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MOZZARELLA STG

 

REGOLAMENTO (CE) N. 2527/98 DELLA COMMISSIONE del 25 novembre 1998 che completa l’allegato del regolamento (CE) n. 2301/97 relativo all’iscrizione di talune denominazioni nell’albo delle attestazioni di specificità previsto dal regolamento (CEE) n. 2082/92 del Consiglio relativo alle attestazioni di specificità dei prodotti agricoli ed alimentari
(Testo rilevante ai fini del SEE)


LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE,
visto il trattato che istituisce la Comunità europea, visto il regolamento (CEE) n. 2082/92 del Consiglio, del 14 luglio 1992, relativo alle attestazioni di specificità dei prodotti agricoli ed alimentari (1), in particolare l’articolo 9, paragrafo 2, lettera b), considerando che, a norma dell’articolo 7 del regolamento (CEE) n. 2082/92, gli Stati membri hanno trasmesso alla
Commissione domande di registrazione di talune denominazioni nell’albo delle attestazioni di specificità;
considerando che alle denominazioni registrate viene riservata l’indicazione di «specialità tradizionale garantita»;
considerando che, per quanto riguarda la denominazione «Mozzarella», sono pervenute alla Commissione diverse dichiarazioni di opposizione ai sensi dell’articolo 8 del suddetto regolamento in seguito alla pubblicazione degli elementi principali della domanda di registrazione sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità europee (2);

considerando che, conformemente all’articolo 9, paragrafo 2, dello stesso regolamento, la Commissione ha invitato gli Stati membri interessati a cercare una composizione;
che tuttavia non è intervenuta alcuna composizione e spetta pertanto alla Commissione di decidere in merito alla registrazione della denominazione in questione;
considerando che, in seguito all’esame delle varie osservazioni sollevate nelle suddette opposizioni, non è risultata dimostrata la mancata conformità del disciplinare notificato dallo Stato membro richiedente alle condizioni di cui agli articoli 2, 4,5e6 dello stesso regolamento; che il carattere specifico e tradizionale è anzi considerato giustificato dagli elementi che figurano nel suddetto disciplinare; considerando che, per quanto riguarda il controllo della specificità del prodotto di cui all’articolo 6 dello stesso regolamento, lo Stato membro richiedente ha specificato
che è necessario un controllo fisico che comporta la verifica della presenza e della corretta preparazione del lattoinnesto naturale; che il controllo riguarderà inoltre campioni del prodotto finale, allo scopo di verificare in modo appropriato le caratteristiche organolettiche, chimiche e microbiologiche con metodi ufficiali o riconosciuti; che tali elementi rientrano tra gli elementi principali del disciplinare;
considerando che la denominazione «Mozzarella» merita di essere iscritta nell’albo delle attestazioni di specificità e di essere protetta nell’ambito della Comunità in virtù dell’articolo 13, paragrafo 1, del regolamento (CEE) n. 2082/92, in quanto specialità tradizionale garantita; che  ciò non impedisce di continuare a utilizzare tale denominazione conformemente a un disciplinare diverso da quello protetto, senza poter tuttavia inserire sull’etichetta il logo e la menzione comunitari;
considerando che l’allegato del presente regolamento completa l’allegato del regolamento (CE) n. 2301/97 della Commissione (3), modificato da ultimo dal regolamento (CE) n. 954/98 (4);
considerando che le misure previste dal presente regolamento sono conformi al parere del comitato di regolamentazione delle attestazioni di specificità,


HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Mozzarella stg

Articolo 1
L’allegato del regolamento (CE) n. 2301/97 è completato dalla denominazione che figura nell’allegato I del presente regolamento, la quale è iscritta nell’albo delle attestazioni di specificità di cui all’articolo 9, paragrafo 1 del regolamento (CEE) n. 2082/92.
Tale denominazione è protetta conformemente all’articolo 13, paragrafo 1, del suddetto regolamento.
Gli elementi principali del disciplinare figurano nell’allegato II. Tali elementi sostituiscono quelli pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee C 246 del 24 agosto 1996, pagina 9.


Articolo 2
Il presente regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee.
(1) GU L 208 del 24. 7. 1992, pag. 9. (3) GU L 319 del 21. 11. 1997, pag. 8.
(2) GU C 246 del 24. 8. 1996, pag. 9. (4) GU L 133 del 7. 5. 1998, pag. 10.


Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Fatto a Bruxelles, il 25 novembre 1998.
Per la Commissione
Franz FISCHLER
Membro della Commissione
L 317/16 IT Gazzetta ufficiale delle Comunità europee 26. 11. 98


ALLEGATO I
Formaggi
— Mozzarella


ALLEGATO II
«DOMANDA DI REGISTRAZIONE DI UN PRODOTTO SPECIFICO
Regolamento (CEE) n. 2082/92 del Consiglio
Numero nazionale del fascicolo: 1

1. Autorità competente dello Stato membro autore del messaggio:
Nome: Ministero delle risorse agricole alimentari e forestali
Tel.: 06/4665; fax: 06/4743971

2. Organizzazione richiedente:
a) Nome: Associazione italiana lattiero-casearia
b) Indirizzo: corso di Porta Romana 2, Milano, Italia
c) Composizione: aziende private e cooperative trasformatrici del settore lattiero-caseario, di cui circa 50 associate produttrici di mozzarella (statuto in allegato)
a) Nome: Confederazione cooperative italiane settore lattiero-caseario
b) Indirizzo: via dei Gigli d’oro 21, Roma, Italia
c) Composizione: aziende cooperative trasformatrici del settore lattiero-caseari, di cui circa 20 associate produttrici di mozzarella (statuto in allegato)

3. Nome del prodotto:
Mozzarella (nome tradizionale non traducibile in altre lingue) con simbolo e menzione comunitaria di cui al regolamento (CE) n. 2515/94

4. Tipo di prodotto: 1.3

5. Descrizione del disciplinare: (riepilogo delle condizioni di cui all’articolo 6, paragrafo 2)

a) Nome del prodotto:
Mozzarella (nome tradizionale non traducibile in altre lingue) con simbolo e menzione comunitaria di cui al regolamento (CE) n. 2515/94

b) Metodo specifico di produzione o di lavorazione:
Comprende esclusivamente le seguenti fasi, da realizzarsi in ciclo continuo nello stesso stabilimento:
— eventuale prematurazione esclusivamente con lattoinnesto naturale (1);
— pastorizzazione del latte con un trattamento minimo di 71,7 °C per 15 s o di effetto equivalente;
— inoculo del latte con lattoinnesto naturale;
— aggiunta di caglio bovino liquido, con attività di pepsina compresa tra 20 e 30 %;
— coagulazione presamica a 35-39 °C;
— taglio, rottura e dissieramento della cagliata;
— maturazione lattica della cagliata fino ad un pH 5,0-5,4;
— taglio in pezzi della pasta matura;
— filatura (operazione termomeccanica di riscaldamento della pasta con acqua calda, eventualmente addizionata di sale, con temperatura finale della pasta tra 58 e 65 °C);
— formatura a caldo della pasta;
— rassodamento in acqua fredda eventualmente addizionata di sale;
— confezionamento.

(1) Preparazione del lattoinnesto naturale
Primo lattoinnesto
— trattamento termico del latte crudo non refrigerato, a temperatura non minore di +63 °C per un tempo minimo di 15 min (o combinazioni tempo/temperatura di effetto minimo equivalente);
— raffreddamento alla temperatura di incubazione (t = 42-50 °C);
— incubazione sino ad acidità pari a 14-24 °SH su 100 ml;
— raffreddamento ad una temperatura minore di + 8 °C;
— conservazione in regime di refrigerazione a temperatura non maggiore di + 4 °C.
Lattoinnesti successivi
— inoculo del latte crudo che può essere anche refrigerato con un minimo del 4 % di lattoinnesto precedente;
— trattamento termico come per il primo lattoinnesto;
— raffreddamento alla temperatura di incubazione (t = 42-50 °C);
— incubazione sino ad acidità pari a 14-24 °SH su 100 ml;
— raffreddamento ad una temperatura minore di +8 °C;
— conservazione in regime di refrigerazione ad una temperatura non maggiore di + 4 °C.
Lattoinnesto pronto per l’uso
Il lattoinnesto pronto per l’uso deve:
— avere un’acidità compresa tra 16 e 30 °SH su 100 ml;
— avere un contenuto minimo di streptococchi termofili di 108 ufc (*)/ml;
— avere un’attività fosfatasica negativa;
— essere utilizzato in produzione entro 3 giorni dalla sua preparazione.
(*) ufc = unità formanti colonie.

c) Carattere tradizionale
La mozzarella è un formaggio derivante da una consolidata tecnologia di caseificazione di pasta filata fresca, patrimonio storico della filiera lattiero-casearia italiana.
Nella sua tipologia più tradizionale, oggetto del presente disciplinare, il prodotto deve essere ottenuto a partire da latte intero che arriva crudo allo stabilimento, eventualmente regolato solo per quanto concerne il contenuto di materia grassa; elemento qualificante è il lattoinnesto naturale, che deve essere preparato con latte proveniente dalla zona di raccolta dello stabilimento di produzione del formaggio e utilizzato in loco.
Esso consiste in una coltura di batteri lattici, caratterizzati da termoresistenza, rapidità di sviluppo e di acidificazione, che si ottiene per arricchimento selettivo della microflora lattica naturalmente presente nel latte crudo, di cui rispecchia la qualità microbiologica di partenza. Un lattoinnesto naturale correttamente preparato è solitamente costituito da una miscela indefinita di ceppi di Streptococcus thermophilus, cui possono accompagnarsi enterococchi e batteri lattici termodurici. L’insieme di questa flora lattica contribuisce a determinare le caratteristiche finali del prodotto.

d) Descrizione del prodotto:
La mozzarella di tipologia tradizionale è un formaggio fresco a pasta filata, molle (secondo la definizione del Codex Alimentarius), a fermentazione lattica. La sua forma (vedi le figure allegate) può essere sferoidale (con peso da 20 a 250 g), eventualmente con testina, o a treccia (con peso da 125 a 250 g). 
La mozzarella di tipologia tradizionale viene confezionata in involucro protettivo e commercializzata in contatto con un liquido di governo, costituito da acqua con eventuale aggiunta di sale, a contatto diretto se l’involucro è ermetico, per diffusione se l’involucro è forato o permeabile.

Caratteristiche organolettiche:
Aspetto:
— crosta assente, presenza di una pelle di consistenza tenera;
— superficie liscia e lucente, omogenea, di colore bianco latte;
— pasta di struttura tipicamente fibrosa, più pronunciata all’origine, a foglie sovrapposte che rilascia al taglio e per leggera compressione liquido lattiginoso. La pasta può talora presentare dei distacchi in cui si accumula detto liquido;
— occhiature assenti;
— colore bianco latte, omogeneo, esente da chiazze e striature.
Consistenza: morbida e leggermente elastica.
Sapore: caratteristico, sapido, fresco, delicatamente acidulo.
Odore: caratteristico, fragrante, delicato, di latte lievemente acidulo.
Caratteristiche chimiche:
— grasso sulla sostanza secca: minimo 44 % (m/m);
— umidità: per la forma sferoidale 58-66 % (m/m); per la forma a treccia 56/62 % (m/m);
— umidità sul non grasso: 69-80 % (m/m);
— attività fosfatasica non maggiore di 12 µg di fenolo per grammo di formaggio;
— pH della pasta: 5,1-5,6;
— acido L(+) lattico: maggiore di 0,2 % (m/m) su campioni analizzati entro 3 giorni dalla data di produzione;
— cloruro di sodio (NaCl) non maggiore dell’1 % (m/m);
— furosina: massimo 10 mg su 100 g di sostanza proteica.
Caratteristiche microbiologiche:
Microflora caratteristica, resistente alle condizioni di filatura, in quantità non inferiore a 107 ufc/g su campioni analizzati entro 3 giorni dalla data di produzione.
Conservazione:
Il prodotto va conservato ad una temperatura compresa tra 0 °C e +4 °C. La temperatura massima di conservazione va indicata in etichetta così come la data di scadenza espressa con la dizione “da consumare entro . . .” completata da giorno e mese.

e) Esigenze minime e procedura di controllo della specificità:
Il controllo riguarderà i seguenti aspetti:
— presso le aziende, nella fase di fabbricazione, per verificare il corretto procedimento di preparazione del lattoinnesto naturale (del primo, di quelli successivi e del lattoinnesto pronto per l’uso), giacché tale aspetto è stato previsto quale elemento qualificante del carattere tradizionale del prodotto;
— successivamente, il controllo comporterà il prelevamento di campioni del prodotto finito presso le aziende e la distribuzione, per la verifica delle caratteristiche organolettiche, di tutte le caratteristiche chimiche (mediante metodi ufficiali riconosciuti e normati — quali quelli FIL e ISO) e delle caratteristiche microbiologiche per quanto concerne la conta della microflora caratteristica (mediante metodi microbiologici normati, o noti nella bibliografia scientifica in materia).

6. Domanda di tutela in virtù dell’articolo 13, paragrafo 2: no»

 

Tutte le novità sui prodotti italiani tutelati

 
Disciplinari : Novità

 

MOSTRE FIERE EVENTI DEL VINO

 

Legge-12-12-2016 n 238

10.08.2020

Decreto-legge n. 76 del 16 luglio 2020, art.43 che modifica il testo dell'art. 38 del Testo unico del vino, legge n. 238 del 12 dicembre 2016. Disposizioni applicative

Modifiche temporanee

06.08.2020

Modifiche temporanee :Franciacorta DOCG, Chianti Classico DOCG, Morellino di Scansano DOCG, Barolo DOCG, Barbaresco DOCG

Olio Lucano

02.08.2020

Disciplinare di produzione di Olio Lucano Igp. Protezione transitoria accordata a livello nazionale alla denominazione «Olio Lucano» per la quale e' stata inviata istanza alla Commissione europea per la registrazione come indicazione geografica protetta.

Radicchio di Chioggia

27.07.2020

Modifica minore del disciplinare di produzione della denominazione «Radicchio di Chioggia» registrata in qualita' di indicazione geografica protetta in forza al regolamento (CE) n. 1025 del 17 ottobre 2008.

Provolone del Monaco Dop

22.07.2020

Il «Provolone del Monaco» ha un profondo legame con l'ambiente che si evidenzia in tutta la filiera del prodotto. L'allevamento dei bovini, infatti, nei Monti Lattari - Penisola Sorrentina risale al 264 a.C., epoca in cui i Picentini, i primi abitanti di questi monti, furono deportati dalle Marche dai vincenti Romani. I Picentini spostando dal territorio di origine i loro armenti e le loro masserizie trasformarono lo spazio sottratto ai boschi in terreno coltivabile, incominciando l'attività agricola e di allevamento di animali domestici, specialmente di bovini ad attitudine lattifera, al punto che per le eccezionali produzioni e qualità del latte i monti furono denominati «Lactaria Montes».

Piacentinu Ennese Dop

21.07.2020

Il “Piacentinu Ennese” è un formaggio a pasta compatta pressata ottenuto con latte ovino intero, crudo ad acidità naturale di fermentazione, prodotto dalle razze ovine autoctone siciliane Comisana, Pinzirita, Valle del Belice e loro meticci. La caratteristica peculiare del Piacentinu ennese consiste nell’aggiunta di zafferano al latte durante il processo di caseificazione. E' prodotto nell’intero territorio dei Comuni di Enna, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera, Villarosa della provincia amministrativa di Enna.

Pecorino Siciliano Dop

21.07.2020

Il Pecorino Siciliano DOP è un formaggio di forma cilindrica a facce piane o leggermente concava quella superiore, a latte crudo e a pasta semicotta e viene immesso al consumo nelle tipologie Fresco, Semistagionato e Stagionato. Viene prodotto nell’ambito del territorio della Regione Sicilia.

Vino Nobile di Montepulciano

18.07.2020

È previsto l’inserimento dell’obbligo di riportare in etichetta il termine geografico più ampio «Toscana», in aggiunta alla denominazione di origine protetta «Vino Nobile di Montepulciano». La modifica consente di fornire una informazione precisa sulla provenienza geografica dei vini. La modifica riguarda il documento unico alla sezione 9 ed il disciplinare all’articolo 7.

Pecorino del Monte Poro Dop

17.07.2020

Il Pecorino del Monte Poro DOP è un formaggio di latte ovino prodotto in alcuni comuni della zona del Monte Poro in provincia di Vibo Valentia. E' stato iscritto nel registro europeo delle dop e igp con provvedimento del 7 luglio 2020

Mozzarella di bufala campana Dop

13.07.2020

Ecco da dove deriva il termine mozzarella : I primi riferimenti storici si hanno a partire dal XII secolo, quando i monaci del Monastero di San Lorenzo in Capua (Caserta) offrivano ai pellegrini una “mozza” o “provatura” accompagnata con un pezzo di pane. Il termine mozzarella deriva da ‘mozzare’ ed indica l’operazione che il casaro compie ancora oggi

Mele del Trentino IGP

06.07.2020

Il nome «Mele del Trentino» (IGP) è registrato.

Cose curiose

03.07.2020

“Primitivo”. Cosi lo chiamò, per la precocità della maturazione delle sue uve, colui che l'aveva selezionato, nel settecento, in un vigneto di proprietà della Canonica di Gioia del Colle: il primicerio don Francesco Filippo Indellicati.

Nuovi vitigni

28.06.2020

Modifiche ed integrazioni al registro nazionale delle varieta' di vite con DECRETO 9 giugno 2020 

Piacentinu Ennese

24.06.2020

DM 7684 del 18/06/2020 Designazione del “Consorzio Ricerca Filiera Lattiero-Casearia - CoRFiLaC” quale autorità pubblica incaricata ad effettuare i controlli per la denominazione di origine “Piacentinu Ennese”, registrata in ambito Unione europea.

Regolamento ue 251-2014

21.06.2020

Legislazione del vino : REGOLAMENTO (UE) N. 251/2014 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 26 febbraio 2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l’etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati e che abroga il regolamento (CEE) n. 1601/91 del Consiglio

Finocchiona 12-06-2020

15.06.2020

Modifica del disciplinare di produzione della IGP Finocchiona

Amatriciana Tradizionale

14.06.2020

La denominazione «Amatriciana Tradizionale» (STG) è registrata con comunicazione di Bruxelles, il 6 marzo 2020

Formaggi

14.06.2020

Elenco aggiornato di tutti i formaggi italiani Dop/Igp con disciplinari di produzione

Veronelli 2020

17.10.2019

Guida Oro I Vini di Veronelli 2020

Gambero rosso 2020

06.10.2019

Elenco completo de I Tre Bicchieri della guida Vini d’Italia 2020 del Gambero Rosso

 

Parole importanti

STG 

Visita le cantine Docg della Val Vibrata

 

Ultimi aggiornamenti:

10.08.2020

Barolo Docg

 

Contiene  il decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della
denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Barolo”.
 
La Docg “Barolo” è riservata ai vini rossi che rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti dal disciplinare di produzione, per le tipologie:  «Barolo», «Barolo» riserva, «Barolo» e «Barolo» riserva con una delle «menzioni geografiche aggiuntive» riportate al successivo art. 8 alle quali può essere aggiunta la menzione «vigna» seguita dal relativo toponimo o nome tradizionale. Devono essere ottenuti da uve provenienti dai vigneti composti esclusivamente dal vitigno Nebbiolo.
La zona di origine delle uve atte a produrre i vini Docg «Barolo» include l'intero territorio dei comuni di Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d'Alba ed in parte il territorio dei comuni di Monforte d'Alba, Novello, La Morra, Verduno, Grinzane Cavour, Diano d'Alba, Cherasco e Roddi ricadenti nella provincia di Cuneo.
 

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10.08.2020

Barbaresco Docg

 

Contiene le modifiche del decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Barbaresco”.

La zona di origine delle uve atta a produrre i vini Docg «Barbaresco» comprende l'intero territorio dei comuni di Barbaresco, Neive, Treiso (già frazione di Barbaresco) e la parte della frazione «San Rocco Senodelvio» già facente parte del comune di Barbaresco ed aggregata al comune di Alba con decreto del Presidente della Repubblica 17 aprile 1957, n. 482, ricadenti nella provincia di Cuneo.

 

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10.08.2020

Chianti Classico Docg

 

Contiene "Decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della  denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Chianti Classico”. DM 30/07/2020 - La zona di produzione della DOP ”Chianti Classico”si estende per 71.800 ettari, è situata al centro della Regione Toscana e comprende parte del territorio delle province di Firenze (30.400 ettari) e Siena (41.400). In particolare fanno interamente parte della zona i Comuni di Greve in Chianti, Castellina in Chianti, Radda in Chianti, Gaiole in Chianti. Vi rientrano invece parzialmente i Comuni di San Casciano Val di Pesa, Tavarnelle Val di Pesa, Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi.Tale zona è delimitata con decreto interministeriale 31 luglio 1932, confermata e regolata autonomamente dall’articolo 6 del Decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61.

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10.08.2020

Franciacorta Docg

 

Contiene " Decreto concernente la modifica temporanea del disciplinare di produzione della denominazione di origine controllata e garantita dei vini “Morellino di Scansano”.
La zona di produzione delle uve, destinate alla elaborazione del vino a Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Franciacorta”, ricade nella provincia di Brescia e comprende i terreni vocati alla qualità di tutto il territorio dei comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Cortefranca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, Rodengo Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d’Iseo, Cellatica e Gussago, nonché la parte del territorio dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovato e Cazzago S. Martino che si trova a nord delle ex strade statali n. 573 e n. 11 e parte del territorio del comune di Brescia.

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10.08.2020

Morellino di Scansano Docg

 

Contiene le modifiche di Luglio 2020 - La zona di produzione delle uve rientra nella Regione Toscana e comprende integralmente il comune di Scansano e parte dei comuni di Campagnatico, Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna, Semproniano, tutti ricadente in provincia di Grosseto.

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28.07.2020

delle Venezie Doc - Beneških okolišev

 

 

La zona di produzione delle uve atte a produrre i vini a denominazione d'origine controllata “delle Venezie” comprende la Provincia autonoma di Trento e le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto.
L’elemento unificante nella storia vitivinicola delle Venezie è stata la presenza della Repubblica di Venezia le cui attività agricole si estendevano dalle terre d’Istria al Trentino. L’immagine del Leone infatti campeggia ancora sulle vecchie porte d’ingresso delle città “dominate dai commerci” dalla Serenissima o negli affreschi sui palazzi più importanti.

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18.07.2020

Riesi Doc

 

La zona di produzione ricade nella Regione Sicilia e comprende, in provincia di Caltanissetta, l’intero territorio amministrativo dei comuni di Butera, Riesi e Mazzarino.

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18.07.2020

Reno Doc

 

I terreni vocati alla qualità comprendono interamente o in parte i territori dei comuni di Imola, Dozza, Castel S. Pietro Terme, Castelguelfo, Medicina, Ozzano Emilia, Castenaso, Budrio, Granarolo Emilia, Bologna, S. Lazzaro di Savena, Bentivoglio, S. Giorgio di Piano, S. Pietro in Casale, Pieve di Cento, Castelmaggiore, Argelato, Castello d’Argile, Casalecchio di Reno, Calderara di Reno, Sala Bolognese, Zola Predosa, Crespellano, Anzola Emilia, S. Giovanni in Persiceto, S. Agata Bolognese, Crevalcore e Bazzano, ricadenti in provincia di Bologna e Ravarino, Nonantola, Castelfranco E., S. Cesario S.P., Savignano S.P. , ricadenti in provincia di Modena.

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18.07.2020

Reggiano Doc

 

La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei vini atti a essere designati con la denominazione di origine “Reggiano” ricade nella regione Emilia-Romagna e comprende parte del territorio della provincia di Reggio Emilia. I vini “Reggiano” Lambrusco (nelle diverse versioni frizzante, spumante, ecc.), possono essere prodotti su un vasto territorio che comprende 35 comuni della provincia. I vini “Reggiano” Lambrusco Salamino (nelle diverse versioni), “Reggiano” Rosso (nelle diverse versioni) e “Reggiano” Bianco spumante possono essere prodotti solo in particolari zone del territorio provinciale, più ristrette, che comprendono un numero più limitato di comuni.

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18.07.2020

Prosecco Doc

 

L’area di produzione dei vini della denominazione "Prosecco" comprende i territori delle seguenti province: Vicenza, Belluno, Treviso, Venezia, Padova, Pordenone, Udine, Gorizia, Trieste.

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18.07.2020

Primitivo di Manduria Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione del vino “Primitivo di Manduria” ricade nelle provincie di Taranto e Brindisi.
In provincia di Taranto: Manduria, Carosino, Monteparano, Leporano, Pulsano, Faggiano, Roccaforzata, San Giorgio Jonico,San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Lizzano, Sava, Torricella, Maruggio, Avetrana, e quello della frazione di Talsano e delle isole amministrative del comune di Taranto, intercluse nei territori dei comuni di Fragagnano e Lizzano. In provincia di Brindisi i territori dei comuni di Erchie, Oria e Torre S.Susanna.

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09.07.2020

Pornassio o Ormeasco di Pornassio Doc

 

La zona di produzione delle uve atte alla produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Pornassio» od «Ormeasco di Pornassio» ricade nella provincia di Imperia. Comprende i terreni vitati dei comuni Aquila d'Arroscia, Armo, Borghetto d'Arroscia, Montegrosso Pian Latte, Ranzo, Rezzo, Pieve di Teco, Vessalico e, per il solo versante tirrenico, comuni di Mendatica, Cosio d'Arroscia e Pornassio in Valle Arroscia; comune di Molini di Triora in Valle Argentina e versante orograficamente ricadente in Valle Arroscia del comune di Cesio.

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I disciplinari dei vini italiani e degli alimenti tutelati

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