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Alta Valle della Greve Igt

 

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati
con la indicazione geografica tipica "Alta Valle della Greve" ricadente nella provincia di Firenze

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI AD INDICAZIONE GEOGRAFICA TIPICA "ALTA VALLE DELLA GREVE"


Approvato con DM 09.10.1995 G.U. 250 - 25.10.1995
Modificato con DM 22.11.1995 G.U. 01 - 02.01.1996
Modificato con DM 26.02.1996 G.U. 57 - 08.03.1996
Modificato con DM 22.01.1998 GU 24 - 30.01.1998
Modificato con DM 24.07.2009 G.U. 184 - 10.08.2009
Modificato con DM 30.11.2011 G.U. 295 – 20.12.2011
Modificato con DM. 10.10.2013 G.U. 251 – 25.10.2013
Modificato con DM 07.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Sezione Qualità e Sicurezza Vini DOP e IGP


Articolo 1
(Denominazione e vini)
1.1 L’ indicazione geografica tipica "Alta Valle della Greve", accompagnata o meno dalle
specificazioni previste dal presente disciplinare di produzione, è riservata ai mosti e ai vini che
rispondono alle condizioni ed ai requisiti in appresso indicati per le seguenti tipologie:
bianchi;
rossi, anche nella tipologia novello;
rosati;
tipologie con l’indicazione aggiuntiva di uno o due vitigni.


Articolo 2
(Base ampelografica)
2.1 I vini ad indicazione geografica tipica "Alta Valle della Greve", bianchi, rossi e rosati devono
essere ottenuti da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno o piu' vitigni
a bacca bianca o rossa, idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana.
2.2 L’indicazione geografica tipica “Alta Valle della Greve” con il riferimento al nome di un
vitigno è riservata ai vini ottenuti da vigneti composti in ambito aziendale per almeno l’85% dal
vitigno corrispondente. Possono concorrere alla produzione di detti vini le uve dei vitigni idonei alla
coltivazione nell’ambito della Regione Toscana fino ad un massimo del 15%.
2.3 Il riferimento al nome di due vitigni nella designazione e presentazione dei vini ad indicazione
geografica tipica “Alta Valle della Greve” è consentita alla condizione che il vino derivi
esclusivamente da uve prodotte dai due vitigni ai quali si può fare riferimento e il quantitativo di
uva prodotto da uno dei due vitigni sia comunque superiore al 15% del totale.
2.4. Si riportano nell'allegato 1 i vitigni che possono concorrere alla produzione dei vini sopra
indicati, iscritti nel Registro nazionale delle varietà di vite per uve da vino approvato con D.M. 7
maggio 2004 (pubblicato sulla G.U. n. 242 del 14 ottobre 2004), e successivi aggiornamenti.


Articolo 3
(Zona di produzione delle uve)
3.1 La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati
con la indicazione geografica tipica "Alta Valle della Greve" ricadente nella provincia di Firenze
e' delimitata come segue:
dal centro di San Casciano il confine segue la strada provinciale Grevigina fino a Mercatale Val di
Pesa e prosegue fino alla localita' Quattrostrade fino al bivio di San Fabiano. La linea di
delimitazione segue la strada provinciale fino all'abitato di Panzano da qui passa per Campana e
lungo la strada comunale fino al bivio di Sala per proseguire sulla strada comunale vecchia di
Lamole fino ad incontrare il fiume Greve a quota 518 m s.l.m., da qui risale il corso del fiume
lungo il Borro del Cerone fino alla sorgente del fiume Greve. Il confine risale poi fino al crinale
(quota 822) e prosegue fino al Monte S. Michele, Poggio Corno, Montedomini. Da Pian della
Canonica seguendo la mulattiera fino al Poggio del Sugame. Di qui il confine raggiunge in linea
retta Villa Fonzacchino e prosegue lungo la mulattiera fino a Chiocco, da qui per la strada statale
222 fino a strada in Chianti e quindi per la via provinciale fino al bivio di Impruneta, dove
scende lungo il confine comunale di Greve sino a raggiungere la strada provinciale Valdigreve
e proseguire fino in localita' Falciani, da qui corre sulla sponda sinistra del fiume Greve fino al
ponte degli Scopeti, prosegue lungo il fiume Greve fino al limite del territorio del comune di San
Casciano, in concomitanza del Borro di Tramonti e risale lungo il confine comunale fino a Casa
Boschi dove piega a sinistra lungo la strada provinciale, fino a raggiungere la strada degli
Scopeti e congiungersi lungo essa fino a San Casciano Val di Pesa.


Articolo 4
(Norme per la viticoltura)
4.1 Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini di cui
all'articolo 2 devono essere quelle tradizionali della zona.
4.2. La produzione massima di uva per ettaro di vigneto in coltura specializzata, nell'ambito
aziendale, non deve essere superiore per i vini ad indicazione geografica tipica "Alta Valle della
Greve" rosso, rosato e novello a tonnellate 12; per i vini ad indicazione geografica tipica
"Alta Valle della Greve" bianchi a tonnellate 15.
4.3 Le uve destinate alla produzione dei vini ad indicazione geografica tipica "Alta Valle
della Greve" devono assicurare ai vini un titolo alcolometrico volumico naturale minimo di:
10,00 % vol. per i bianchi;
10,00 % vol. per i rosati;
10,00 % vol. per i rossi anche per la tipologia Novello.
Nel caso di annate particolarmente sfavorevoli, detti valori possono essere ridotti dello 0,50 %
vol.


Articolo 5
(Norme per la vinificazione)
5.1 Nella vinificazione sono ammesse soltanto le pratiche atte a conferire ai vini le proprie
peculiari caratteristiche.
5.2 La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per consumo, non deve essere superiore all’80%
per tutte le tipologie di prodotto.
3
5.3 Le operazioni di vinificazione devono essere effettuate all’interno della zona di produzione delle
uve delimitata all’articolo 3. Inoltre, tenuto conto delle situazioni tradizionali di produzione, è
consentito, ai sensi dell’articolo 6, comma 4, lettera b, del Regolamento CE n. 607/2009, che tali
operazioni siano effettuate anche nell’ambito dell’intero territorio della Regione Toscana.


Articolo 6
(Caratteristiche al consumo)
6.1 I vini a indicazione geografica tipica “Alta Valle della Greve”, all’atto dell’immissione al
consumo devono presentare le seguenti caratteristiche:
Bianco da solo od anche con la specificazione di uno o due vitigni:
Colore: tenue con riflessi sul verde oppure giallo paglierino da leggero a più carico;
Odore: semplice, floreale costituito fondamentalmente da aromi primari e secondari . in caso di
impiego dei vitigni la componente aromatica si evolve negli aromi terziari caratterizzati dagli
stessi;
Sapore: fruttato, pieno, armonico, caratteristico. Nel caso di evoluzione degli aromi terziari
presenta uno specifico persistente retrogusto;
Titolo alcolometrico volumico totale: minimo 10,00% vol;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 16,0 g/l.
Rosso e Rosso novello da soli od anche con la specificazione di uno o due vitigni:
Colore: nelle varie tonalità violetto o rubino; per il rosso, tendente al granato con la maturità;
Odore: di aromi primari e secondari, semplice con evidente vivacità, che tende ad una maggiore
complessità per l’evoluzione di aromi terziari con la maturazione, differenziato a seconda della
percentuale dei vitigni impiegati; caratterizzato nel rosso novello dalla particolare vinificazione.
Sapore: giovane, facile, adatto per un’ampia varietà di vivande, giustamente tannico equilibrato.
Titolo alcolometrico volumico totale: minimo: 10,50% vol per la tipologia rosso;
Titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00 % vol per la tipologia Rosso Novello;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 20,0 g/l.
Rosato da solo od anche con la specificazione di uno o due vitigni:
Colore: di intensità tenue, con tonalità che può variare in funzione dei vitigni utilizzati o della
vinificazione;
Odore: prevalentemente derivato dagli aromi primari dei vitigni impiegati;
Sapore: fresco ed equilibrato sia nella componente acida che polifenolica, .
Titolo alcolometrico volumico totale: minimo: 10,00% vol;
Acidità totale minima: 4,5 g/l;
Estratto non riduttore minimo: 16,0g/l.


Articolo 7
(Etichettatura, designazione e presentazione)
7.1 Alla indicazione geografica tipica "Alta Valle della Greve" e' vietata l'aggiunta di qualsiasi
qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare di produzione, ivi compresi gli
aggettivi extra, fine, scelto, selezionato, superiore e similari. E' tuttavia consentito l'uso di
indicazioni che facciano riferimento a nomi, ragioni sociali e marchi privati purché non abbiano
significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno il consumatore.


Articolo 8
(Legame con l’ambiente geografico)
A) Informazioni sulla zona geografica rilevanti per il legame.
La zona geografica delimitata, ricade nella parte centrale della regione Toscana, ed interessa
parzialmente i territori collinari, a ridosso della catena degli Appennini, nella provincia di Firenze.
L’Alta Valle della Greve nasce in una area situata a sud dell’Appennino Nel versante est a destra
della Greve, così come nei rilievi meridionali (dorsali spartiacque Greve-Pesa), affiorano le unità
prevalentemente arenacee. I giacimenti caotici, argillosi, sono distribuiti in aree di affioramento più
o meno estese, ma caratterizzano i rilievi in destra della Greve. I terreni ghiaiosi, sabbiosi
costituiscono una fascia pressoché continua da Mercatale Val di Pesa fino all’asta della Greve
presso il Ferrone.
Una prima classificazione schematica del territorio può essere effettuata sulla base della prevalenza
delle unità dei terreni affioranti (unità litologiche), ai quali corrispondono in genenere anche
differenti andamenti delle morfologiche collinari, a loro volta fortemente legati allo sviluppo del
reticolo idrografico. Nell’area che comprende l’Alta Valle della Greve, si individua una fascia
principale costituita da un’alternanza di strati calcarei, calcari marnosi e dalle unità dei complessi
argillitici. Questa unità corrisponde alle colline a sinistra della Greve, fino ai rilievi della Pesa, da
Nord-Ovest (Mercatale Val di Pesa ) a Sud-Ovest, presso Sambuca, nel comune di Tavarnelle, dove
invece affiorano depositi, ghiaiosi, ciottolosi, sabbiosi sedimentati successivamente dalle principali
dorsalu appenniniche.
L’altitudine dei terreni collinari coltivati a vite è compresa mediamente fra i 200 ed i 400 m.s.l.m.
con giacitura ed orientamento adatti
Il clima del comprensorio può essere definito da “umido” a “subumido”, con deficienza idrica in
estate. La piovosità media annua è di 867 mm. con un minimo di 817 mm. ed un massimo di 932
mm.. La piovosità massima si registra, di regola, nel mese di novembre con 121 mm. e la minima
in luglio con 32 mm.. Il mese di agosto è quello mediamene più caldo, mentre il mese più freddo è
solitamente gennaio., La temperatura media annua del suolo è inferiore ai 22°C e la temperatura
media estiva ed invernale del suolo differiscono per 5°C o più alla profondità di 50 centimetri.
Il clima dell’area si inserisce nel complesso climatico cosiddetto della collina interna della Toscana
( regime idrico ustico).
B) Informazioni sulla qualità o sulle caratteristiche del prodotto essenzialmente o
esclusivamente attribuibili all’ambiente geografico.
La IGT Alta Valle della Greve riferita alle tipologie bianco, rosso, rosso novello e rosato (anche
con la specificazione di uno o due vitigni) dal punto di vista analitico ed organolettico presenta
caratteristiche molto evidenti e peculiari, descritte all’articolo 6 del disciplinare, che ne permettono
una chiara individuazione e tipicizzazione legata all’ambiente geografico.
In particolare i vini presentano caratteristiche chimico-fisiche equilibrate in tutte le tipologie,
modesto tenore di acidità, colore giallo paglierino più o meno intenso nel bianco, rosso rubino per i
rossi e rosa tenue per il rosato.
Al sapore e all’odore si riscontrano aromi caratteristici ed armonici con aspetti riconducibili alla
specificità e peculiarità delle varietà coltivate.
C) Descrizione dell'interazione causale fra gli elementi di cui alla lettera A) e quelli di cui alla
lettera B).
La identificazione dei fattori naturali ed umani che intervengono ed influenzano la caratterizzazione
dell’igt Alta Valle della Greve nel complesso della sue categorie e delle rispettive tipologie deve
essere concepita in base alle condizioni della sua origine e sviluppo nel tempo.
A tal fine si deve tener presente quanto già illustrato relativamente alla funzione tradizionale del
vino toscano quale progenitore delle denominazioni di origine sviluppate nella regione negli ultimi
due secoli, che ne hanno acquisito i principi informativi della vitivinicoltura toscana sia sotto
l’aspetto agronomico che quello enologico e che nel contempo hanno influenzato gli attuali
contenuti della igp variamente interpretata sotto il profilo tipologico e secondo i vari ambienti
produttivi.
Tale rapporto di causa/effetto è venuto ad agire sull’intero settore delle denominazioni di origine
determinando la identificazione dei “vini toscani” come tali differenziati tipologicamente, ma uniti
secondo una comune cultura e tradizione produttiva.
Per le stesse condizioni i disciplinari che venivano ad essere realizzati per le doc nei primi anni
dell’entrata in vigore della normativa comunitaria e cioè precedentemente alla definizione della
disciplina della igp Alta Valle della Greve hanno influenzato la normativa della stessa sia riguardo
alla base ampelografica che alle tipologie secondo il principio di complementarietà del resto inserito
nella stessa normativa generale.
Un fattore di rilevante importanza nel quadro della formazione normativa della igt Alta Valle della
Greve e che ne mette in evidenza la sua funzione quale strumento di evoluzione nei riguardi
dell’intero sistema vitivinicolo regionale è rappresentato dall’ampiezza di impiego delle varietà
consentite corrispondente a quelle ammesse alla coltivazione sul territorio regionale, ampiezza che
consente la sperimentazione delle tipologie varietali sia per monovitigni che per uvaggi più
complessi.
Rispetto al maggiore o minore impiego della igt Alta Valle della Greve nell’ambito territoriale
regionale si deve evidenziare come i fattori normativi e gli orientamenti commerciali che ne hanno
incrementato l’interesse sono stati portatori di alcune evidenti variazioni tra cui si ricorda:
un più semplice modellamento delle superfici, una più facile gestione idrogeologica, in special
modo riguardo ai tempi di corrivazione delle acque ed infine la possibilità di adottare forme di
allevamento più idonee rispetto alla meccanizzazione delle operazioni colturali ed in special modo
della raccolta. Ciò è facilitato dalla maggior reperibilità di superfici in grado di ospitare vigneti di
dimensioni rispondenti alle esigenze tecniche di gestione.
La differenziazione della sistemazione e strutturazione dei vigneti, nonché delle forme di
allevamento è essenzialmente legata a fattori che sono comuni a tutta la viticoltura regionale ed alle
condizioni ambientali e gestionali proprie della loro caratterizzazione e delle destinazioni
qualitative del prodotto.
Tali condizioni che possono risultare, evidentemente specifiche nel campo delle dop, sono comuni
per la igt Alta Valle della Greve secondo i seguenti ordini di carattere generale.
In primo luogo le tipologie di sistemazione corrispondono in linea generale al “ritocchino” inerbito;
in quanto, in determinati limiti di pendenza e contropendenza e nel rispetto di certi criteri
realizzativi, esso assolve al rispetto della difesa del suolo dal dissesto idrogeologico, dall’erosione
superficiale e dal pericolo di frane e ciò in rapporto alla particolare natura e tessitura del suolo.
Altro sistema adottato in caso di impossibilità od eccessiva onerosità di altre soluzioni è
rappresentato dal giropoggio raccordato.
Le forme di allevamento sono sostanzialmente limitate a quelle tradizionali: capovolto, guyot,
cordone ed in rari casi l’alberello rispondente alle particolari esigenze di talune varietà e relative
tipologie.
Nell’ambito della igt Alta Valle della Greve manca qualsiasi esempio di forme di potatura
orizzontale.
Un ultimo fattore riguardante le forme di strutturazione dei vigneti è rappresentato dall’aspetto
paesaggistico che deve essere difeso anche in corrispondenza delle necessità imposte dal progresso
agronomico.
E’ evidente che la scomparsa della coltura promiscua e la sua sostituzione con il vigneto
specializzato hanno prodotto alcune alterazioni del paesaggio tradizionale.
Onde evitare il degrado visivo rappresentato dall’impiego di certi materiali adottati in una fase della
ricostituzione viticola sono state abolite le palificazioni con cemento armato precompresso
sostituito dai tradizionali pali in legno trattato. D’altronde la stessa esigenza è stata dimostrata dalla
vendemmia meccanica.
Il concetto di vino toscano è talmente radicato nel settore produttivo e presso lo stesso mercato della
regione, che la qualificazione Alta Valle della Greve costituisce l’elemento contraddistintivo della
vitivinicoltura del comprensorio nell’ambito del mercato locale caratterizzato da un rapporto di
conoscenza diretta con il settore viticolo interessato.


Articolo 9
(Riferimenti alla struttura di controllo)
9.1 Nome e indirizzo dell’organismo di controllo:
Valoritalia s.r.l. - società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole italiane
Via Piave, 24
00187 - Roma
Tel.: +39 06 45437975
Fax: +39 06 45438908
e-Mail: info@valoritalia.it
La Società Valoritalia s.r.l - società per la certificazione delle qualità e delle produzioni vitivinicole
italiane - è l’organismo di controllo autorizzato dal Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 61/2010, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 96 del 26.04.2010, che effettua la verifica annuale del rispetto delle disposizioni del
presente disciplinare, conformemente all’articolo 25, par. 1, 1° capoverso, lettera b) e c), ed
all’articolo 26, par. 1, del Reg. CE n. 607/2009, per i prodotti beneficianti della IGP, mediante una
metodologia dei controlli combinata (sistematica ed a campione) nell’arco dell’intera filiera
produttiva (viticoltura, elaborazione, confezionamento), conformemente al citato articolo 25, par. 1,
2° capoverso.
In particolare, tale verifica è espletata nel rispetto di un predeterminato piano dei controlli,
approvato dal Ministero, conforme al modello approvato con il DM 14 giugno 2012, pubblicato in
G.U. n. 150 del 29.06.2012.


Allegato 1 - Vitigni idonei alla produzione del vino ad indicazione geografica tipica ALTA
VALLE DELLA GREVE
1. Abrusco N.
2. Albana B.
3. Albarola B.
4. Aleatico N.
5. Alicante Bouschet N.
6. Alicante N.
7. Ancellotta N.
8. Ansonica B.
9. Barbera N.
10. Barsaglina N.
11. Biancone B.
12. Bonamico N.
13. Bracciola Nera N.
14. Cabernet Franc N.
15. Cabernet Sauvignon N.
16. Calabrese N.
17. Caloria N.
18. Canaiolo Bianco B.
19. Canaiolo Nero N.
20. Canina Nera N.
21. Carignano N.
22. Carmenere N.
23. Cesanese D’Affile N.
24. Chardonnay B.
25. Ciliegiolo N.
26. Clairette B.
27. Colombana Nera
28. Colorino N.
29. Durella B.
30. Fiano B.
31. Foglia Tonda N.
32. Gamay N.
33. Grechetto B.
34. Greco B.
35. Groppello di Santo Stefano N.
36. Groppello Gentile N.
37. Incrocio Bruni 54 B.
38. Lambrusco Maestri N.
39. Livornese Bianca B.
40. Malbech N.
41. Malvasia Bianca di Candia B.
42. Malvasia Bianca lunga B.
43. Malvasia Istriana B.
44. Malvasia N.
45. Malvasia Nera di Brindisi N.
46. Malvasia Nera di Lecce N.
47. Mammolo N.
48. Manzoni Bianco B.
49. Marsanne B.
50. Mazzese N.
51. Merlot N.
52. Mondeuse N.
53. Montepulciano N.
54. Moscato Bianco B.
55. Muller Thurgau B.
56. Orpicchio B.
57. Petit manseng B.
58. Petit verdot N.
59. Pinot Bianco B.
60. Pinot Grigio G.
61. Pinot Nero N.
62. Pollera Nera N.
63. Prugnolo Gentile N.
64. Pugnitello N.
65. Rebo N.
66. Refosco dal Peduncolo rosso N.
67. Riesling Italico B.
68. Riesling Renano B.
69. Roussane B.
70. Sagrantino N.
71. Sanforte N.
72. Sangiovese N.
73. Sauvignon B.
74. Schiava Gentile N.
75. Semillon B.
76. Syrah N.
77. Tempranillo N.
78. Teroldego N.
79. Traminer Aromatico Rs
80. Trebbiano Toscano B.
81. Verdea B.
82. Verdello B.
83. Verdicchio Bianco B.
84. Vermentino B.
85. Vermentino Nero N.
86. Vernaccia di San Gimignano B.
87. Viognier B.

 



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21.09.2020

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21.09.2020

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18.09.2020

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15.09.2020

Proposta di modifica del disciplinare di produzione della igp Carota dell'Altopiano del Fucino. Proposta di modifica ordinaria del disciplinare di produzione della docg Greco di Tufo,Fiano di Avellino e Taurasi

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10.09.2020

Le terre, le vigne, le ville è il nuovo libro, presentato a Villa San Fermo di Lonigo (VI), realizzato dal Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza per celebrare il suo territorio.

Legge-12-12-2016 n 238

10.08.2020

Decreto-legge n. 76 del 16 luglio 2020, art.43 che modifica il testo dell'art. 38 del Testo unico del vino, legge n. 238 del 12 dicembre 2016. Disposizioni applicative

Modifiche temporanee

06.08.2020

Modifiche temporanee :Franciacorta DOCG, Chianti Classico DOCG, Morellino di Scansano DOCG, Barolo DOCG, Barbaresco DOCG

Olio Lucano

02.08.2020

Disciplinare di produzione di Olio Lucano Igp. Protezione transitoria accordata a livello nazionale alla denominazione «Olio Lucano» per la quale e' stata inviata istanza alla Commissione europea per la registrazione come indicazione geografica protetta.

Radicchio di Chioggia

27.07.2020

Modifica minore del disciplinare di produzione della denominazione «Radicchio di Chioggia» registrata in qualita' di indicazione geografica protetta in forza al regolamento (CE) n. 1025 del 17 ottobre 2008.

Provolone del Monaco Dop

22.07.2020

Il «Provolone del Monaco» ha un profondo legame con l'ambiente che si evidenzia in tutta la filiera del prodotto. L'allevamento dei bovini, infatti, nei Monti Lattari - Penisola Sorrentina risale al 264 a.C., epoca in cui i Picentini, i primi abitanti di questi monti, furono deportati dalle Marche dai vincenti Romani. I Picentini spostando dal territorio di origine i loro armenti e le loro masserizie trasformarono lo spazio sottratto ai boschi in terreno coltivabile, incominciando l'attività agricola e di allevamento di animali domestici, specialmente di bovini ad attitudine lattifera, al punto che per le eccezionali produzioni e qualità del latte i monti furono denominati «Lactaria Montes».

Piacentinu Ennese Dop

21.07.2020

Il “Piacentinu Ennese” è un formaggio a pasta compatta pressata ottenuto con latte ovino intero, crudo ad acidità naturale di fermentazione, prodotto dalle razze ovine autoctone siciliane Comisana, Pinzirita, Valle del Belice e loro meticci. La caratteristica peculiare del Piacentinu ennese consiste nell’aggiunta di zafferano al latte durante il processo di caseificazione. E' prodotto nell’intero territorio dei Comuni di Enna, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera, Villarosa della provincia amministrativa di Enna.

Pecorino Siciliano Dop

21.07.2020

Il Pecorino Siciliano DOP è un formaggio di forma cilindrica a facce piane o leggermente concava quella superiore, a latte crudo e a pasta semicotta e viene immesso al consumo nelle tipologie Fresco, Semistagionato e Stagionato. Viene prodotto nell’ambito del territorio della Regione Sicilia.

Vino Nobile di Montepulciano

18.07.2020

È previsto l’inserimento dell’obbligo di riportare in etichetta il termine geografico più ampio «Toscana», in aggiunta alla denominazione di origine protetta «Vino Nobile di Montepulciano». La modifica consente di fornire una informazione precisa sulla provenienza geografica dei vini. La modifica riguarda il documento unico alla sezione 9 ed il disciplinare all’articolo 7.

Pecorino del Monte Poro Dop

17.07.2020

Il Pecorino del Monte Poro DOP è un formaggio di latte ovino prodotto in alcuni comuni della zona del Monte Poro in provincia di Vibo Valentia. E' stato iscritto nel registro europeo delle dop e igp con provvedimento del 7 luglio 2020

Mozzarella di bufala campana Dop

13.07.2020

Ecco da dove deriva il termine mozzarella : I primi riferimenti storici si hanno a partire dal XII secolo, quando i monaci del Monastero di San Lorenzo in Capua (Caserta) offrivano ai pellegrini una “mozza” o “provatura” accompagnata con un pezzo di pane. Il termine mozzarella deriva da ‘mozzare’ ed indica l’operazione che il casaro compie ancora oggi

Mele del Trentino IGP

06.07.2020

Il nome «Mele del Trentino» (IGP) è registrato.

Cose curiose

03.07.2020

“Primitivo”. Cosi lo chiamò, per la precocità della maturazione delle sue uve, colui che l'aveva selezionato, nel settecento, in un vigneto di proprietà della Canonica di Gioia del Colle: il primicerio don Francesco Filippo Indellicati.

Nuovi vitigni

28.06.2020

Modifiche ed integrazioni al registro nazionale delle varieta' di vite con DECRETO 9 giugno 2020 

Piacentinu Ennese

24.06.2020

DM 7684 del 18/06/2020 Designazione del “Consorzio Ricerca Filiera Lattiero-Casearia - CoRFiLaC” quale autorità pubblica incaricata ad effettuare i controlli per la denominazione di origine “Piacentinu Ennese”, registrata in ambito Unione europea.

Regolamento ue 251-2014

21.06.2020

Legislazione del vino : REGOLAMENTO (UE) N. 251/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l’etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e che abroga il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio

Finocchiona 12-06-2020

15.06.2020

Modifica del disciplinare di produzione della IGP Finocchiona

Amatriciana Tradizionale

14.06.2020

La denominazione «Amatriciana Tradizionale» (STG) è registrata con comunicazione di Bruxelles, il 6 marzo 2020

Formaggi

14.06.2020

Elenco aggiornato di tutti i formaggi italiani Dop/Igp con disciplinari di produzione

Veronelli 2020

17.10.2019

Guida Oro I Vini di Veronelli 2020

Gambero rosso 2020

06.10.2019

Elenco completo de I Tre Bicchieri della guida Vini d’Italia 2020 del Gambero Rosso

 

Parole importanti

STG 

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Ultimi aggiornamenti:

10.08.2020

Barolo Docg

 

Contiene  il decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della
denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Barolo”.
 
La Docg “Barolo” è riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione, per le tipologie:  «Barolo», «Barolo» riserva, «Barolo» e «Barolo» riserva con una delle «menzioni geografiche aggiuntive» riportate al successivo art. 8 alle quali può essere aggiunta la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale. Devono essere ottenuti da uve provenienti dai vigneti composti esclusivamente dal vitigno Nebbiolo.
La zona di origine delle uve atte a produrre i vini Docg «Barolo» include l'intero territorio dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d'Alba ed in parte il territorio dei comuni di Monforte d'Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Cherasco e Roddi ricadenti nella provincia di Cuneo.
 

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10.08.2020

Barbaresco Docg

 

Contiene le modifiche del decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Barbaresco”.

La zona di origine delle uve atta a produrre i vini Docg «Barbaresco» comprende l'intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso (già frazione di Barbaresco) e la parte della frazione «San Rocco Senodelvio» già facente parte del comune di Barbaresco ed aggregata al comune di Alba con decreto del Presidente della Repubblica 17 aprile 1957, n. 482, ricadenti nella provincia di Cuneo.

 

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10.08.2020

Chianti Classico Docg

 

Contiene "Decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della  denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Chianti Classico”. DM 30/07/2020 - La zona di produzione della DOP ”Chianti Classico”si estende per 71.800 ettari, è situata al centro della Regione Toscana e comprende parte del territorio delle province di Firenze (30.400 ettari) e Siena (41.400). In particolare fanno interamente parte della zona i Comuni di Greve in Chianti, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti. Vi rientrano invece parzialmente i Comuni di San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi.Tale zona è delimitata con decreto interministeriale 31 luglio 1932, confermata e regolata autonomamente dall’articolo 6 del Decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61.

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10.08.2020

Franciacorta Docg

 

Contiene " Decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Morellino di Scansano”.
La zona di produzione delle uve, destinate alla elaborazione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Franciacorta”, ricade nella provincia di Brescia e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto il territorio dei comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Cortefranca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d’Iseo, Cellatica e Gussago, nonché la parte del territorio dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato e Cazzago S. Martino che si trova a nord delle ex strade statali n. 573 e n. 11 e parte del territorio del comune di Brescia.

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10.08.2020

Morellino di Scansano Docg

 

Contiene le modifiche di Luglio 2020 - La zona di produzione delle uve rientra nella Regione Toscana e comprende integralmente il comune di Scansano e parte dei comuni di Campagnatico, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna, Semproniano, tutti ricadente in provincia di Grosseto.

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28.07.2020

delle Venezie Doc - Beneških okolišev

 

 

La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a denominazione d'origine controllata “delle Venezie” comprende la Provincia autonoma di Trento e le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.
L’elemento unificante nella storia vitivinicola delle Venezie è stata la presenza della Repubblica di Venezia le cui attività agricole si estendevano dalle terre d’Istria al Trentino. L’immagine del Leone infatti campeggia ancora sulle vecchie porte d’ingresso delle città “dominate dai commerci” dalla Serenissima o negli affreschi sui palazzi più importanti.

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18.07.2020

Riesi Doc

 

La zona di produzione ricade nella Regione Sicilia e comprende, in provincia di Caltanissetta, l’intero territorio amministrativo dei comuni di Butera, Riesi e Mazzarino.

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18.07.2020

Reno Doc

 

I terreni vocati alla qualità comprendono interamente o in parte i territori dei comuni di Imola, Dozza, Castel S. Pietro Terme, Castelguelfo, Medicina, Ozzano Emilia, Castenaso, Budrio, Granarolo Emilia, Bologna, S. Lazzaro di Savena, Bentivoglio, S. Giorgio di Piano, S. Pietro in Casale, Pieve di Cento, Castelmaggiore, Argelato, Castello d’Argile, Casalecchio di Reno, Calderara di Reno, Sala Bolognese, Zola Predosa, Crespellano, Anzola Emilia, S. Giovanni in Persiceto, S. Agata Bolognese, Crevalcore e Bazzano, ricadenti in provincia di Bologna e Ravarino, Nonantola, Castelfranco E., S. Cesario S.P., Savignano S.P. , ricadenti in provincia di Modena.

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18.07.2020

Reggiano Doc

 

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con la denominazione di origine “Reggiano” ricade nella regione Emilia-Romagna e comprende parte del territorio della provincia di Reggio Emilia. I vini “Reggiano” Lambrusco (nelle diverse versioni frizzante, spumante, ecc.), possono essere prodotti su un vasto territorio che comprende 35 comuni della provincia. I vini “Reggiano” Lambrusco Salamino (nelle diverse versioni), “Reggiano” Rosso (nelle diverse versioni) e “Reggiano” Bianco spumante possono essere prodotti solo in particolari zone del territorio provinciale, più ristrette, che comprendono un numero più limitato di comuni.

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18.07.2020

Prosecco Doc

 

**Contiene modifiche del 31/07/2020

L’area di produzione dei vini della denominazione "Prosecco" comprende i territori delle seguenti province: Vicenza, Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste.

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18.07.2020

Primitivo di Manduria Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione del vino “Primitivo di Manduria” ricade nelle provincie di Taranto e Brindisi.
In provincia di Taranto: Manduria, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico,San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano, Sava, Torricella, Maruggio, Avetrana, e quello della frazione di Talsano e delle isole amministrative del comune di Taranto, intercluse nei territori dei comuni di Fragagnano e Lizzano. In provincia di Brindisi i territori dei comuni di Erchie, Oria e Torre S.Susanna.

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09.07.2020

Pornassio o Ormeasco di Pornassio Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Pornassio» od «Ormeasco di Pornassio» ricade nella provincia di Imperia. Comprende i terreni vitati dei comuni Aquila d'Arroscia, Armo, Borghetto d'Arroscia, Montegrosso Pian Latte, Ranzo, Rezzo, Pieve di Teco, Vessalico e, per il solo versante tirrenico, comuni di Mendatica, Cosio d'Arroscia e Pornassio in Valle Arroscia; comune di Molini di Triora in Valle Argentina e versante orograficamente ricadente in Valle Arroscia del comune di Cesio.

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I disciplinari dei vini italiani e degli alimenti tutelati

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