
-dimensione: il diametro del piatto deve essere compreso tra 10 e 20 cm e l’altezza dello scalzo tra altezza da 10 a 20 cm;
-peso: compreso tra 3 e 5 kg in relazione alle dimensioni della forma;
-superficie: crosta sottile di colore giallo paglierino, recante impressi i segni del canestro nel quale è stata formata;
-pasta: di colore dal giallo paglierino al giallo carico, con eventuale presenza di bacche di pepe nero in grani, compatta, con limitata occhiatura; 2
-aroma: caratteristico del formaggio di pecora;
-sapore: sapore: dolce con spiccati aromi di pascolo, leggermente speziato nella tipologia “Pepato”. Assenza di odore di stalla;
-percentuale di grasso: non inferiore al 40% sulla sostanza secca;


Stagionato
-stagionatura: almeno 120 giorni
-forma: cilindrica, a facce piane o leggermente concava la superiore;
-dimensione: il diametro del piatto deve essere compreso tra 15 e 30 cm e l’altezza dello scalzo tra altezza da 1 5 a 25 cm;
-peso: compreso tra 6 e 14 kg in relazione alle dimensioni della forma;
-superficie: crosta giallognola, recante impressi i segni del canestro nel quale è stata formata
-pasta: di colore giallo paglierino, compatta, con limitata occhiatura;
-aroma: caratteristico del formaggio di pecora;
-sapore: piccante caratteristico;
-percentuale di grasso: non inferiore al 40% sulla sostanza secca;

Art. 3 ZONA DI PRODUZIONE
La zona geografica di allevamento degli ovini, di produzione del latte, di trasformazione e di stagionatura del formaggio Pecorino Siciliano DOP, è compresa nell’ambito del territorio della Regione Sicilia.

Art. 4 PROVA DELL’ORIGINE
Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata documentando per ognuna gli input e gli output. In questo modo, e attraverso l’iscrizione in appositi elenchi, gestiti dall’organismo di controllo, dei produttori/stagionatori e dei confezionatori, nonché attraverso la dichiarazione tempestiva alla struttura di controllo delle quantità prodotte è garantita la tracciabilità del prodotto. Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte nei relativi elenchi, saranno assoggettate al controllo da parte dell’organismo di controllo, secondo quanto disposto dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di controllo.

Art. 5 METODO DI OTTENIMENTO
Il formaggio Pecorino Siciliano DOP è ottenuto con latte ovino intero, crudo, da pecore di diversa razza o loro meticci, provenienti da allevamenti ubicati nella zona di produzione di cui
all’Art. 3 del presente disciplinare. Il sistema di alimentazione degli ovini è costituito dal pascolo naturale e/o coltivato, da foraggi freschi, da fieni e paglia provenienti, per almeno l’80% della sostanza secca su base annua, dalla zona di produzione individuata all’art. 3 del presente disciplinare. E’ consentita l’integrazione con granella di cereali, con leguminose e concentrati semplici o complessi.
Nell’alimentazione è vietato l’utilizzo di prodotti derivati di origine animale e di piante o parti 3 di piante (semi) di trigonella, tapioca e manioca, è altresì vietato l’utilizzo di insilati e fienosilo. Il latte deve provenire da una o due mungiture e la lavorazione deve essere eseguita entro 24 ore dall’effettuazione della prima mungitura. E’ consentita pertanto la refrigerazione del latte nel pieno rispetto dei valori minimi previsti dalle vigenti disposizioni legislative in materia. Il latte opportunamente filtrato con appositi setacci e/o filtri in tela, è riscaldato tradizionalmente in caldaie di acciaio o rame stagnato, fino alla temperatura massima di 40° C e quindi versato in una tina di legno dove, alla temperatura di 36-40° C, viene aggiunto il caglio in pasta di agnello. Il caglio utilizzato per la coagulazione presamica del latte si ricava dall’abomaso di agnelli lattanti degli animali indicati nel presente disciplinare e deve essere ottenuto nella zona di
produzione di cui all’Art. 3 del presente disciplinare. Il caglio in pasta, prima dell’uso, viene sciolto in acqua tiepida e quindi filtrato. La quantità impiegata, si aggira fra i 10-30 grammi per 100 litri di latte, con un tempo di coagulazione che varia da 40 a 50 minuti e comunque fin tanto che la rotula immersa nella tina in legno rimane in posizione verticale.
Formata la cagliata, questa deve essere rotta in grumi molto piccoli, con l’ausilio di un bastone in legno, detto rotula o rotella, recante una protuberanza all’apice, necessaria per una rottura omogenea della cagliata, fino ad ottenere grumi delle dimensioni di un chicco di riso.
La sineresi è favorita dall’acqua calda a 70-90°C aggiunta durante la rottura della cagliata. I grumi di cagliata depositati sul fondo del recipiente, vengono lasciati riposare per 5-10 minuti, affinché avvenga la coesione fra essi, quindi la massa caseosa viene prelevata dalla tina e depositata in fuscelle di giunco, operando la pressatura manuale della pasta; durante
questa fase è consentita l’eventuale aggiunta del pepe nero in grani nella tipologia “Fresco” e “Semistagionato”. I grani di pepe nero, devono essere preventivamente trattati con acqua calda alla temperatura superiore a 80°C per alcuni secondi. La cagliata viene quindi lasciata all’interno delle fuscelle per 1-2 ore fino a quando, terminata la produzione della ricotta, si utilizzerà la scotta per la cottura che avverrà quindi sotto scotta, all’interno delle tine di legno, per un tempo di 3-4 ore. Dopo la cottura sotto scotta le forme verranno estratte dai canestri di giunco per essere rivoltate, così da assumere la caratteristica forma impressa dal canestro. Durante questa operazione di rivoltamento, su ciascuna forma, verrà applicata una marca di caseina che ne assicurerà la tracciabilità e la rintracciabilità. Le matrici di caseina avranno forma ovale con asse maggiore di 10 cm e asse minore di 6 cm. Dopo il rassodamento delle forme che avverrà a temperatura ambiente per 24-48 ore, le forme verranno salate a secco e/o in salamoia, fino a prendere la quantità di sale ottimale. Segue poi la stagionatura in locali con temperature comprese fra 14 e 18°C ed una umidità superiore al 75%, dove le forme di formaggio verranno poste su scaffalature di legno non trattato per un periodo compreso fra 20 e 30 giorni per la tipologia “Fresco” fra 60 e 90 giorni per la tipologia “Semistagionato” e di almeno 4 mesi per la tipologia “Stagionato”. Le operazioni di produzione del latte, di caseificazione e di stagionatura devono avvenire nella zona delimitata all’Art. 3 del presente disciplinare di produzione., l’eventuale porzionatura ed il relativo confezionamento possono anche non essere effettuate nella zona di origine di cui all’Art. 3.

Art. 6 LEGAME CON L’AMBIENTE
Il Pecorino Siciliano si caratterizza per essere un formaggio ovino a pasta semicotta. La qualità e le caratteristiche organolettiche del latte utilizzato per la produzione del formaggio sono strettamente legate al pascolo e assumono carattere peculiare e non ripetibile altrove. Molteplici sono, infatti, gli studi scientifici che hanno dimostrato come il pascolo e la sua composizione botanica influenzano le produzioni casearie modificandone la loro composizione chimica ed aromatica. Inoltre, l’utilizzazione di caglio in pasta prodotto da agnelli siciliani trasferisce al formaggio un patrimonio enzimatico che sviluppa aromi e sapori che non si riscontrano in altri pecorini. Una tecnologia di produzione antica ma sapiente, legata all’uso di strumenti della tradizione quali il legno, conferisce inoltre quella particolarità che fa del formaggio Pecorino Siciliano un prodotto unico.
Il territorio siciliano vocato alla produzione del Pecorino Siciliano è caratterizzato da suoli di diversa matrice. L’area più centrale dell’isola è formata da colline irregolari costituite da formazioni argillose e gessoso-solfifere. La zona più occidentale della Sicilia e le isole Egadi presenta terreni argilloso-arenacei. Le isole di Ustica, Eolie e Pantelleria hanno terreni vulcanici. Le zone di pianura sono molto ristrette e sono di origine alluvionale con terreni molto fertili e ben dotati di potassio.
In quest’ambiente i pascoli naturali e coltivati sono ricchi di essenze spontanee e di ecotipi locali, che caratterizzano la qualità e composizione del latte conferendo al prodotto finito il suo particolare sapore. I fattori climatici dell’area di produzione del Pecorino Siciliano, in considerazione della latitudine e della particolare orografia, sono molto diversi fra le diverse aree della Sicilia, il clima è comunque mediterraneo. Tuttavia troviamo diversi microclimi che sono legati al contrasto tra i monti e il mare. In generale le zone costiere sono calde e aride e sempre ventilate, mentre nell’entroterra abbiamo un clima temperato e umido. Le precipitazioni sono scarse sulle coste e abbondanti sui rilievi più alti della regione e si concentrano principalmente nel periodo invernale.
L’ovinicoltura e l’attività casearia siciliana hanno un’antichissima tradizione; ancora oggi l’allevamento è di tipo tradizionale e viene praticato in ovili in grado di offrire un ricovero adatto alle esigenze degli ovini e al loro benessere, con positivi riflessi sulla qualità del latte prodotto che conferisce al Pecorino Siciliano le sue peculiarità.
Il Pecorino Siciliano è legato in maniera indissolubile al particolare ambiente edifico della Sicilia, alle essenze pabulari locali, a caratteristiche tecnologie di lavorazione, oltre alle popolazioni ovine autoctone allevate in Sicilia ed all’ambiente di trasformazione in cui sono presenti specifici ceppi ubiquitari della microflora casearia che sono in grado di caratterizzare il formaggio, così da renderlo unico nel suo genere.
L’origine è quella di un formaggio che si produceva nella notte dei tempi quando ogni allevatore di pecore era solito trasformare il proprio latte in Pecorino Siciliano, utilizzando le tecniche antiche e soprattutto le attrezzature storiche in legno, quali la tina per cagliare il latte e le travi di legno per la stagionatura. La produzione costituisce quindi, oltre che un indiscusso ed esclusivo patrimonio storicoculturale e produttivo della Sicilia, una solida realtà commerciale in continua crescita.

Art. 7 CONTROLLI
Il controllo di conformità del prodotto al disciplinare è svolto da una struttura conforme alle disposizioni del Reg. CE n. 1151/2012.
Tale struttura è un’Autorità Pubblica designata: CoRFiLaC, s.p. 25 km 5 Ragusa – Mare. 97100 Ragusa, Italia, telefono +39 0932 660411 5 fax +39 0932 660449 e-mail dop@pec.corfilac.it

Art. 8 ETICHETTATURA E PRESENTAZIONE
Il formaggio Pecorino Siciliano DOP è individuato mediante i contrassegni di seguito illustrati.
a) Sulle forme:

Il formaggio “Pecorino Siciliano DOP” può essere commercializzato in forma intera e/o porzionata nelle tre tipologie “Fresco”, “Semistagionato” e “Stagionato”. Sulle forme delle tre tipologie ritroviamo sempre il marchio specifico dello stabilimento (bollo CE) ed il marchio all’origine della Denominazione (matrice di caseina), mentre nella sola tipologia “Stagionato” ai due marchi di cui sopra se ne aggiungerà un terzo: il marchio a fuoco.

Per la tipologia “Fresco” la matrice di caseina dovrà riportare la scritta “Pecorino Siciliano” con carattere ARIAL in colore nero CMYK= K100 corpo 20, la scritta “D.O.P.” con carattere ARIAL in colore nero CMYK= K100 corpo 15, la scritta “Fresco” con carattere ARIAL in colore nero CMYK= K100 corpo 14 ed il numero identificativo della matrice a 6 cifre (esempio 999999), progressivo, con carattere ARIAL BOLD in colore nero CMYK= K100 corpo 62. All’interno dell’ovale, prima del numero progressivo è riportata l’immagine della Trinacria.
Per la tipologia “Semistagionato” la matrice di caseina dovrà riportare la scritta “Pecorino Siciliano” con carattere ARIAL in colore nero CMYK= K100 corpo 20, la scritta “D.O.P.” con carattere ARIAL in colore nero CMYK= K100 corpo 15, la scritta “Semistagionato” con carattere ARIAL in colore nero CMYK= K100 corpo 14 ed il numero identificativo della matrice a 6 cifre (esempio 999999), progressivo, con carattere ARIAL BOLD in colore nero CMYK= K100 corpo 62. All’interno dell’ovale, prima del numero progressivo è riportata
l’immagine della Trinacria. 

pecorino siciliano

Per la tipologia “Stagionato” la matrice di caseina dovrà riportare la scritta “Pecorino Siciliano” con carattere ARIAL in colore nero CMYK= K100 corpo 20, la scritta “D.O.P.” con carattere ARIAL in colore nero CMYK= K100 corpo 15, la scritta “Stagionato” con carattere ARIAL in colore nero CMYK= K100 corpo 14 ed il numero identificativo della matrice a 5 cifre (esempio 67150), progressivo, con carattere ARIAL BOLD in colore nero CMYK= K100 corpo 62. All’interno dell’ovale, prima del numero progressivo è riportata l’immagine della Trinacria. Sullo stesso piatto del formaggio dovrà essere riportato ad impressione il marchio identificativo dello stabilimento. Il marchio a fuoco, previsto per la sola tipologia “Stagionato” è costituito da un cerchio di cm 8 di diametro con all’interno la scritta “Pecorino Siciliano” a forma di arco con carattere Comic Sans in colore nero CMYK= K100 corpo 30 e la scritta “D.O.P.” con carattere Arial in colore nero CMYK= K100 corpo 30 e con al centro una figura che rappresentante la Trinacria. Il logo identificativo è impresso a fuoco su almeno una faccia del formaggio solo dopo 120 giorni di stagionatura dalla data di produzione.

 

b) Sulle confezioni.
Su ogni confezione di formaggio, sia essa intera o porzionata, è riportata un’etichetta con il logo identificativo con la scritta Pecorino Siciliano DOP, oltre ai dati di legge. Le porzioni del formaggio preconfezionato devono comprendere una parte dello scalzo e/o della faccia che testimoni l’origine del formaggio. L’etichetta non è richiesta qualora la confezione venga preparata nel punto vendita per il prodotto definito “preincartato”. E’ consentito inoltre anche l’uso d’indicazioni e/o simboli grafici che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi collettivi o d’azienda individuale, purché non abbiano significato laudativo o tali da trarre in inganno l’acquirente. Il logo identificativo sulle confezioni deve rispettare i seguenti parametri:

1. Riportare il marchio completo;

2. Nella parte esterna, lungo il perimetro della circonferenza ondulata e all’interno di una corona circolare a sfondo rosso del tipo RGB = R160 G0 B0, con direzione da sinistra verso destra, è riportata la dicitura “PECORINO SICILIANO” in colore bianco, il testo è composto con il carattere VERDANA BOLD;

3. All’interno del logo, nella parte superiore del cerchio a sfondo bianco, è raffigurata una testa di pecora stilizzata di colore nero CMYK= K100; 4. Inferiormente all’immagine stilizzata si riporta la dicitura “D.O.P.” con carattere ARIAL BOLD in colore nero CMYK= K100; 5. Mantenere le proporzioni e le forme


LOGO IDENTIFICATIVO

Pecorino siciliano


Il logo può essere usato nelle pubblicazioni e nei materiali promozionali. L’uso dell’imballaggio, riportante il contrassegno e la scritta come descritti, è obbligatorio.
Alla denominazione “Pecorino Siciliano” oltre alle tre diverse tipologie “Fresco”, “Semistagionato” e “Stagionato” è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quella prevista dal presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi extra, superiore, fine, scelto, selezionato e similari.
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi non aventi significato laudativo e non atti a trarre in inganno il consumatore, purché di dimensioni significativamente inferiori a quelle utilizzate per il contrassegno della D.O.P.
La Denominazione “Pecorino Siciliano” è intraducibile.

Tutte le novità sui prodotti italiani tutelati

 
Disciplinari : Novità

 

MOSTRE FIERE EVENTI DEL VINO

 

Modifiche temporanee

06.08.2020

Modifiche temporanee :Franciacorta DOCG, Chianti Classico DOCG, Morellino di Scansano DOCG, Barolo DOCG, Barbaresco DOCG

Olio Lucano

02.08.2020

Disciplinare di produzione di Olio Lucano Igp. Protezione transitoria accordata a livello nazionale alla denominazione «Olio Lucano» per la quale e' stata inviata istanza alla Commissione europea per la registrazione come indicazione geografica protetta.

Radicchio di Chioggia

27.07.2020

Modifica minore del disciplinare di produzione della denominazione «Radicchio di Chioggia» registrata in qualita' di indicazione geografica protetta in forza al regolamento (CE) n. 1025 del 17 ottobre 2008.

Provolone del Monaco Dop

22.07.2020

Il «Provolone del Monaco» ha un profondo legame con l'ambiente che si evidenzia in tutta la filiera del prodotto. L'allevamento dei bovini, infatti, nei Monti Lattari - Penisola Sorrentina risale al 264 a.C., epoca in cui i Picentini, i primi abitanti di questi monti, furono deportati dalle Marche dai vincenti Romani. I Picentini spostando dal territorio di origine i loro armenti e le loro masserizie trasformarono lo spazio sottratto ai boschi in terreno coltivabile, incominciando l'attività agricola e di allevamento di animali domestici, specialmente di bovini ad attitudine lattifera, al punto che per le eccezionali produzioni e qualità del latte i monti furono denominati «Lactaria Montes».

Piacentinu Ennese Dop

21.07.2020

Il “Piacentinu Ennese” è un formaggio a pasta compatta pressata ottenuto con latte ovino intero, crudo ad acidità naturale di fermentazione, prodotto dalle razze ovine autoctone siciliane Comisana, Pinzirita, Valle del Belice e loro meticci. La caratteristica peculiare del Piacentinu ennese consiste nell’aggiunta di zafferano al latte durante il processo di caseificazione. E' prodotto nell’intero territorio dei Comuni di Enna, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera, Villarosa della provincia amministrativa di Enna.

Pecorino Siciliano Dop

21.07.2020

Il Pecorino Siciliano DOP è un formaggio di forma cilindrica a facce piane o leggermente concava quella superiore, a latte crudo e a pasta semicotta e viene immesso al consumo nelle tipologie Fresco, Semistagionato e Stagionato. Viene prodotto nell’ambito del territorio della Regione Sicilia.

Vino Nobile di Montepulciano

18.07.2020

È previsto l’inserimento dell’obbligo di riportare in etichetta il termine geografico più ampio «Toscana», in aggiunta alla denominazione di origine protetta «Vino Nobile di Montepulciano». La modifica consente di fornire una informazione precisa sulla provenienza geografica dei vini. La modifica riguarda il documento unico alla sezione 9 ed il disciplinare all’articolo 7.

Pecorino del Monte Poro Dop

17.07.2020

Il Pecorino del Monte Poro DOP è un formaggio di latte ovino prodotto in alcuni comuni della zona del Monte Poro in provincia di Vibo Valentia. E' stato iscritto nel registro europeo delle dop e igp con provvedimento del 7 luglio 2020

Mozzarella di bufala campana Dop

13.07.2020

Ecco da dove deriva il termine mozzarella : I primi riferimenti storici si hanno a partire dal XII secolo, quando i monaci del Monastero di San Lorenzo in Capua (Caserta) offrivano ai pellegrini una “mozza” o “provatura” accompagnata con un pezzo di pane. Il termine mozzarella deriva da ‘mozzare’ ed indica l’operazione che il casaro compie ancora oggi

Mele del Trentino IGP

06.07.2020

Il nome «Mele del Trentino» (IGP) è registrato.

Cose curiose

03.07.2020

“Primitivo”. Cosi lo chiamò, per la precocità della maturazione delle sue uve, colui che l'aveva selezionato, nel settecento, in un vigneto di proprietà della Canonica di Gioia del Colle: il primicerio don Francesco Filippo Indellicati.

Nuovi vitigni

28.06.2020

Modifiche ed integrazioni al registro nazionale delle varieta' di vite con DECRETO 9 giugno 2020 

Piacentinu Ennese

24.06.2020

DM 7684 del 18/06/2020 Designazione del “Consorzio Ricerca Filiera Lattiero-Casearia - CoRFiLaC” quale autorità pubblica incaricata ad effettuare i controlli per la denominazione di origine “Piacentinu Ennese”, registrata in ambito Unione europea.

Legge-12-12-2016 n 238

21.06.2020

Legislazione del vino in Italia ed in Europa : LEGGE 12 dicembre 2016, n. 238 Disciplina organica della coltivazione della vite e della produzione e del commercio del vino.

Regolamento ue 251-2014

21.06.2020

Legislazione del vino : REGOLAMENTO (UE) N. 251/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l’etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e che abroga il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio

Finocchiona 12-06-2020

15.06.2020

Modifica del disciplinare di produzione della IGP Finocchiona

Amatriciana Tradizionale

14.06.2020

La denominazione «Amatriciana Tradizionale» (STG) è registrata con comunicazione di Bruxelles, il 6 marzo 2020

Formaggi

14.06.2020

Elenco aggiornato di tutti i formaggi italiani Dop/Igp con disciplinari di produzione

Veronelli 2020

17.10.2019

Guida Oro I Vini di Veronelli 2020

Gambero rosso 2020

06.10.2019

Elenco completo de I Tre Bicchieri della guida Vini d’Italia 2020 del Gambero Rosso

 

Parole importanti

STG 

Visita le cantine Docg della Val Vibrata

 

Ultimi aggiornamenti:

28.07.2020

delle Venezie Doc - Beneških okolišev

 

 

La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a denominazione d'origine controllata “delle Venezie” comprende la Provincia autonoma di Trento e le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.
L’elemento unificante nella storia vitivinicola delle Venezie è stata la presenza della Repubblica di Venezia le cui attività agricole si estendevano dalle terre d’Istria al Trentino. L’immagine del Leone infatti campeggia ancora sulle vecchie porte d’ingresso delle città “dominate dai commerci” dalla Serenissima o negli affreschi sui palazzi più importanti.

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18.07.2020

Riesi Doc

 

La zona di produzione ricade nella Regione Sicilia e comprende, in provincia di Caltanissetta, l’intero territorio amministrativo dei comuni di Butera, Riesi e Mazzarino.

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18.07.2020

Reno Doc

 

I terreni vocati alla qualità comprendono interamente o in parte i territori dei comuni di Imola, Dozza, Castel S. Pietro Terme, Castelguelfo, Medicina, Ozzano Emilia, Castenaso, Budrio, Granarolo Emilia, Bologna, S. Lazzaro di Savena, Bentivoglio, S. Giorgio di Piano, S. Pietro in Casale, Pieve di Cento, Castelmaggiore, Argelato, Castello d’Argile, Casalecchio di Reno, Calderara di Reno, Sala Bolognese, Zola Predosa, Crespellano, Anzola Emilia, S. Giovanni in Persiceto, S. Agata Bolognese, Crevalcore e Bazzano, ricadenti in provincia di Bologna e Ravarino, Nonantola, Castelfranco E., S. Cesario S.P., Savignano S.P. , ricadenti in provincia di Modena.

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18.07.2020

Reggiano Doc

 

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con la denominazione di origine “Reggiano” ricade nella regione Emilia-Romagna e comprende parte del territorio della provincia di Reggio Emilia. I vini “Reggiano” Lambrusco (nelle diverse versioni frizzante, spumante, ecc.), possono essere prodotti su un vasto territorio che comprende 35 comuni della provincia. I vini “Reggiano” Lambrusco Salamino (nelle diverse versioni), “Reggiano” Rosso (nelle diverse versioni) e “Reggiano” Bianco spumante possono essere prodotti solo in particolari zone del territorio provinciale, più ristrette, che comprendono un numero più limitato di comuni.

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18.07.2020

Prosecco Doc

 

L’area di produzione dei vini della denominazione "Prosecco" comprende i territori delle seguenti province: Vicenza, Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste.

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18.07.2020

Primitivo di Manduria Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione del vino “Primitivo di Manduria” ricade nelle provincie di Taranto e Brindisi.
In provincia di Taranto: Manduria, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico,San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano, Sava, Torricella, Maruggio, Avetrana, e quello della frazione di Talsano e delle isole amministrative del comune di Taranto, intercluse nei territori dei comuni di Fragagnano e Lizzano. In provincia di Brindisi i territori dei comuni di Erchie, Oria e Torre S.Susanna.

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09.07.2020

Pornassio o Ormeasco di Pornassio Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Pornassio» od «Ormeasco di Pornassio» ricade nella provincia di Imperia. Comprende i terreni vitati dei comuni Aquila d'Arroscia, Armo, Borghetto d'Arroscia, Montegrosso Pian Latte, Ranzo, Rezzo, Pieve di Teco, Vessalico e, per il solo versante tirrenico, comuni di Mendatica, Cosio d'Arroscia e Pornassio in Valle Arroscia; comune di Molini di Triora in Valle Argentina e versante orograficamente ricadente in Valle Arroscia del comune di Cesio.

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09.07.2020

Pomino Doc

 

La zona di produzione delle uve è situata in Toscana, in provincia di Firenze e specificatamente in parte del territorio del comune di Rufina che si trova ad est della città. I vigneti devono avere giacitura collinare, idoneo orientamento ed un’altitudine non superiore a m. 650 per il rosso e a m. 800 per il bianco.

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09.07.2020

Pinot nero dell'Oltrepo' Pavese Doc

 

La zona di produzione comprende i comuni di Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Bosnasco, Calvignano, Canevino, Canneto Pavese, Castana, Cecima, Godiasco, Golferenzo, Lirio, Montalto Pavese, Montecalvo Versiggia, Montescano, Montù Beccaria, Mornico Losana, Oliva Gessi, Pietra de Giorgi, Rocca de Giorgi, Rocca Susella, Rovescala, Ruino, San Damiano al Colle, Santa Maria della Versa, Torrazza Coste, Volpara, Zenevredo e per parte dei territori di questi altri comuni: Broni, Casteggio, Cigognola, Codevilla, Corvino San Quirico, Fortunago, Montebello della Battaglia, Montesegale, Ponte Nizza, Redavalle, Retorbido, Rivanazzano, Santa Giuletta, Stradella, Torricella Verzate.

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09.07.2020

Pinerolese Doc

 

"Pinerolese” rosso, rosato, Barbera, Bonarda, Freisa, Dolcetto, Doux d’Henry
La zona di produzione comprende: Provincia di Torino : intero territorio comunale di Angrogna, Bibiana, Bobbio Pellice, Bricherasio, Buriasco, Campiglione Fenile, Cantalupa, Cavour, Cumiana, Frossasco, Garzigliana, Inverso Pinasca, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Macello, Osasco, Pinasca, Pinerolo, Perosa Argentina, Pomaretto, Porte,Perrero, Pramollo, Prarostino, Roletto, Rorà, San Germano Chisone,San Pietro Val Lemina,San Secondo di Pinerolo, Torre Pellice, Villar Pellice Villar Perosa;Provincia di Cuneo :Bagnolo, Barge. Per il Pinerolese” Ramìe l’intero territorio comunale di Pomaretto e Perosa Argentina

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09.07.2020

Piemonte Doc

 

La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a DOP Piemonte ricade nel territorio della regione Piemonte con aree differenziate per province e comuni, in relazione alle determinate tipologie prodotte

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07.07.2020

Piave Doc

 

Le uve destinate alla DOP Piave devono essere prodotte nei territori di alcuni comuni delle province di Treviso e Venezia.

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I disciplinari dei vini italiani e degli alimenti tutelati

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