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Ciliegia di Lari Igp - Pubblicazione della comunicazione di una modifica ordinaria approvata del disciplinare - 2025

Pubblicato da disciplinare
Ciliegia di Lari

Modifiche ordinarie del disciplinare approvate 
All'articolo 2 del disciplinare e al punto 3.2 del Documento Unico è stata modificata la descrizione del colore della buccia.
All'articolo 2 del disciplinare e al punto 3.2 del Documento Unico l'elenco varietale è stato integrato con le seguenti varietà: «Sweet Stephany, Arianna, Broox, Kassandra, Royal Tyoga.»
All'articolo 2 del disciplinare e al punto 3.2 del Documento Unico il calibro minimo è stato portato a 20 mm
Art. 2 e punto 3.2 del Documento Unico: inserimento limite di tolleranza
All'articolo 5 del disciplinare la densità massima di impianto e la resa massima sono state portate rispettivamente a 1 500 piante/ha e 150 q.li/ha
Art. 6 del disciplinare e punto 5 del Documento Unico: aggiornamento delle caratteristiche del colore del prodotto
Art. 8 del disciplinare e punto 3.5 del Documento Unico: riformulazione della descrizione del confezionamento

 

COMUNICAZIONE DELL'APPROVAZIONE DI UNA MODIFICA ORDINARIA

(Articolo 24 del regolamento (UE) 2024/1143)

«Ciliegia di Lari»

Numero di riferimento UE: PGI-IT-02855-AM01 — 23.7.2025

1.   Nome del prodotto

Ciliegia di Lari

2.   Tipo di indicazione geografica

☑

IGP

☐

DOP

☐

IG

3.   Settore

☑

Prodotti agricoli

☐

Vini

☐

Bevande spiritose

4.   Paese cui appartiene la zona geografica

Italia

5.   Autorità dello Stato membro che comunica la modifica ordinaria

Nome

Ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste

6.   Qualifica come modifica ordinaria

Le modifiche rientrano nella definizione di modifica standard di cui all'art. 24, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 2024/1143 in quanto non comprendono il cambiamento del nome, non rischiano di annullare il legame, non comportano ulteriori restrizioni alla commercializzazione del prodotto.

7.   Descrizione della o delle modifiche ordinarie approvate

Titolo

Art. 2 del disciplinare e punto 3.2 del Documento Unico: modifiche delle caratteristiche del prodotto

Descrizione

All'articolo 2 del disciplinare e al punto 3.2 del Documento Unico è stata modificata la descrizione del colore della buccia.

Il testo è stato così modificato:

«(...) con buccia lucente di colore dal giallo al rosso scuro fino al nero (...).»

☑

La modifica interessa il documento unico.

Titolo

Art. 2 del disciplinare e punto 3.2 del Documento Unico: aggiunta di nuove varietà

Descrizione

All'articolo 2 del disciplinare e al punto 3.2 del Documento Unico l'elenco varietale è stato integrato con le seguenti varietà:

«Sweet Stephany, Arianna, Broox, Kassandra, Royal Tyoga.»

☑

La modifica interessa il documento unico.

Titolo

Art. 2 e punto 3.2 del Documento Unico: modifica del calibro minimo

Descrizione

All'articolo 2 del disciplinare e al punto 3.2 del Documento Unico il calibro minimo è stato portato a 20 mm

☑

La modifica interessa il documento unico.

Titolo

Art. 2 e punto 3.2 del Documento Unico: inserimento limite di tolleranza

Descrizione

All'articolo 2 del disciplinare e al punto 3.2 del Documento Unico è stato inserito il seguente testo riferito alle caratteristiche sanitarie ed estetiche dei frutti:

«A tali caratteristiche è ammessa una tolleranza del 5 %.»

☑

La modifica interessa il documento unico.

Titolo

Art. 5 del disciplinare: modifica della densità massima di impianto e della resa massima

Descrizione

All'articolo 5 del disciplinare la densità massima di impianto e la resa massima sono state portate rispettivamente a 1 500 piante/ha e 150 q.li/ha

☐

La modifica interessa il documento unico.

Titolo

Art. 6 del disciplinare e punto 5 del Documento Unico: aggiornamento delle caratteristiche del colore del prodotto

Descrizione

All'articolo 6 del disciplinare e al punto 5 del Documento Unico, in coerenza con le modifiche apportate all'articolo 2 del disciplinare e al punto 3.2 del Documento Unico sono state aggiornate le caratteristiche del colore della buccia inserendo il seguente testo:

«(...) dal giallo al rosso scuro fino al nero (...)»

☑

La modifica interessa il documento unico.

Titolo

Art. 8 del disciplinare e punto 3.5 del Documento Unico: riformulazione della descrizione del confezionamento

Descrizione

Il primo paragrafo dell'articolo 8 del disciplinare e del punto 3.5 del Documento Unico è stato riformulato nel seguente modo, con inserimento di specifiche relative alla vendita al dettaglio di frutti sfusi:

«La “Ciliegia di Lari” destinata al consumo fresco può essere immessa in commercio in confezioni di vari materiali, idonei al contatto con gli alimenti.

E’ consentita la vendita al dettaglio di frutti sfusi prelevati da contenitori esposti al pubblico e identificati con tutti gli elementi di etichettatura presenti nel disciplinare.»

☑

La modifica interessa il documento unico.

DOCUMENTO UNICO

Denominazioni di origine e indicazioni geografiche dei prodotti agricoli

«Ciliegia di Lari»

Numero di riferimento UE: PGI-IT-02855-AM01 — 23.7.2025

1.   Denominazione/denominazioni

Ciliegia di Lari

2.   Tipo di indicazione geografica

☐

DOP

☑

IGP

☐

IG

3.   Paese cui appartiene la zona geografica delimitata

Italia

4.   Descrizione del prodotto agricolo

4.1.   Classificazione del prodotto agricolo in riferimento alla voce e al codice della nomenclatura combinata, a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento (UE) 2024/1143

0809 — Albicocche, ciliegie, pesche (comprese le pesche noci), prugne e prugnole, fresche

0809 29 — altre

4.2.   Descrizione del prodotto agricolo cui si applica il nome registrato

L'Indicazione Geografica Protetta «Ciliegia di Lari», designa il frutto del ciliegio dolce, Prunus avium L., famiglia delle Rosaceae, di una ampia gamma varietale, con polpa da poco consistente fino ad una polpa consistente e croccante, con buccia lucente di colore dal giallo al rosso scuro fino al nero, e presenza di diverse varietà locali (Roselli, G., Mariotti, P., Il germoplasma del ciliegio – 1. Provinciadi Pisa, ARSIA e CNR Istituto sulla Propagazione delle Specie Legnose, Firenze, 1999) che arricchiscono l'offerta e la caratterizzano ulteriormente, di seguito indicate:

Adriana, Big star, BigarreauMoreau, Bigarreau Burlat, Bigarreau Napoleon,Black star, celeste,Durone di Vignola, Early bigi, Early Korvik, Early star, Folfer, Ferrovia, Giorgia, Grace star, Isabella, Kordia, Kossara, Lala star, Lapins, Lory strong, New star, Prime Giant, Regina, Rita, Rocket, Sabrina, Samba, Sandra, Sylvia, SMS 280, Stella, Summer charm, Sunburst, Sweet Early, Sweet Heart, Van, Vera, Frisco, Royal Helen, Red Pacific, Nimba, Marysa, Durone giallo, Bella di Pistoia, Durone nero I, Sweet Stephany, Arianna, Broox, Kassandra, Royal Tyoga.

Cultivar autoctone e tradizionali: Crognolo, Cuore, Del Paretaio, Di Giardino, Di Nello, Di Guglielmo, Gambolungo, Marchiana, Morella, Papalina, Orlando, Precoce di Cevoli, Siso, Usigliano.

Caratteristiche qualitative:

—

·Sapore naturalmente dolce e fruttato;

—

·Frutti provvisti di peduncolo;

—

·Gradi brix non inferiori a 14°

Calibro:

I fruttidestinati al consumofresco devono avereun calibro minimo di 20 mm, fatti salvi i frutti appartenenti alle varietà autoctone e tradizionali per i quali è ammessa una pezzatura minima di 13 mm.

Caratteristiche sanitarie ed estetiche dei frutti:

—

·integri, senza danni;

—

·puliti, privi di sostanze estranee visibili;

—

·sani, esenti da marciumi e da residui visibili di prodotti fitosanitari;

—

·esenti da parassiti.

A tali caratteristiche è ammessa una tolleranza del 5 % in peso dei frutti.

I frutti destinati esclusivamente alla trasformazione possono essere privi del peduncolo, parzialmente integri e senza limiti di pezzatura fermi restando gli altri requisiti richiesti dal Disciplinare di Produzione. Tali frutti possono fregiarsi della I.G.P. «Ciliegia di Lari» ma non possono essere destinati tal quali al consumatore finale.

4.3.   Deroghe alla provenienza dei mangimi (solo per i prodotti di origine animale designati da una denominazione di origine protetta) e restrizioni alla provenienza delle materie prime (solo per i prodotti trasformati designati da un'indicazione geografica protetta)

—

4.4.   Fasi specifiche della produzione che devono avvenire nella zona geografica identificata

La coltivazione della «Ciliegia di Lari» deve avvenire nell'area delimitata di cui al punto 4.

4.5.   Norme specifiche in materia di confezionamento, affettatura, grattugiatura ecc. del prodotto cui si riferisce il nome registrato

La «Ciliegia di Lari» destinata al consumo fresco può essere immessa in commercio in confezioni di vari materiali, idonei al contatto con gli alimenti.

E’ consentita la vendita al dettaglio di frutti sfusi prelevati da contenitori esposti al pubblico e identificati con tutti gli elementi di etichettatura presenti nel disciplinare.

Le ciliegie destinate alla trasformazione, che non possono essere destinate al consumatore finale come frutti freschi, possono essere vendute «alla rinfusa» in imballaggi o contenitori conformi alla normativa vigente, che riportino oltre alle indicazioni di legge, su almeno uno dei lati, con caratteri leggibili e visibili la dicitura «Ciliegia di Lari» IGP da destinare alla trasformazione”.

4.6.   Norme specifiche sull'etichettatura del prodotto agricolo cui si riferisce il nome registrato

Su ogni confezione devono essere apposte le seguenti indicazioni:

a)

CILIEGIA DI LARI IGP;

b)

Logo della «Ciliegia di Lari» di seguito descritto;

c)

Simbolo europeo della IGP nello stesso campo visivo del logo di cui al punto b);

d)

Nome, ragione sociale indirizzo del confezionatore.

È inoltre consentito l'uso di indicazioni che facciano riferimento ad aziende, nomi, ragioni sociali, marchi privati, consorzi, purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l'acquirente/consumatore.

Per le ciliegie destinate alla trasformazione, gli imballaggi o contenitori, devono riportare oltre alle indicazioni di legge, su almeno uno dei lati, con caratteri leggibili e visibili la dicitura «Ciliegia di Lari» IGP da destinare alla trasformazione.

Il logo della «Ciliegia di Lari» IGP è il seguente:

 

Ciliegia di lari

 

Sulle diverse confezioni potranno variare le dimensioni del logo mantenendo la proporzione delle dimensioni standard.

4.7.   Delimitazione concisa della zona geografica

La zona di produzione della Indicazione Geografica Protetta «Ciliegia di Lari» comprende il territorio amministrativo dei seguenti comuni: Casciana Terme Lari, Terricciola e Crespina Lorenzana.

5.   Legame con la zona geografica

Il legame causale con l'origine geografica si basa su

☑

reputazione

☑

una determinata qualità

☑

altre caratteristiche

Sintesi del legame

La richiesta di riconoscimento della «Ciliegia di Lari» si basa sulla sua storica reputazione costruita sulla qualità del prodotto, una qualità dovuta a fattori specifici della zona geografica che favoriscono la coltivazione del ciliegio: fattori pedologici e climatici, agronomici, sociali, culturali ed economici. Tali fattori agiscono in connessione tra loro ed hanno determinato la notorietà del prodotto rispetto al luogo, tanto da identificarlo con il nome di Lari.

La lunga storia produttiva della «Ciliegia di Lari» ha portato alla costruzione di solidi rapporti con i consumatori, che ne apprezzano la sua particolare qualità distintiva (naturale dolcezza) e, in sede di acquisto, ne riconoscono il maggiore prezzo rispetto a ciliegie di altra provenienza.

L'area geografica delimitata indicata al punto 4 ha da sempre rappresentato un territorio di concentrazione della produzione delle ciliegie, come dimostrato da studi e censimenti storici e recenti (Basso M., Natali S.,1959; Funghi A., 2004; AA.VV., a cura di Massai R., 2013).

Il territorio di produzione della «Ciliegia di Lari» è contraddistinto dalla presenza di terreni e condizioni climatiche particolarmente idonee per la coltivazione del ciliegio, le quali influenzano direttamente la qualità dei frutti, riconducibile alla naturale dolcezza (gradi Brix).

La tessitura dei terreni, assieme al regime termo-pluviometrico, sono i due parametri che caratterizzano la zona di produzione della «Ciliegia di Lari» e che sono in grado di influenzare la qualità dei frutti (dolcezza espressa in gradi Brix).

—

Le caratteristiche fisiche (composizione in sabbia, limo, argilla) dei suoli agrari dell'area, grazie alla riserva di acqua che solitamente sono in grado d'immagazzinare, danno ai coltivatori la possibilità di avere piante con un equilibrato sviluppo durante tutte e tre le fasi fenologiche, fioritura, allegagione e maturazione, cruciali per l'ottenimento di frutti con un'ottima concentrazione zuccherina (gradi Brix).

—

Il regime termo-pluviomentrico della zona di produzione si caratterizza per la presenza di molti fattori positivi per l'ottenimento di ciliegie naturalmente dolci e l'assenza di fattori limitanti: la zona non è particolarmente interessata da gelate tardive che possano compromettere la fioritura; le miti temperature primaverili e una contemporanea moderata piovosità, assicurano un'ottima fioritura e allegagione così come le non frequenti piogge durante la fase finale di maturazione del frutto limitano le problematiche di spaccatura delle ciliegie.

— La lunga esperienza accumulata dagli agricoltori nella coltivazione del ciliegio, ha permesso di valorizzare al meglio il rapporto vocazione territoriale/potenzialità delle diverse varietà, connubio fondamentale per l'ottenimento di frutti di qualità.

L'assortimento varietale della «Ciliegia di Lari» è ampio e deriva dalla sintesi equilibrata operata dai produttori fra la capacità di adattamento all'ambiente ed il gradimento suscitato nel consumatore, ovvero la consolidata e riuscita combinazione fra questa ciliegia, l'ambiente e le risorse umane esistenti.

La gamma varietale, con polpa da poco consistente fino ad una polpa consistente e croccante, con buccia lucente di colore dal giallo al rosso scuro fino al nero, è inoltre caratterizzata dalla presenza di diverse varietà locali (Roselli, G., Mariotti, P., Il germoplasma del ciliegio – 1. Provincia di Pisa, ARSIA e CNR Istituto sulla Propagazione delle Specie Legnose, Firenze, 1999) che arricchiscono l'offerta e la caratterizzano ulteriormente.

La «Ciliegia di Lari» nei media

Tra le pubblicazioni dove viene citata la «Ciliegia di Lari», L'Italia del biologico, 2002, pag. 86, Guida Touring Club italiano; Elena Tedeschi, Toscana inconsueta. Appunti ed itinerari per viaggiare oltre, 2017, Ed. goWare; Frutta e Ortaggi in Italia, 2005, Guida Touring Club italiano.

Notorietà nel passato e nel presente. Il breve cinegiornale di rilevanza nazionale, " La settimana INCOM 01925 – Italia, Lari (Pisa): quarta sagra delle ciliegie (26 maggio 1960), realizzato dalla società cinematografica INCOM rilevata poi dall'Istituto Luce, dimostra come la denominazione «Ciliegia di Lari» è sin da allora presente nel linguaggio comune e commerciale.

Tutt'oggi la produzione cerasicola dell'area delimitata è sinonimo di bontà e dolcezza e ciò rende riconoscibile il frutto ai consumatori anche nei punti vendita della Grande Distribuzione Organizzata dove il prodotto viene venduto utilizzando la denominazione «Ciliegia di Lari».

L'insieme di tutti questi fattori ha fatto sì che i consumatori abbiano identificato e tutt'oggi identifichino la produzione dell'area indicata nel precedente articolo 3 come «Ciliegia di Lari».

Riferimenti storici

Come riportato da diversi autori, la coltivazione della «Ciliegia di Lari» affonda antiche radici nel territorio delle colline pisane e l'esperienza degli agricoltori del luogo, acquisita di generazione in generazione, con continua ricerca e messa in atto di specifiche tecniche colturali, ha determinato le condizioni affinché la coltivazione della «Ciliegia di Lari» si consolidasse con successo nel tempo, fino a costituire anche un patrimonio storico-tradizionale e culturale di un territorio che trova in Lari il polo principale di conservazione e sviluppo.

Storicamente vari documenti scritti evidenziano la secolare cultura e tradizione della coltivazione della ciliegia nei territori delimitati nell'articolo 3: sin dal XVIII secolo nel mercato sotto le Logge di Lari (uno dei più grandi e prestigiosi della provincia di Pisa fino agli anni '50 del XX secolo) primeggiava la ciliegia la quale era fortemente apprezzata dai grossisti e dai consumatori sia per la sua bontà, sia per la precocità, fatti che contribuirono a dare una ulteriore spinta alla produzione anche perché il collocamento avveniva a prezzi remunerativi. (Tremolanti E., Profilo storico delle cultivar di ciliegio con particolare riguardo al territorio larigiano, in Spunti di Natura economica: cenni di storia di cerealicoltura, panificazione, viticoltura e cultivar di ciliegio, CLD Libri, Calcinaia (Pi), 2010).

Vista l'importanza economica e culturale che la ciliegia aveva assunto per l'economica larigiana, grazie all'iniziativa di alcuni paesani, nel 1957 si tenne così a Lari la prima ciliegia senza dubbio una delle più vecchie, delle più conosciute e delle più frequentate da centinaia e centinaia di visitatori. Dal 1957, ben 66 "Feste delle ciliegie si sono tenute senza soluzione di continuità sino ad oggi, a testimonianza, insieme alla presenza su diverse pubblicazioni, dell'importanza economica e culturale della ciliegia per il territorio che storicamente la produce.

L'apprezzamento nei trasformati è testimoniato da ricette dolciarie presenti sul web, come riportato nei siti popcuisine.it e gazzettadelgusto.it, ed anche da ricette pubblicate in libri di cucina (Il gelato a modo mio, di Simone Bonini Ed. Giunti 2016).

Riferimento elettronico (URL) alla pubblicazione del disciplinare

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