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Disciplinare di produzione della Denominazione di Origine Protetta "Pomodoro San Marzano dell.Agro Sarnese-Nocerino " (Iscrizione nel "Registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette" ai sensi del Reg. CE n. 1263/96) Il testo di seguito riportato contiene le modifiche proposte dal Consorzio di Tutela ed approvate, con Protezione transitoria nazionale, con DM 24.09.09 (pubblicato sulla G.U. n. 238 del 13 ottobre 2009).
Il presente testo, in ogni caso, non sostituisce i documenti ufficiali sopra indicati.


ART.1
La Denominazione di Origine Protetta (DOP) "Pomodoro San Marzano dell’Agro SarneseNocerino" è riservata al pomodoro che risponde alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dalle norme del presente disciplinare di produzione e trasformazione.


ART. 2
La Denominazione d’Origine Protetta (DOP): "Pomodoro San Marzano dell’Agro SarneseNocerino", senza altra qualificazione, è riservata al pomodoro pelato ottenuto da piante delle varietà S. Marzano 2 e KIROS (ex Selezione Cirio 3).
Possono concorrere alla produzione di detto pomodoro, anche linee ottenute a seguito di miglioramento genetico dell’ecotipo S. Marzano sempre che, sia il miglioramento che la coltivazione, avvengano nell’ambito del territorio così come delimitato nel successivo art. 3 e presentino caratteristiche conformi allo standard di cui all’art. 5.


ART. 3
Il pomodoro ottenuto dall’ecotipo S. Marzano 2 e KIROS o da linee migliorate, per avvalersi della Denominazione di Origine Protetta (DOP): "Pomodoro San Marzano dell’Agro  SarneseNocerino" deve essere prodotto da aziende agricole e trasformato da aziende industriali entrambi ricadenti nelle aree territoriali così delimitate:
PROVINCIA DI SALERNO:
L’intero territorio dei comuni di S. Marzano, Scafati, S. Valentino Torio;
Comune di Baronissi: a nord dal Km 10 della strada S.S. 88 - confine territorio comune di Fisciano, Ponte S. Chirico - abitato Orignano, ad ovest dal Km 10 della Statale 88 - Località
Cariti al di sopra della S.S. 88 - Casa Fumo - Casa Mari - CasaI Siniscalco . 100 m. al di sopra della strada S.S. 88, ad est dell’ abitato di Origliano - Masseria Petrone - Casa Faiella - S.
Maria delle Grazie - Strada Comunale S. Agnese e Caprecano a sud da Casa Siniscalchi - Casa Napoli sotto Monticello - Casa Staccarulo - Stradina Comunale Staccarulo e abitato Caprecano.
Comune di Fisciano: da località Baliano, i Tessitori, ad est del proprio confine al Km 12 della S.S. 88, segue limite comunale fino alla località Piazza di Pandola, Madonna del Soccorso,
Canfora, Pizzolano, Bivio Strada Villa, La Sala, Bivio Strada Carpineta, Località Cappuccino, Borgo Penta, fino a località Bolano.
Comune di Mercato S. Severino: zona nord compresa all’interno della strada provinciale
Cimitero - Pendino - Costa - Priscoli - Torello - Carifi - Galdo - Ciorani - Piedimonte - Torrente Lavinaro - Capocasale S. Vincenzo - Centro abitato Mercato San Severino - S.S. 88 - Pandola - Acigliano - S. Mango - Confine territorio Avellino - Ferrovia fino a centro abitato Mercato S. Severino (territorio compreso tra la ferrovia e la strada S.S. Nazionale) fino a Grafone; zona
sud compresa fra la frazione Curteri - S. Angelo - Ospizio - Piazza del Galdo - S. Eustachio (territorio compreso tra la Nazionale e la Provinciale Pendino) - Costa - Casa Lombardi.
Comune di Siano: da località Torello - limite comunale - strada Castel S. Giorgio-Siano - verso nord - centro abitato Siano - Cimitero . Campo Manfoli fino a ricongiungersi con Torello.
Comune di Castel S. Giorgio: da Codola - lungo il confine comunale fino a S. Maria a favore - da qui per Aiello - Campo Manfoli - lungo il confine comunale fino a Torello. Da Frazione S. Croce tutta la zona a sud della S.S. 266 fino a ricongiungersi con Codola.
Comune di Roccapiemonte: intero territorio comunale con esclusione della zona ad est della strada provinciale Camerelle - S. Severino.
Comune di Nocera Superiore: zona nord - da Masseria La Starza - Strada Provinciale S. Maria delle Grazie - Sant’ Onofrio - Croce Mallone - Iroma - Materdomini - ad ovest da Masseria La Starza per tutto il confine con il Comune di Nocera Inferiore fino a Croce S. Pietro. Ad est dalla frazione Materdomini - Strada Provinciale Materdomini - Casa Rinaldi - Pecorari - Linea Ferroviaria fino al confine territorio Cava dei Tirreni - Loc. Camerelle. A sud tutta la zona sottostante la S.S. 18 e Torrente Cavaiola, con inizio da confine territorio Nocera Inferiore e fino al confine con Cava dei Tirreni.
Comune di Nocera Inferiore: l’intero territorio comunale con esclusione del centro urbano e dell’intera zona a sud della S.S. 18.
Comune di Sarno: l’intero territorio comunale con esclusione della zona N.E. del tracciato:
sorgente S. Marino, Masseria Scarola, Ponte Alaria, Centro urbano, Cimitero, S. Maria della Foce, La Marmora, fino al confine provinciale.
Comune di Pagani: l’intero territorio comunale con esclusione della zona sud della strada S. Lorenzo.Pagani.
Comune di S. Egidio Monte Albino: l’intero territorio comunale con esclusione della zona a sud della strada intercomunale Angri.Pagani.
Comune di Angri: l’intero territorio comunale con esclusione dell’intera zona a sud dell’acquedotto dell’ Ausino.
PROVINCIA DI AVELLINO:
Comune di Montoro Superiore: da Sud - frazione di Caliano - Strada per S. Eustachio, Casa Castello. Ad Est verso Cimitero - località Mercatello. Ad Est segue il confine comunale fino a
ricongiungersi con località Caliano.
Comune di Montoro Inferiore: da Sud - località Piazza di Pandola seguendo limite provinciale verso Est, incrocio con linea ferroviaria fino all’incrocio con S.S. 88. Segue zona Ovest S.S. 88 fino al limite abitato, Preturo - strada ferrata. Zona Ovest fino a Ponte di Borgo - segue fino ad abitato Borgo . località Marcatello, e da qui verso Sud lungo confine territorio comunale fino ad incrocio strada comunale Piano-S. Pietro. Prosegue a Sud per Ponte Leone fino a ricongiungersi con Piazza di Pandola.
PROVINCIA DI NAPOLI:
L’intero territorio dei comuni di Boscoreale, Poggiomarino, Pompei, S. Antonio Abate, S. Maria La Carità, Striano.
Comune di Gragnano: da frazione S. Leone segue Strada Provinciale Gragnano - Pimonte  - Castellammare - Pompei - S. Antonio Abate . Lettere, fino a ricongiungersi con la frazione S.
Leone.
Comune di Castellammare di Stabia: da Strada comunale Gragnano-Castellammare con inizio confine territorio Gragnano località Sommozzariello, segue linea ferroviaria fino a località
Muscariello, devia a Est verso località Tavemola fino a Masseria di Somma e continua lungo il confine comunale fino a ricongiungersi con località Sommozzariello.
Altri Comuni: Acerra, Afragola, Brusciano, Caivano, Camposano, Casalnuovo, Castello di Cisterna, Cicciano, Cimitile, Mariglianella, Marigliano, Nola, Palma Campania, Pomigliano d.Arco, Scisciano, S. Vitaliano.
L’area sopraddetta è riportata nella cartina della provincia di Salerno con propaggine nelle province di Napoli e Avellino ed è stata perimetrata sulle carte dell’I.G.M.I. a 125.000 che fanno parte integrante del presente Disciplinare. Tutti i Comuni sono inclusi nell’Agro SarneseNocerino e zone viciniori e sono interessati, per la parte di pianura e come utilizzazione, alla zona seminati va irrigua o irrigabile.
La parte collinare o a basso rilievo è naturalmente esclusa, non essendo irrigua.


ART. 4
Le condizioni ambientali e di coltura del territorio destinato alla produzione del pomodoro di cui all’art. 3 devono essere quelle tradizionali e comunque atte a conferire al pomodoro le proprie caratteristiche descritte nel successivo art. 5.
Dal punto di vista morfologico, il comprensorio dell’Agro Sarnese-Nocerino si estende nella pianura del Sarno che è ricoperta per la maggior parte da materiale piroclastico di origine vulcanica.
Dal punto di vista strettamente pedologico, i terreni dell’Agro Sarnese-Nocerino si presentano molto profondi, soffici, con buona dotazione di sostanza organica ed un’elevata quantità di fosforo assimilabile e di potassio scambiabile.
L’idrologia del territorio è molto ricca per la presenza di numerose sorgenti e di abbondanti falde a diversa profondità. L’acqua per uso irriguo, in genere viene derivata da pozzi che si alimentano direttamente dalla falda freatica.
Circa il clima, l’ Agro Sarnese-Nocerino risente della benefica influenza del mare. Le  escursioni termiche non sono notevoli e qualora il termometro scende al disotto dello zero, non vi
permane a lungo; la grandine è una meteora piuttosto rara. I venti dominanti sono il Maestro del Nord e lo Scirocco del Sud. Le piogge sono abbondanti in autunno, inverno e primavera;
scarse o quasi nulle nell’estate. Sebbene le piogge difettino nei mesi estivi, l’umidità relativa dell’aria si mantiene piuttosto alta; il trapianto, di norma, si esegue nella prima quindicina del mese di aprile, però può protrarsi fino alla prima decade di maggio.
II sesto di impianto deve essere minimo di 40 cm sulla fila e 110 cm tra le file.
La forma di allevamento esclusiva deve essere quella in verticale con tutori idonei e fili orizzontali. Sono ammesse, oltre alle normali pratiche colturali, sia la spollonatura che la cimatura. E’ vietata ogni pratica di forzatura tendente ad alterare il ciclo biologico naturale del pomodoro, con particolare riguardo alla maturazione.
La raccolta dei frutti è compresa tra il 30 luglio ed il 30 settembre e deve essere eseguita esclusivamente a mano, in maniera scalare, quando essi raggiungono la completa maturazione, ed avviene in più riprese.
I frutti raccolti devono essere sistemati e trasportati in contenitori di plastica la cui capienza è di circa Kg 25 a 30 Kg. Per il trasporto all.industria di trasformazione, le bacche arrivate al centro di  raccolta aziendale e/o collettivo possono successivamente essere trasferite in cassoni, singolarmente identificati, che non superino i 2,5 quintali.
La resa massima è di circa 80 tonnellate per Ha e la resa in prodotto trasformato non raggiunge valori superiori all.80%.
Dal punto di vista produttivo le principali operazioni tecnologiche previste per la preparazione dei prodotti industriali (pelati) sono le seguenti:
pomodori pelati interi: lavaggio e cernita - pelatura - separazione pelli - cernita prodotto - inscatolamento - aggiunta liquido di governo a pressione atmosferica o sotto vuoto -
aggraffatura - sterilizzazione - raffreddamento scatole - magazzinaggio. Preparati in accordo alle buone norme di produzione.
pomodori pelati a filetti: lavaggio e cernita - pelatura - separazione pelli - cernita prodotto .
filettatura . sgrondatura - inscatolamento - aggiunta liquido di governo a pressione atmosferica o sotto vuoto - aggraffatura - sterilizzazione - raffreddamento scatole - magazzinaggio. Preparati in accordo alle buone norme di produzione.


ART. 5
La pianta e le bacche del pomodoro della varietà S. Marzano 2, KIROS o di linee migliorate di esso, comeprecisato all’Art. 2, ammesse alla trasformazione per la produzione del "Pomodoro San Marzano dell’ Agro Sarnese-Nocerino" a Denominazione di Origine Protetta -DOP - devono presentare i seguenti requisiti:
1) Caratteristiche della pianta:
-sviluppo indeterminato di qualunque statura, con esclusione dei tipi determinati;
-fogliame ben ricoprente le bacche;
-maturazione scalare;
-bacche acerbe con "spalla verde".
2) Caratteristiche della bacca del prodotto fresco idoneo alla pelatura:
Standard 1:
a) bacca con due o tre logge, forma allungata parallelepipeda tipica con lunghezza da 60 a 80 mm. calcolata dall’ attacco del peduncolo alla cicatrice stilare;
b) sezione trasversale angolata;
c) rapporto assi: non inferiore a 2,2 ± 0,2 (calcolato tra lunghezza dell’asse longitudinale e quella dell’asse trasversale maggiore nel piano equatoriale);
d) assenza di peduncolo;
e) colore rosso tipico della varietà;
f) facile distacco della cuticola;
g) ridotta presenza di vuoti placentari;
h) pH non superiore a 4,50;
i) residuo rifrattometrico a 20° C uguale o superiore al 4,0%;
l) limitata presenza di fasci vascolari ispessiti nella zona peziolare (fittone).
Standard 2:
a) bacca con due o tre logge, forma allungata cilindrica tendente al piramidale con lunghezza da 60 a 80 mm. calcolata dall’ attacco del peduncolo alla cicatrice stilare;
b) sezione trasversale tondeggiante;
c) rapporto assi: non inferiore a 2,2 ± 0,2 (calcolato tra lunghezza dell’asse longitudinale e quella dell’asse trasversale maggiore nel piano equatoriale);
d) assenza di peduncolo;
e) colore rosso tipico della varietà;
f) facile distacco della cuticola;
g) ridotta presenza di vuoti placentari;
h) pH non superiore a 4,50;
i) residuo rifrattometrico a 20° C uguale o superiore al 4,0%;
l) limitata presenza di fasci vascolari ispessiti nella zona peziolare (fittone).
Per entrambi gli standard sono ammesse le seguenti tolleranze:
al punto a) frutti di forma leggermente irregolare, ma tipica della varietà, purché non interessino più del 5% della partita;
al punto d): peduncoli: massimo l’1% dei frutti;
al punto e): area gialla fino ad un massimo di 2 c mq per frutto purché non interessino più del 5% della partita;
al punto i) è ammissibile per il residuo rifrattometrico a 20° C una tolleranza di -0,2.


ART. 6
La Denominazione d’Origine Protetta - DOP - "Pomodoro San Marzano dell’Agro SarneseNocerino" designa i frutti interi o a filetti ottenuti dalla pelatura di bacche aventi le caratteristiche previste dall’art. 5, punto 2), provenienti dalle coltivazioni effettuate nelle zone tipiche indicate nell’art. 3. Il prodotto trasformato deve, inoltre, possedere i seguenti requisiti minimi:
Pomodori pelati interi:
-colore rosso tipico della varietà, valutato con metodo visivo; è ammessa una presenza di area gialla fino ad un massimo di 2 cmq per frutto purché non interessi più del 5% del campione considerato;
-assenza di odori e sapori estranei;
-assenza di larve di parassiti e di alterazioni di natura parassitaria costituiti da macchie necrotiche di qualunque dimensione interessanti la polpa. Assenza di marciume interno lungo l’asse stilare;
-peso del prodotto sgocciolato non inferiore al 65% del peso netto;
-essere interi o comunque tali da non presentare lesioni che modifichino la forma o il volume del frutto per non meno del 65% del peso del prodotto sgocciolato;
-residuo ottico rifrattometrico netto a 20° C non inferiore al 4%;
-media del contenuto in bucce, determinata almeno su cinque recipienti non superiore a 2 cmq per ogni 100 g di contenuto. In ogni recipiente il contenuto in bucce non deve superare il quadruplo di tale limite;
-il valore delle muffe, dei pomodori conservati (pomodori e liquido di governo) non deve superare il 30% dei campi positivi per prodotti con un residuo ottico rifrattometrico a 20°C inferiore al 6% e il 40% dei campi positivi per prodotti con un residuo ottico rifrattometrico a 20°C uguale o superiore al 6%;
-il contenuto totale degli acidi D ed L lattico dei pomodori conservati (pomodori e liquido di governo) non deve essere superiore a 0,4 g/Kg;
-il valore del pH deve essere compreso tra il 4,2 e il 4,5;
-è consentita l’aggiunta di sale da cucina in misura non superiore al 3% del peso netto. (Il tenore naturale dei cloruri è considerato pari al 2% del residuo ottico rifrattometrico);
-è consentita l’aggiunta di foglie di basilico;
-è consentita l.aggiunta di acido citrico come coadiuvante tecnologico;
-è consentita l’aggiunta di succo di pomodoro, succo di pomodoro parzialmente concentrato, semiconcentrato di pomodoro ottenuto esclusivamente da frutti di pomodoro della varietà S. Marzano 2, KIROS o di linee migliorate, prodotti nell'Agro Sarnese-Nocerino.
Pomodori pelati a filetti:
-colore rosso tipico della varietà, valutato con metodo visivo; è ammessa una presenza di area gialla fino ad un massimo di 2 cmq per frutto purché non interessi più del 5% del campione considerato;
-assenza di odori e sapori estranei;
-assenza di larve di parassiti e di alterazioni di natura parassitaria costituiti da macchie necrotiche di qualunque dimensione interessanti la polpa. Assenza di marciume interno  lungo l’asse stilare;
-peso del prodotto sgocciolato non inferiore al 65% del peso netto;
-pomodori pelati tagliati longitudinalmente a spicchi;
-residuo ottico rifrattometrico netto a 20° C o superiore a 5,0% con una tolleranza di 0.2 % non inferiore al 4%;
-media del contenuto in bucce, determinata almeno su cinque recipienti non superiore a 2 cmq per ogni 100 g di contenuto. In ogni recipiente il contenuto in bucce non deve superare il quadruplo di tale limite;
-il valore delle muffe, dei pomodori conservati (pomodori e liquido di governo) non deve superare il 30% dei campi positivi per prodotti con un residuo ottico rifrattometrico a 20°C
inferiore al 6% e il 40% dei campi positivi per prodotti con un residuo ottico rifrattometrico a 20°C uguale o superiore al 6%;
-il contenuto totale degli acidi D ed L lattico dei pomodori conservati (pomodori e liquido di governo) non deve essere superiore a 0,4 g/Kg;
-il valore del pH deve essere compreso tra il 4,2 e il 4,5;
-è consentita l’aggiunta di sale da cucina in misura non superiore al 3% del peso netto. (Il tenore naturale dei cloruri è considerato pari al 2% del residuo ottico rifrattometrico);
-è consentita l’aggiunta di foglie di basilico;
-è consentita l.aggiunta di acido citrico come coadiuvante tecnologico nel limite massimo di 0.5% del peso del prodotto;
-è consentita l’aggiunta di succo di pomodoro, succo di pomodoro parzialmente concentrato, semiconcentrato di pomodoro ottenuto esclusivamente da frutti di pomodoro della varietà S. Marzano 2, KIROS o di linee migliorate, prodotti nell’Agro Sarnese-Nocerino.


ART. 7
"Il Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino" - DOP - può essere confezionato in contenitori di vetro e in scatole di banda stagnata di scelta standard D. R. F. (Doppia riduzione
a freddo). 
Tali caratteristiche fanno salve future modifiche dei contenitori rispondenti ad esigenze tecnologiche e mercantili nuove e specifiche ma comunque idonee al prodotto in oggetto, nei limiti consentiti dalle viegenti norme comunitarie in materia.

Pomodoro_San_Marzano


ART.8
Alla denominazione di cui all’art. 1 è vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quella prevista nel presente disciplinare ivi compresi gli aggettivi "extra, scelto, selezionato, superiore, tipo, ecc.".
E’ consentito l’uso di indicazioni che facciano riferimento a nomi o ragioni sociali o marchi privati purché non abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre in inganno l’acquirente e consumatore.
Le industrie di trasformazione che esercitano la propria attività nel territorio di cui all’art. 3, dovranno includere, sulle etichette da applicare intorno ai contenitori di vetro o alle scatole di
banda stagnata e sui cartoni che le contengono, le apposite dizioni:
-Pomodoro San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino;
-Denominazione di Origine Protetta - DOP;
-pomodori pelati interi, pomodori pelati a filetti;
-il nome dell’azienda produttrice;
-la quantità di prodotto effettivamente contenuto in conformità alle norme vigenti;
-la campagna di raccolta e trasformazione;
-la data di scadenza.
Deve altresì figurare il simbolo grafico specifico (Logo) di seguito descritto:
Descrizione del logo:
Cerchio di stile grafico a tratto semplice e curvilineo affinché le immagini siano di facile comunicazione. I colori sono primari e forti: il rosso del pomodoro, il verde delle foglie ed il
bianco che contorna il marchio richiama i colori della bandiera nazionale e sono in primo piano. Ad essi sono aggiunte sfumature di marrone per il tratto stilizzato del Vesuvio, fino ad arrivare ad un forte giallo per dare solarità all.immagine tutta; dal basso verso l.alto, infine, il blu che teorizza l.abbraccio del mare a tutto il nostro territorio. La dicitura .Pomodoro S. Marzano dell'agro sarnese-nocerino. è stata posizionata intorno ad un primo cerchio usando i colori verde su bianco.
Al centro del primo cerchio, in primo piano, troviamo l.immagine del classico grappolo di  pomodoro San Marzano.
Caratteristiche tecniche:
Font usato per il testo: Gill Sans MT condensed;
colori nominati:
c: 24 m: 99 y: 97 k: 0;
c: 100 m: 0 y: 100 k: 100;
c: 4 m: 16 y: 83 k: 0;
c: 32 m: 45 y: 99 k: 1;
c: 100 m: 20 y: 0 k: 0;
c: 15 m: 4 y: 15 k: 0;
c: 7 m: 12 y: 18 k: 0;
c: 16 m: 7 y: 7 k: 0.
I caratteri con cui sono indicate le dizioni, devono essere della medesima dimensione, grafica e colore, raggruppati nel medesimo campo visivo e presentati in modo chiaro, leggibile,
indelebile e sufficientemente grandi da risaltare sullo sfondo sul quale sono riprodotti, così da poter essere distinti nettamente dal complesso delle altre diciture o dagli altri disegni.


ART.9
Il controllo per l.applicazione delle disposizioni del presente disciplinare di produzione è svolto da un organismo autorizzato, conformemente a quanto stabilito dall.art. 10 del regolamento (CEE) n. 2081 del 14 luglio 1992. Tale struttura è l’Organismo di controllo IS.ME.CERT.- Istituto mediterraneo di Certificazione Agroalimentare, via G.Porzio centro Direzionale Isola G/1 – 80143 Napoli, tel. 0817879789, Fax: 0816040176, e-mail: infosmecert.it
A tal fine i terreni idonei alla coltivazione del pomodoro per la produzione della DOP .Pomodoro San Marzano dell.Agro Sarnese-Nocerino., sono iscritti nell.apposito registro, attivato, tenuto e aggiornato dal citato organismo di controllo.
Le aziende di trasformazione della DOP .Pomodoro San Marzano dell.Agro Sarnese-Nocerino. 
devono essere iscritte in altro apposito registro, tenuto e aggiornato dal predetto organismo di controllo.

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Provolone del Monaco Dop

22.07.2020

Il «Provolone del Monaco» ha un profondo legame con l'ambiente che si evidenzia in tutta la filiera del prodotto. L'allevamento dei bovini, infatti, nei Monti Lattari - Penisola Sorrentina risale al 264 a.C., epoca in cui i Picentini, i primi abitanti di questi monti, furono deportati dalle Marche dai vincenti Romani. I Picentini spostando dal territorio di origine i loro armenti e le loro masserizie trasformarono lo spazio sottratto ai boschi in terreno coltivabile, incominciando l'attività agricola e di allevamento di animali domestici, specialmente di bovini ad attitudine lattifera, al punto che per le eccezionali produzioni e qualità del latte i monti furono denominati «Lactaria Montes».

Piacentinu Ennese Dop

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Il “Piacentinu Ennese” è un formaggio a pasta compatta pressata ottenuto con latte ovino intero, crudo ad acidità naturale di fermentazione, prodotto dalle razze ovine autoctone siciliane Comisana, Pinzirita, Valle del Belice e loro meticci. La caratteristica peculiare del Piacentinu ennese consiste nell’aggiunta di zafferano al latte durante il processo di caseificazione. E' prodotto nell’intero territorio dei Comuni di Enna, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera, Villarosa della provincia amministrativa di Enna.

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15.06.2020

Modifica del disciplinare di produzione della IGP Finocchiona

Amatriciana Tradizionale

14.06.2020

La denominazione «Amatriciana Tradizionale» (STG) è registrata con comunicazione di Bruxelles, il 6 marzo 2020

Formaggi

14.06.2020

Elenco aggiornato di tutti i formaggi italiani Dop/Igp con disciplinari di produzione

Veronelli 2020

17.10.2019

Guida Oro I Vini di Veronelli 2020

Gambero rosso 2020

06.10.2019

Elenco completo de I Tre Bicchieri della guida Vini d’Italia 2020 del Gambero Rosso

 

Parole importanti

STG 

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Ultimi aggiornamenti:

10.08.2020

Barolo Docg

 

Contiene  il decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della
denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Barolo”.
 
La Docg “Barolo” è riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione, per le tipologie:  «Barolo», «Barolo» riserva, «Barolo» e «Barolo» riserva con una delle «menzioni geografiche aggiuntive» riportate al successivo art. 8 alle quali può essere aggiunta la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale. Devono essere ottenuti da uve provenienti dai vigneti composti esclusivamente dal vitigno Nebbiolo.
La zona di origine delle uve atte a produrre i vini Docg «Barolo» include l'intero territorio dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d'Alba ed in parte il territorio dei comuni di Monforte d'Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Cherasco e Roddi ricadenti nella provincia di Cuneo.
 

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10.08.2020

Barbaresco Docg

 

Contiene le modifiche del decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Barbaresco”.

La zona di origine delle uve atta a produrre i vini Docg «Barbaresco» comprende l'intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso (già frazione di Barbaresco) e la parte della frazione «San Rocco Senodelvio» già facente parte del comune di Barbaresco ed aggregata al comune di Alba con decreto del Presidente della Repubblica 17 aprile 1957, n. 482, ricadenti nella provincia di Cuneo.

 

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10.08.2020

Chianti Classico Docg

 

Contiene "Decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della  denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Chianti Classico”. DM 30/07/2020 - La zona di produzione della DOP ”Chianti Classico”si estende per 71.800 ettari, è situata al centro della Regione Toscana e comprende parte del territorio delle province di Firenze (30.400 ettari) e Siena (41.400). In particolare fanno interamente parte della zona i Comuni di Greve in Chianti, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti. Vi rientrano invece parzialmente i Comuni di San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi.Tale zona è delimitata con decreto interministeriale 31 luglio 1932, confermata e regolata autonomamente dall’articolo 6 del Decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61.

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10.08.2020

Franciacorta Docg

 

Contiene " Decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Morellino di Scansano”.
La zona di produzione delle uve, destinate alla elaborazione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Franciacorta”, ricade nella provincia di Brescia e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto il territorio dei comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Cortefranca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d’Iseo, Cellatica e Gussago, nonché la parte del territorio dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato e Cazzago S. Martino che si trova a nord delle ex strade statali n. 573 e n. 11 e parte del territorio del comune di Brescia.

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10.08.2020

Morellino di Scansano Docg

 

Contiene le modifiche di Luglio 2020 - La zona di produzione delle uve rientra nella Regione Toscana e comprende integralmente il comune di Scansano e parte dei comuni di Campagnatico, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna, Semproniano, tutti ricadente in provincia di Grosseto.

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28.07.2020

delle Venezie Doc - Beneških okolišev

 

 

La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a denominazione d'origine controllata “delle Venezie” comprende la Provincia autonoma di Trento e le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.
L’elemento unificante nella storia vitivinicola delle Venezie è stata la presenza della Repubblica di Venezia le cui attività agricole si estendevano dalle terre d’Istria al Trentino. L’immagine del Leone infatti campeggia ancora sulle vecchie porte d’ingresso delle città “dominate dai commerci” dalla Serenissima o negli affreschi sui palazzi più importanti.

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18.07.2020

Riesi Doc

 

La zona di produzione ricade nella Regione Sicilia e comprende, in provincia di Caltanissetta, l’intero territorio amministrativo dei comuni di Butera, Riesi e Mazzarino.

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18.07.2020

Reno Doc

 

I terreni vocati alla qualità comprendono interamente o in parte i territori dei comuni di Imola, Dozza, Castel S. Pietro Terme, Castelguelfo, Medicina, Ozzano Emilia, Castenaso, Budrio, Granarolo Emilia, Bologna, S. Lazzaro di Savena, Bentivoglio, S. Giorgio di Piano, S. Pietro in Casale, Pieve di Cento, Castelmaggiore, Argelato, Castello d’Argile, Casalecchio di Reno, Calderara di Reno, Sala Bolognese, Zola Predosa, Crespellano, Anzola Emilia, S. Giovanni in Persiceto, S. Agata Bolognese, Crevalcore e Bazzano, ricadenti in provincia di Bologna e Ravarino, Nonantola, Castelfranco E., S. Cesario S.P., Savignano S.P. , ricadenti in provincia di Modena.

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18.07.2020

Reggiano Doc

 

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con la denominazione di origine “Reggiano” ricade nella regione Emilia-Romagna e comprende parte del territorio della provincia di Reggio Emilia. I vini “Reggiano” Lambrusco (nelle diverse versioni frizzante, spumante, ecc.), possono essere prodotti su un vasto territorio che comprende 35 comuni della provincia. I vini “Reggiano” Lambrusco Salamino (nelle diverse versioni), “Reggiano” Rosso (nelle diverse versioni) e “Reggiano” Bianco spumante possono essere prodotti solo in particolari zone del territorio provinciale, più ristrette, che comprendono un numero più limitato di comuni.

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18.07.2020

Prosecco Doc

 

**Contiene modifiche del 31/07/2020

L’area di produzione dei vini della denominazione "Prosecco" comprende i territori delle seguenti province: Vicenza, Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste.

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18.07.2020

Primitivo di Manduria Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione del vino “Primitivo di Manduria” ricade nelle provincie di Taranto e Brindisi.
In provincia di Taranto: Manduria, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico,San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano, Sava, Torricella, Maruggio, Avetrana, e quello della frazione di Talsano e delle isole amministrative del comune di Taranto, intercluse nei territori dei comuni di Fragagnano e Lizzano. In provincia di Brindisi i territori dei comuni di Erchie, Oria e Torre S.Susanna.

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09.07.2020

Pornassio o Ormeasco di Pornassio Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Pornassio» od «Ormeasco di Pornassio» ricade nella provincia di Imperia. Comprende i terreni vitati dei comuni Aquila d'Arroscia, Armo, Borghetto d'Arroscia, Montegrosso Pian Latte, Ranzo, Rezzo, Pieve di Teco, Vessalico e, per il solo versante tirrenico, comuni di Mendatica, Cosio d'Arroscia e Pornassio in Valle Arroscia; comune di Molini di Triora in Valle Argentina e versante orograficamente ricadente in Valle Arroscia del comune di Cesio.

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I disciplinari dei vini italiani e degli alimenti tutelati

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