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Riunioni Pubblico Accertamento Disciplinari DOP e IGP
(Aggiornato al 05/12/2047)

 

Denominazione

  1. Provola dei Nebrodi DOP 
  2. Amatriciana Tradizionale STG 21.11.2017 
  3. Sudtiroler Schuttelbrot IGP 11.10.2017 
  4. Pecorino del Monte Poro 05.10.2017
  5. Pomodoro San Marzano dell'Agro Sarnese-Nocerino 20.09.2017 

 

DISCIPLINARE DI PRODUZIONE PROVOLA DEI NEBRODI


Provola_dei_Nebrodi

 

ART 1
Nome del prodotto
La denominazione del prodotto, oggetto del presente disciplinare, è Provola dei Nebrodi, formaggio a pasta filata, di latte intero crudo, vaccino o  vaccino-ovicaprino.
Altre denominazioni utilizzate nel territorio e tramandate da tempo sono:
Provola sfoglia o Provola del Casale (per Casale è sottinteso l’antico nome di Floresta che appunto era Casal Floresta)

ART. 2
Zona geografica
L’area di produzione ricade nelle fasce collinari e montane dei monti Nebrodi (catena montuosa nel Nord della Sicilia), che va dal crinale dei  Peloritani alla località di Finale di Pollina, e precisamente nei territori ricadenti nelle suddette fasce dei comuni di:
Alcara Li Fusi, Basicò, Capizzi, Caronia, Castel di Lucio, Castell'Umberto, Cerami, Cesarò, Floresta, Galati Mamertino, Librizzi, Longi, Maniace, Militello Rosmarino, Mirto, Mistretta, Montalbano Elicona, Motta d’Affermo, Naso, Patti, Pettineo, Raccuja, Randazzo, Roccella Valdemone, San Fratello, San Marco d’Alunzio, San Piero Patti, San Salvatore di Fitalia, San Teodoro, Sant’Agata di Militello, Sant’Angelo di Brolo, Santa Domenica Vittoria, Santo Stefano di Camastra, Tortorici, Tripi, Troina, Tusa, Ucrìa, e tutti i comuni dei Nebrodi con territori ricadenti nella fascia collinare e montana.

ART. 3
Riferimenti storici
Ambienti di elevata naturalità, i Nebrodi custodiscono nel proprio territorio i segni dell’azione millenaria dell’uomo, connotandosi, per l’incessante interazione tra natura e civiltà, come paesaggio culturale.
La presenza dell’uomo sui Nebrodi è documentata sin dalle poche più remote, in particolare vanno ricordati i ritrovamenti archeologici del Monte Scurzi, dove sono state individuate testimonianze di età pre-greca e greco-arcaica.
La provola dei Nebrodi ha le sue origini nella zona di Floresta e si è successivamente diffusa nelle aree limitrofe. Il sacerdote Gaetano Salamone nel
suo “Manuale tecnico-pratico d’agricoltura e pastorizia” pubblicato nel 1872 e lo storico Antonino Uccello nel suo libro "Bovari, pecorari e curatuli" hanno personalmente raccolto testimonianze di vecchi casari sul mantenimento delle antiche tecniche di produzione di questo formaggio.
Dal punto di vista storico si è potuto appurare che nei secoli scorsi nei contratti di locazione dei pascoli la provola risulta nei libri contabili come pagamento in natura.
La provola dei Nebrodi, prodotto finale, è la risultante di tipicità rilevabili a partire dal latte, la cui elevata percentuale del ceppo coagulante K-caseina, è geneticamente imputabile all’autoctona popolazione bovina, ottima trasformatrice  dell’aleatorio e stagionale pascolo dei Nebrodi, il cui latte caseificato con una tradizionale tecnica casearia rappresenta un patrimonio della cultura contadina.
Nella zona dei Nebrodi è usanza antica apportare una variante alla produzione della provola, destinando la tuma alla produzione di caci figurati che fecero il loro ingresso ufficiale nella "Mostra etnografica siciliana" di Palermo, nel 1892. Questi formaggi, dal valore estremamente folkloristico, vengono usati come doni in particolari ricorrenze e feste durante l'anno.
La provola dei Nebrodi, unica provola ad essere stagionata, è un ottimo formaggio da tavola, nonché ingrediente fondamentale di alcuni piatti tipici.


ART. 4
Provenienza del latte
Il latte deve provenire da animali allevati nella stessa azienda in cui viene trasformato in Provola dei Nebrodi.
Le razze sono: Cinisara (autoctona della Sicilia), Modicana (autoctona della Sicilia), Montanina, Bruna Alpina, Bruna (il ceppo italiano della razza Bruna Alpina, la cui espansione è ben definita, interessando le vallate alpine del versante sud e dilagando nella pianura padana, in pochi decenni si diffonde nell’appennino Tosco-emiliano, nell’Abruzzo, nel Molise, nella campania, nelle Puglie, nella Basilicata e nella Calabria e nelle isole); l’intenzione è di valorizzare il più  possibile le razze autoctone. Tutti gli animali del Presidio devono essere iscritti in un apposito registro interno del Consorzio e saranno riconoscibili da un auricolare che, oltre ad apportare le diciture obbligatorie per legge, indicherà anche il logo del Consorzio ed il numero del registro interno.
Sono ovviamente inclusi nella produzione della Provola dei Nebrodi tutti quegli individui ottenuti per incrocio fra le razze suddette.
Razze autoctone della Sicilia
Razza Cinisara:
Appartenente al gruppo delle Podoliche. Diffusa soprattutto in Provincia di Palermo ed in particolare nel Comune di Cinisi esprime buona rusticità, ed una attitudine prevalente alla produzione del latte, è un ottima pascolatrice. Il mantello, di colore nero uniforme, può essere anche pezzato nero, bianco, o rosso, con ventre chiaro. Presenta corna dirette prima lateralmente e poi in alto. Tavolta si riscontra la pezzatura tipo Pinzgau.
Razza Modicana:
La Modicana è la razza tipica della Sicilia, razza da lavoro ma capace di discrete produzioni di latte.
Si distinguono tre varietà: la Modicana propriamente detta, allevata nelle zone migliori e specialmente nelle province di Ragusa e Siracusa; la Mezzalina, diffusa nelle zone collinari; e la Montanara, negli ambienti montani particolarmente difficili.
Di forme angolose, scheletro solido, la Modicana è rustica ed adatta alle zone caratterizzate da estati calde e aride, dove i foraggi scarseggiano e sono grossolani.
La mole è modesta (500 Kg di peso vivo e 135-138 cm al garrese, nelle vacche; 750 Kg di peso vivo e 147-150 cm al garrese, nei tori) ed il mantello (definito olivastro) è rosso vinoso con sfumature nere, specie nelle regioni anteriori. Il musello è rosso scuro, mentre sono ardesia le aperture naturali, il pisciolare, il fiocco della coda e gli unghioni. Corna di media lunghezza, giallastre alla base e nere in punta.


ART. 5
Tipologia di allevamento
Gli animali devono essere allevati allo stato brado, nell’area citata nell’Art.2 
I vitelli devono ricevere il colostro nel minor tempo possibile, essere alimentati con latte naturale (preferibilmente materno) e giungere allo svezzamento non prima dei 3 mesi.
La riproduzione deve basarsi su metodi naturali: sarà perciò ammessa l’inseminazione artificiale e proibita qualsiasi forma di riproduzione artificiale o  assistita (come il trapianto di embrioni) che contempli tecniche di ingegneria genetica.
Le caratteristiche distintive degli animali devono essere rispettate, così come deve essere garantito il benessere dei soggetti allevati: non può essere giustificata alcuna forma di maltrattamento.
Le operazioni di mutilazione consentite (se si escludono tutti quegli interventi particolari, autorizzati al fine di salvaguardare la salute e il benessere individuale) sono:
- cauterizzazione degli abbozzi corneali: entro i primi 15 giorni di vita
- castrazione: entro i 3 mesi d’età
- spuntatura delle corna


ART. 6
Alimentazione
L’alimentazione per gli animali (da marzo a ottobre) è costituita dal pascolo naturale endemico e coltivato. Sono previste integrazioni di concentrati e di foraggi in stalla in quantità variabile nei mesi da novembre a febbraio.
Tutta la dieta deve, in ogni caso, provenire da coltivazioni esenti da prodotti geneticamente modificati e priva di insilati, scarti lavorazione industriali (tra cui i pannelli di estrazione)
É vietata l’alimentazione forzata.
É vietato l’uso di sostanze coloranti, conservanti, urea, aminoacidi di origine sintetica.
L’uso di integratori minerali è giustificato qualora si evidenzi una carenza attraverso l’analisi del sangue o dei foraggi.
Le aree adibite a pascolo non devono essere sottoposte a trattamenti di alcun genere con prodotti chimici di sintesi, così come i foraggi che se ne ricavano.


ART. 7
Trattamenti
Sono da preferire prodotti fitoterapici e omeopatici ai medicinali allopatici ottenuti per sintesi chimica.
É vietato l’uso di antibiotici, coccidiostatici, medicinali, stimolanti della crescita o altre sostanze intese a stimolare la crescita o la produzione nell’alimentazione degli animali. Allo stesso modo, non è possibile sottoporre gli animali a trattamenti con sostanze ormonali destinati a controllare la riproduzione e sincronizzare i calori.


ART. 8
Trasporto del latte
I recipienti per il trasporto del latte all’interno dell’azienda, adibiti esclusivamente a questo scopo, devono essere costituiti in modo che il latte non
venga contaminato da altre sostanze.


ART. 9
Tempi di lavorazione
Il latte usato per la trasformazione della Provola dei Nebrodi, può provenire da due mungiture successive: quella della sera e quella del mattino. Il latte proveniente dalla mungitura serale, se presente, deve essere conservato ad una temperatura non superiore ai 6°C ed essere trasformato entro le 12 ore.


ART. 10
Ingredienti
Latte intero, crudo vaccino o vaccino-ovi-caprino. La percentuale di latte vaccino non deve esse inferiore al 60%.
Il caglio deve essere di pasta di capretto e/o agnello proveniente da animali nebroidei.
É vietato l’uso di additivi e fermenti lattici.


ART. 11
Periodo di produzione
Il periodo di produzione della Provola dei Nebrodi del Presidio va dal mese di marzo al mese di ottobre.


ART.12
Trasformazione
Si opera la filtrazione del latte a mezzo di un telo (ciddizzu o ciddizzo) posto sulla tina. Il latte viene riscaldato a 45°C e poi coagulato.
Il caglio deve essere sciolto in acqua tiepida e filtrato nel ciddizzu, quindi si miscela con il latte con l’ausilio della rotula, che è uno spino di legno. La coagulazione del latte avviene dopo circa 45-60 minuti.
Rottura della cagliata
Si procede alla rottura della cagliata utilizzando la rotula, alla cui estremità è inserita una ruota di legno circolare, piana o convesso-concava, la rottura avviene manualmente ed energicamente sino a raggiungere le dimensioni di chicchi di riso ed aggiungendo acqua calda a 70-80°C che consente una più veloce sineresi. Si raccoglie il siero, con un mestolo molto grande (buzzinettu) da destinare alla preparazione della ricotta e con la base del buzzinettu si preme la tuma per facilitarne lo spurgo, questa viene lasciata nel tino per circa un’ora, tempo necessario alla preparazione della ricotta.
Successivamente si miscela la tuma con il siero proveniente dalla preparazione della ricotta.
Maturazione della pasta
La tuma, estratta dal siero della ricotta e avvolta in teli di cotone, viene posta a spurgare e a maturare su tavolieri di legno o d’acciaio, situati nello stesso locale di caseificazione. La durata varia dalle 18 alle 24 ore, in relazione alla temperatura.
Filatura
La tuma, dopo il periodo di maturazione, viene tagliata a fette di 1 cm e posta in tini di legno o di acciaio detti piddiaturi, previa aggiunta del liquido della ricotta ad una temperatura che non deve superare gli 80°C, quindi con l’ausilio di una spatola di legno (manuvedda) e delle mani, la pasta  viene filata facendole assumere la forma di un grosso gomitolo, che viene pressato con la forza delle mani per permettere la fuoriuscita dell’aria e del siero. Infine, viene tagliata a tocchi in relazione al peso della provola che si dovrà produrre e lavorare (con rassodamento in acqua fredda) in modo da farle assumere una forma a pera, detta incuppatina.
Prima di questa fase, la pasta è manipolata a lungo: una tecnica simile a quella usata per impastare il pane, grazie alla quale il formaggio tende, con la stagionatura, a sfogliarsi in bocca.
Salatura
Le forme sono immerse in salamoia satura per 18-24 ore per Kg di prodotto.
La salamoia deve essere cambiata periodicamente in base ai volumi di lavorazione ed in ogni caso non deve presentare tracce di fioretto.
Per la produzione della Provola dei Nebrodi vengono tuttora utilizzate attrezzature storiche legate alla tradizione della zona: tina di legno, bastone di legno rotula e/o brocca, recipiente di legno cisca, coltello di legno, canestro di giunco, graticcio di canne, bastone di legno appizzatuma,
recipiente di legno piddiaturi, bastone di legno manuvedda, tavoliere di legno, caldaia di rame stagnato. Fuoco diretto legna-gas.


ART. 13
Stagionatura
La stagionatura avviene in locali tradizionali sotterranei dai muri spessi, che li rendono molto freschi e ventilati: qui le provole vengono legate per il collo, a due a due, e poste a stagionare a cavallo di un supporto orizzontale di legno.
Il periodo di stagionatura deve essere minimo di 3 mesi per provole semi-stagionate e superiore ai 4 per quelle stagionate, considerando prodotti di grande pezzatura. La produzione di provole fresche prevede invece dai 10 ai 30 giorni di stagionatura.


ART. 14
Caratteristiche fisiche e organolettiche
Forma: oblunga a pera sormontata da un breve collo con la testa rotondeggiante e chiusa all’interno. Talvolta è d'uso mettere nell'anima della provola un limone verdello, che conferirà al prodotto stagionato il caratteristico profumo dell'agrume, e spesso anche del burro.
Peso: da 1kg a 4Kg o più.
Dimensioni: variano a seconda dell’area di produzione, si va da 1 kg nei Nebrodi Nord Occidentali (area di Mistretta, Castel di Lucio, Caronia), a 1,5 kg, quasi 2 kg, nei Nebrodi Centrali (area di Floresta) per arrivare ai 5 kg nei Nebrodi Orientali, Montalbano Elicona). Ad esempio, una provola di 1 kg arriva ad avere il diametro maggiore di 10-20 cm e lo spessore di 20-30 cm.
Crosta: sottile, liscia, di colore giallo paglierino tendente al giallo ambrato con l’avanzare della stagionatura. Unghia abbastanza marcata.
Pasta: bianca tendente al paglierino, presenta delle caratteristiche sfogliature; la consistenza è morbida e compatta
Sapore: dolce e delicato, lievemente acidulo tendente al piccante, nocciola
Odore: sentore di erbe aromatiche


ART. 15
Tracciabilità
La rintracciabilità del prodotto viene garantita dalla presenza del numero di lotto.

ART. 16
Commercializzazione
Le provole sono tradizionalmente vendute in coppia, ma al momento luoghi di vendita e tipi di confezione variano in funzione degli accordi commerciali pattuiti fra produttore e rivenditore (o consumatore).
Le produzioni, nell’arco dell’anno, si distinguono in due categorie:
A) produzione ottenuta esclusivamente da animali che utilizzano maggiormente il pascolamento diretto (periodo Aprile – Luglio).
B) Produzione ottenuta nel resto dell’anno allorché gli animali utilizzano, oltre alle essenze pascolive, anche cospicue integrazioni
alimentari.
La produzione destinata al Presidio e che potrà utilizzare il contrassegno distintivo del progetto è esclusivamente quella di categoria “A”


ART. 17
Etichettatura
Indicare in etichetta:
• la denominazione di vendita;
• l’elenco degli ingredienti, ordinati in base al peso decrescente;
• il termine minimo di conservazione “da consumarsi preferibilmente entro” o, nel caso di prodotti molto deperibili dal punto di vista microbiologico, la data di scadenza “da consumarsi entro”;
• le modalità di conservazione se necessario;
• il nome o la ragione sociale o il marchio depositato;
• la sede del fabbricante o del confezionatore o di un rivenditore;
• la sede dello stabilimento di fabbricazione o di confezionamento;
• il lotto di appartenenza (che non è obbligatorio per i prodotti con data di scadenza);
• la dicitura “al latte crudo”;
• bollo sanitario.
Se venduto sfuso-frazionato va indicato:
• la denominazione di vendita
• l’elenco degli ingredienti


ART. 18
Controlli
Autocontrollo igienico-sanitario previsto dai Reg. (UE) 852/853 del 2004.
I sottoscritti dichiarano di aver esaminato in ogni sua parte il regolamento del disciplinare e di condividere e accettare interamente il contenuto.

 

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Dop e Igp d'Italia

 

Tutte le novità sui prodotti italiani tutelati

 
Disciplinari : Novità

 

MOSTRE FIERE EVENTI DEL VINO

 

Pane di Matera Igp

07.02.2018

Modifica del disciplinare di produzione della denominazione «Pane di Matera», registrata in qualita' di indicazione geografica protetta in forza al regolamento (CE) n. 160 del 21 febbraio 2008.

Colli Trevigiani Igt

16.01.2018

All'art. 2, comma 3, del disciplinare di produzione dei vini a indicazione geografica tipica «Colli Trevigiani», cosi' come da ultimo modificato con il decreto ministeriale 7 marzo 2014 richiamato in premessa e con la modifica autorizzata in via transitoria ai sensi del decreto ministeriale 19 luglio 2017 richiamato in premessa, e' inserita la tipologia di vino riferita al vitigno «Chardonnay»

Gambellara Doc

16.01.2018

All'art. 5 del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Gambellara», cosi' come da ultimo modificato con il decreto ministeriale 13 ottobre 2014 e' inserito, dopo il sesto comma, il comma: «Per la produzione della tipologia Gambellara Classico Vin Santo, la resa massima delle uve in vino finito non deve superare il 40%.».

Lenticchia di Altamura riconoscimento

12.01.2018

Iscrizione della denominazione «Lenticchia di Altamura» nel registro delle denominazioni di origine protette e delle indicazioni geografiche protette.

Tutela altri prodotti

08.01.2018

Novita : Consorzio Asparago di Bassano - Filiera ortofrutticoli e cereali non trasformati

Aceto Balsamico di Modena

04.01.2018

Proposta di modifica del disciplinare di produzione della indicazione geografica protetta «Aceto Balsamico di Modena».

Amatriciana Tradizionale

22.12.2017

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali esaminata la domanda intesa ad ottenere la protezione della denominazione «Amatriciana Tradizionale» come specialita' tradizionale garantita, ai sensi del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento e del Consiglio del 21 novembre 2012, presentata dall'Associazione per la promozione del riconoscimento STG della salsa all'Amatriciana esprime parere favorevole sulla stessa e sulla proposta di disciplinare di produzione

Schüttelbrot Alto Adige

22.12.2017

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali esaminata la domanda intesa ad ottenere la protezione della denominazione «Südtiroler Schüttelbrot»/«Schüttelbrot Alto Adige» come indicazione geografica protetta, ai sensi del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento e del Consiglio del 21 novembre 2012, presentata dall'Associazione Südtiroler Schüttelbrot IGP ed acquisito inoltre il parere della Provincia autonoma di Bolzano, esprime parere favorevole sulla stessa e sulla proposta di disciplinare di produzione

Proposte di riconoscimento

22.12.2017

PROPOSTE DI RICONOSCIMENTO DELLE DOP - IGP - STG ITALIANE

Provola dei Nebrodi

22.12.2017

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali esaminata la domanda intesa ad ottenere la protezione della denominazione «Provola dei Nebrodi» come denominazione d'origine protetta, ai sensi del regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento e del Consiglio del 21 novembre 2012, presentata dal Consorzio del formaggio Provola dei Nebrodi ed acquisito inoltre il parere della Regione Siciliana, esprime parere favorevole sulla stessa e sulla proposta di disciplinare di produzione

Montecucco Sangiovese DOCG

21.12.2017

Modifica disciplinare di produzione Montecucco Sangiovese DOCG :Il vino a denominazione di origine controllata e garantita 'Montecucco Sangiovese' non puo' essere immesso al consumo prima del 1° aprile del secondo anno successivo a quello di produzione delle uve, fermo restando il periodo di invecchiamento obbligatorio minimo di dodici mesi in contenitori di legno

Tutti i prodotti tutelati

20.12.2017

Lenticchia di Altamura I.G.P. è stata aggiunta come appartenente a Ortofrutticoli e cereali. Reg. UE n. 2362 del 05.12.17 GUUE L 337 del 19.12.17 Regioni Puglia, Basilicata - Provincie Bari, Barletta-Andria-Trani, Matera. Potenza- Elenco delle denominazioni italiane, iscritte nel Registro delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite aggiornato al 10/11/17

Protezione transitoria

17.12.2017

Modifica al decreto 11 luglio 2016 relativo alla protezione transitoria accordata a livello nazionale alla denominazione Marrone di Serino per la quale e' stata inviata istanza alla Commissione europea per la registrazione come indicazione geografica protetta.

Modifiche minori

17.12.2017

Modifica minore del disciplinare di produzione della denominazione «Finocchiona» registrata in qualita' di indicazione geografica protetta in forza al regolamento (UE) n. 629 del 22 aprile 2015.

Modifiche

17.12.2017

Modifica temporanea del disciplinare di produzione della Indicazione geografica protetta «Prosciutto di Norcia» ai sensi dell'art. 6, paragrafo 3 del regolamento (UE) n. 664/2013. 

Limiti componenti vini

11.12.2017

Viene ritenuto necessario procedere alla revisione delle sostanze, dei componenti dei vini e dei relativi limiti di cui al citato decreto 29 dicembre 1986, anche in relazione alle sostanze, ai componenti dei vini ed ai relativi limiti già riportati nella citata legge n. 238/2016 e nella pertinente normativa dell’Unione europea

Tutela Vini

09.12.2017

Aggiunto il Consorzio volontario per la tutela e la valorizzazione dei vini a DOC Malvasia di Bosa

Pubblico accertamento

05.12.2017

Provola dei Nebrodi. Riunioni Pubblico Accertamento Disciplinari DOP e IGP

Enologia

01.12.2017

Lunedì 4 dicembre 2017 dalle ore 15.00 presso l’Azienda Agricola Camillo Montori si svolgerà la Giornata di Studio dal titolo Ricerca e innovazione per la sostenibilità della Viticoltura da vino di qualità. L’evento, promosso dalla cattedra di Agronomia del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia e dal Master Agricoltura di Precisione, è organizzato congiuntamente all’Accademia Italiana della Vite e del Vino, il Consiglio nazionale delle ricerche e il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.

Modifiche temporanee

27.11.2017

Modifica del disciplinare di produzione della denominazione "Prosciutto di Norcia" Igp

Vini Premiati a Vins Extremes 2017

25.11.2017

TUTTE LE CANTINE PREMIATE. Vins Extremes 2017 è un Concorso unico al mondo, specificamente dedicato a vini prodotti in contesti particolari, definiti per l’appunto eroici: vigneti allevati ad almeno 500 metri di altitudine, oppure situati su terreni con una pendenza pari o superiore al 30%, terrazzati e delle piccole isole.

Pecorino Monte Poro

22.11.2017

Proposta di riconoscimento della denominazione di origine protetta «Pecorino del Monte Poro»

Pecorino Monte Poro

22.11.2017

Proposta di riconoscimento della denominazione di origine protetta «Pecorino del Monte Poro»

Vini Alto Adige premiati

22.11.2017

I vini altoatesini: al top nelle guide internazionali con riconoscimenti e premi a bianchi e rossi DOC

Proposte di modifica

08.11.2017

Proposta di modifica del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata dei vini Torgiano

Sannio Consorzio Tutela

07.11.2017

Alla scoperta dei vini del Sannio in Usa, Cina, Svizzera e Norvegia con i vini a Denominazione di Origine e gli spumanti prodotti dalle aziende aderenti al Consorzio protagonisti di una missione in Cina, a Pechino e ad Hong Kong, per partecipare ad eventi indirizzati soprattutto al canale Horeca.

Top 100 Cellar Selections

06.11.2017

Tutti i vini italiani premiati in TOP 100 CELLAR SELECTIONS 2017. Musella 2010 Riserva (Amarone della Valpolicella), Marchesi Antinori 2013 Tignanello Rosso, Fontodi 2013 Vigna del Sorbo Gran Selezione..

Calice d'oro 2017 i vincitori

06.11.2017

Il trofeo “Calice d’Oro dell’Alto Piemonte 2017” viene assegnato al vino di ogni categoria che ha ottenuto il miglior punteggio, purché raggiunto il minimo di 85 centesimi in base al metodo di valutazione Union Internationale des Oenologues, mentre il diploma di merito viene attribuito a tutti i vini che hanno raggiunto o superato il punteggio di 80 centesimi.

Nuovi vitigni

05.11.2017

Modifica all'allegato 1 del decreto 7 maggio 2004, in materia di registro nazionale delle varieta' di viti.

Bibenda 2018

30.10.2017

Tutte le novità 2018 nella Guida Bibenda. Elenco completo dei cinque grappoli 2018

Prodotti dop igp stg

26.10.2017

Prodotti dop igt stgElenco delle denominazioni italiane, iscritte nel Registro delle denominazioni di origine protette, delle indicazioni geografiche protette e delle specialità tradizionali garantite (Regolamento UE n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 novembre 2012) aggiornato al 24 ottobre 2017

Super tre stelle 2018 di Veronelli

24.10.2017

Le super tre stelle assegnate dalla Guida di Veronelli 2018. Il punteggio delle aziende premiate deve essere non inferiore ai 94/100

Sono 36 i prodotti PAT della Valle d'Aosta

23.10.2017

Le novità riguardano in particolare i prodotti da forno, quali il Creichen, la Flantse, il Mécoulén, la Piata di Issogne e la scheda del Pan ner, nella quale è prevista la modifica della percentuale di segale utilizzata nell’impasto (da un minimo del 60% a un minimo del 30%) e l’aggiunta del nome in italiano alla denominazione Pan ner-Pane nero.

I premi 2018 del Soave

23.10.2017

Le aziende del Soave e Recioto di Soave che hanno ottenuto importanti riconoscimenti nelle guide 2018

Consorzi tutela

21.10.2017

Elenco completo dei Consorzi di tutela autorizzati alla promozione, valorizzazione e tutela dei prodotti agro alimentari con appositi Decreti Ministeriali. Indirizzi, filiera, pubblicazione in Gazzetta Ufficiale

 

Parole importanti

STG 

Visita le cantine Docg della Val Vibrata

Ultimi aggiornamenti:

26.09.2018

Alto Mincio Igt

 

La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con
l’indicazione geografica tipica “Alto Mincio” comprende l’area collinare riguardante in tutto o in parte il territorio amministrativo dei comuni di: Castiglione delle Stiviere, Cavriana, Monzambano, Ponti sul Mincio, Solferino e Volta Mantovana, in provincia di Mantova.

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26.09.2018

Alto Livenza Igt

 

La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini della indicazione geografica «Alto Livenza» coincide con l'intero territorio amministrativo dei comuni di: Cordignano, Orsago, Gaiarine, Portobuffolé, Gorgo al Monticano, Mansué, Motta di Livenza e Meduna di Livenza in provincia di Treviso e dei comuni di: Brugnera, Caneva, Fontanafredda, Pasiano di Pordenone, Polcenigo, Prati e Sacile, in provincia di Pordenone.

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26.09.2018

Alta Valle della Greve Igt

 

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati
con la indicazione geografica tipica "Alta Valle della Greve" ricadente nella provincia di Firenze

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26.09.2018

Allerona Igt

 

La zona di produzione delle uve per l’ottenimento dei mosti e dei vini atti ad essere designati con la
IGT “Allerona” comprende l’intero territorio amministrativo dei comuni di: Allerona, Castelviscardo e Castelgiorgio in provincia di Terni.

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16.09.2018

Pentro di Isernia o Pentro Doc

 

La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata “Pentro di Isernia” o “Pentro” comprende, in provincia di Isernia, i comuni di: Agnone, Belmonte del Sannio, Castelverrino, Colli a Volturno, Fornelli, Isernia, Longano, Macchia d’Isernia, Miranda, Montaquila, Monteroduni, Pesche, Pietrabbondante, Poggio Sannita, Pozzilli, Sant’Agapito, Venafro.

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14.02.2018

Penisola Sorrentina Doc

La zona di produzione delle uve destinate alla produzione dei vini a DOC “Penisola Sorrentina” comprende l’intero territorio dei comuni di: Gragnano Pimonte Lettere Casola di Napoli Sorrento Piano di Sorrento Meta Sant'Angelo Massa Lubrense Vico Equense Agerola E parte del territorio dei comuni di:Sant'Antonio Abate Castellamare di Stabia Tutti in provincia di Napoli.

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14.02.2018

Parrina Doc

Le uve devono essere prodotte nella zona di produzione che comprende parte del territorio comunale di Orbetello.

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14.02.2018

Pantelleria Doc

La zona di provenienza delle uve atte alla produzione dei vini a Denominazione d'Origine Controllata "Pantelleria" comprende l’intero territorio dell’isola di Pantelleria, in provincia di Trapani.

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25.01.2018

Ostuni Doc

Le uve devono essere prodotte nella zona che comprende tutto il territorio comunale di Ostuni Carovigno San Vito dei Normanni San Michele Salentino e in parte il territorio di: Latiano Ceglie Messapico Brindisi tutti in provincia di Brindisi.

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21.01.2018

Orvieto Doc

Le uve destinate alla, produzione dei vini “Orvieto” devono essere prodotte nella zona che comprende, in tutto o in parte, i territori amministrativi dei seguenti comuni: Orvieto, Allerona, Alviano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Ficulle, Guardea, Montecchio, Fabro, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Porano in provincia di Terni e Castiglione in Teverina, Civitella D’Agliano, Graffignano, Lubriano, Bagnoregio in provincia di Viterbo.

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21.01.2018

Ortrugo dei Colli Piacentini o Ortrugo – Colli Piacentini Doc

La zona di produzione delle uve idonee alla produzione del vino a denominazione di origine controllata “Ortrugo dei Colli Piacentini” o “Ortrugo – Colli Piacentini”, comprende il territorio a vocazione viticola delle colline piacentine ed include, in provincia di Piacenza, l’intero territorio amministrativo di: Caminata (escluso le isole amministrative in provincia di Pavia), Nibbiano,

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20.01.2018

Ortona Doc

La zona di produzione dei vini a Denominazione di Origine Controllata “Ortona” comprende l’intero territorio amministrativo del Comune di Ortona, in provincia di Chieti.

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I disciplinari dei vini italiani e degli alimenti tutelati

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